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Come una nave in cielo

Come una nave in cielo #01

Fotografare il tempio di Segesta senza cadere nella banale foto cartolina non è un’impresa facile. E infatti non ci sono riuscito. Il tempio si trova su un piccolo promontorio nel mezzo del nulla più assoluto. Arrivando dal basso mi è sembrato come una nave pronta a salpare, una sorta di Arca di Noè in secca sul monte Ararat al termine del diluvio universale. E questa è stata la mia base di partenza, la mia suggestione, il tentativo di uscire fuori dallo schema classico. Ho avuto anche la fortuna di trovare un cielo quasi perfetto dal punto di vista fotografico e l’idea della nave in cielo è diventata quasi naturale. Ho cercato di isolare il tempio da qualsiasi elemento di disturbo, ho quindi escluso le montagne, gli alberi, le transenne, i turisti. Le foto sono rimaste abbastanza banali e stereotipate ma nella mia mente rimane la ricerca di qualcosa di diverso: la speranza è di riuscire a trasmettere il senso di ricerca anche all’osservatore esterno.

Come una nave in cielo #02Come una nave in cielo #03Anfiteatro

La Tonnara di Favignana

Tonnara (I Forni)

La tonnara di Favignana è stata una delle più belle sorprese della nostra vacanza in Sicilia. Siamo andati sull’isola con la speranza di visitare le bellissime spiagge di cui tutti dicono meraviglie. Ma il clima, sempre splendido sino a quel giorno, ci ha giocato un brutto scherzo: appena scesi dal traghetto abbiamo capito che la pioggia avrebbe stravolto i nostri piani. E cosa fare a Favignana quando il sole non è tuo amico? Semplice, si visita la famosissima tonnara. La storia di questo ex-stabilimento è decisamente interessante e racconta un pezzo d’Italia ormai dimenticato. La nostra guida ci ha spiegato tutta la storia della famiglia Florio (anche il gossip più torbido) e di come il Tonno veniva pescato, pulito ed inscatolato (e le scatolette di tonno erano un po’ diverse da quelle dei nostri giorni). Abbiamo ascoltato la storia del Rais, imparato termini nuovi come lattume, muciare e rafaggio e soprattutto abbiamo capito come poteva essere terribile e cruenta la mattanza. Non sono riuscito a fotografare come avrei voluto il panorama dell’isola ma al termine della giornata non ero così dispiaciuto. Se passate da Favignana non fatevi mancare una visita all’Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica. Merita davvero.

MuciaraTarantello all'olio d'olivaMarafaggio

La Tonnara di Favignana, ufficialmente denominata Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, è una antica tonnara, con annesso stabilimento per la conservazione del pescato, sita a Favignana nelle isole Egadi. Con i suoi 32 mila metri quadri, di cui 3/4 coperti, è una delle più grandi tonnare del Mediterraneo.
Marinella di Selinunte

Marinella di Selinunte #01Marinella di Selinunte #02

Dopo il titiritrillo (doppio per giunta) ho deciso di fare un passo sul moletto di Marinella di Selinunte. E’ un luogo incantevole. Il cielo era di un colore pazzesco, il molo completamente bagnato dalle onde che continuavano a rimbalzare sugli scogli. Non c’era nessuno. Dentro al bar alle mie spalle hanno iniziato a guardarmi incuriositi: dalle foto non si percepisce (forse solo le foglie della palma possono aiutare) ma il vento era davvero fortissimo, facevo fatica a stare in piedi. Ho scattato rapidamente una decina di foto da posizioni diverse con il grandangolo spinto (16mm) impostando f/8 in priorità di diaframmi. L’esposimetro della macchina mi dava 1/50 e, non volendo aumentare gli ISO, mi sono fidato della mia stabilità. La seconda immagine è di qualche secondo successiva rispetto alla prima ed è scattata mentre indietreggiavo per tornare alla macchina: l’onda che vedete in alto mi ha mancato di pochissimo.

Titiritrillo

Titiritrillo

Via di corsa. Bada Bùm. Piove, trippele trippi plic pluc, il vento è fortissimo. Ma nel cielo c’è un doppio arcobaleno e l’atmosfera è stupenda. Rulba rulba rulba. Uf uf uf. Posiziono la macchina.foto, scelgo la composizione, effeundici, eccessivo, ma la pioggia ed il vento non mi danno il tempo di riflettere. Mi sento un giovane Piripù Bibi da quando nella nostra vita (grazie ad Alice) sono entrate le storie di Emanuela Bussolati. Tararì Tararera mi sorprendo a parlare in lingua Piripù e per me l’arcobaleno è diventato giocoforza il Titiritrillo. E’ sempre magico e bello sorprendersi dopo un temporale: ‘oooooooooohhhhhhhhhhh! Un titiritrillo!

Un’altra storia in lingua Piripù per il puro piacere di raccontare storie ai Piripù Bibi. Le avventure del piccolo Piripù Bibi sono narrate in una lingua inventata: un’allegra sequenza di suoni che invitano il lettore adulto a giocare con le intonazioni della voce, le espressioni del viso e del corpo… e creare così una giocosa complicità che rende unico ogni legame. E questa la magia di narrare oltre le parole.
Redwalker in Mondello

Redwalker in Mondello

Se dovessi scegliere una foto preferita della mia vacanza in Sicilia non avrei esitazioni. E’ questa. Domenica mattina. Nella notte un violento acquazzone aveva creato seri problemi a tutta la costa Nord della Sicilia, Palermo compresa. Siamo arrivati a Mondello relativamente presto, le strade erano allagate e la circolazione difficoltosa. Pioveva a tratti, anche con una certa violenza, ma il sole iniziava a spuntare in mezzo alle nuvole. Ad un tratto noto questo ragazzo camminare sulla spiaggia allagata; ho cercato parcheggio (cosa che a Palermo scoprirò non essere poi così importante), sono sceso velocemente dalla macchina e ho inseguito quel giubbotto rosso (perfetto in questo tipo di fotografia) che correva sulla spiaggia con i suoi cani. Il momento era meraviglioso: il vento abbastanza forte, pioveva ad intermittenza, l’acqua della tempesta notturna aveva coperto quasi completamente la sabbia e sulla spiaggia non c’era anima viva. Solo Dario (scoprirò dopo il suo nome) e i suoi bellissimi cani. Ho scelto di posizionare la linea dell’orizzonte in centro perché l’immagine è divisa in tre parti: il cielo, il mare e la spiaggia allagata. Questo è il mio prototipo di foto perfetta: ci sono un mare bellissimo, le nuvole, la spiaggia sabbiosa, una persona ed è minimale. Avessi voluto costruirla probabilmente non sarei riuscito altrettanto bene.

Riserva dello Zingaro in pittura

Zingaro #10Zingaro #11

Ancora due foto della Riserva dello Zingaro. Le ultime due. Probabilmente le mie preferite. La prima è un bianconero molto contrastato che ho scattato dalla spiaggia; la seconda è l’ultima foto della giornata con il treppiede all’uscita dalla riserva. Mi piacciono per i colori e per i non colori (arrivati dal foto-ritocco) che rendono le due immagini decisamente suggestive e, scusate l’esagerazione, anche un po’ poetiche, quasi pittoriche. Ascoltavo qualche giorno fa un’intervista a Gianni Berengo Gardin e in punto preciso critica questa tipologia di foto (riporto più sotto le sue parole) che lui definisce fotografia d’arte. Per l’anno prossimo spero di mettere un po’ da parte questa tipologia di fotografia ‘inutile‘ per dedicarmi maggiormente alla fotografia di documentazione, di reportage.

Io non sono un artista. Non ci tengo assolutamente a passare per artista. Oggi i giovani fanno le cosiddette fotografia d’arte che a me non interessano perché copiano quello che hanno fatto i pittori con 50-100 anni di ritardo. A me interessa la foto di documentazione perché il vero DNA della fotografia è la documentazione. (Gianni Berengo Gardin)
Riserva dello Zingaro

Zingaro #01

Ho avuto la fortuna (ma non solo fortuna) di visitare la Riserva dello Zingaro in una bellissima giornata di inizio Ottobre. Il sole era caldissimo, il mare calmo e azzurro, pochissima gente (in Estate credo sia un massacro); siamo anche riusciti a fare il bagno e per il sottoscritto è un evento raro anche ad Agosto. La Riserva naturale orientata dello Zingaro si trova in provincia di Trapani, nei comuni di San Vito lo Capo e Castellammare del Golfo ed è qualcosa di incantevole. Riporto da Wikipedia: “Nel 1976 erano già iniziati i lavori per la costruzione della litoranea Scopello-San Vito Lo Capo, ma in seguito ad una serie di iniziative del mondo ambientalista, culminate in una partecipatissima marcia di protesta che ebbe luogo il 18 maggio 1980, l’Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana si impegnò ad espropriare l’area dello Zingaro riconosciuta di grande interesse ambientale. Con la legge regionale 98/1981, venne ufficialmente istituita la riserva, la prima riserva naturale della Sicilia, affidata in gestione all’Azienda Regionale Foreste Demaniali”. Io credo che mai protesta fu piú giusta. Si tratta di 7000 metri di strada costiera a picco sul mare in un parco assolutamente incontaminato di 1700 ettari. L’entrata è a pagamento e, se non ricordo male, costa 5 euro. Ben spesi e probabilmente, esempio raro, anche ben utilizzati per permettere alla riserva di continuare a vivere ed esistere. Ho scattato davvero tantissime foto usando quasi sempre il 16-35, treppiede e polarizzatore. Dal punto di vista fotografico la riserva è una scoperta, ad ogni angolo si possono trovare spunti interessanti e per gli amanti della fotografia di landscape è un paradiso. Ho scelto 11 foto (9+2) che credo rendano bene l’idea di cosa ci si possa aspettare visitando la Riserva dello Zingaro.

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Saline di Trapani (Sunset)

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Dopo aver visitato le Saline di Trapani è successo qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Era il Tramonto ed il panorama mozzava il fiato: sullo spiazzo antistante il ‘Museo del Sale‘ tre ragazzi con il treppiede fotografavano il panorama. Ho dovuto. Sono andato a prendere il Be-Free e mi sono affiancato a loro (dopo essermi presentato ovviamente). Il cavalletto in realtà non è servito a molto (ma grande scenografia). Dopo essermi congedato ho fermato la macchina qualche cento metri più avanti e ho scattato a mano libera con la fotocamera a livello del terreno: ho centrato perfettamente la linea dell’orizzonte (ORRORE e RACCAPRICCIO) per ottenere una composizione bilanciata: di questa foto adoro la diagonale formata dal confine fra le vasche. E’ un banale tramonto, eh?