photosnever sleep
Selfie with Santiago Calatrava

Selfie with Santiago Calatrava #01Selfie with Santiago Calatrava #02

Era già diverso tempo che non pubblicavo un selfie e quindi credo sia il caso di raddoppiare. Di spalle, meglio. Queste due foto arrivano direttamente dall’estate 2012, intorno a me la bellissima Valencia disegnata dal grande Santiago Calatrava. Treppiede, autoscatto e 10 secondi per allontanarmi; diaframma molto chiuso per evitare problemi di messa a fuoco (la luce certo non mancava). Sullo sfondo si vedono la bellissima Agorà e il Pont de l’Assut de l’Or, entrambi disegnate dal grande architetto Spagnolo (naturalizzato Svizzero). Purtroppo in vacanza il tempo è sempre troppo poco, ma mi piacerebbe dedicare del tempo fotografico alla Ciutat de les Arts i les Ciències: gli spunti sono moltissimi. Magari qualche giorno, magari sperando anche in un cielo più adatto.

Towel Day

Towel Day

Il fatto è che me ne sono ricordato soltanto ora.
Oggi è il Towel Day, conosciuto ai più come giorno dell’asciugamano. Ricorrenza dedicata a quel genio della creatività, di cui non si parla mai abbastanza, che risponde(va) al nome di Douglas Adams. Un invito quindi a leggere la Guida o quantomeno a sfogliare la sua trilogia in cinque parti.

42.

Ho ripreso e (leggermente) modificato un vecchio post di Tiziano Caviglia. Sono praticamente dieci anni che voglio ricordare Douglas Adams pubblicando una foto con l’asciugamano (no, andarci al lavoro è troppo) ma alla fine non ci riesco mai. Ma questa volta no, questa volta mi sono mosso per tempo. Almeno nelle intenzioni: ovviamente ho scattato la foto all’ultimo secondo disponibile. Non mi smentisco mai. Purtroppo è un selfie (anche mezzo copiato), ma questo passa il convento. :)

The Sreet (Urban Exploration)

The Sreet

Noi siamo ‘The Sreet‘. E siamo un gruppo di Urbex Photographer davvero determinati. Determinati e cattivi. Tanto cattivi. E noi non abbiamo amici ma solo nemici. Acerrimi nemici. Siamo cattivi (l’ho già detto?). Tanto cattivi. Ma belli. Terribilmente belli. Dannatamente belli. E ci intrufoliamo nei luoghi dell’abbandono per documentare lo schifo, il degrado e la rovina. Il degrado di questa società moderna che noi osteggiamo con rabbia e determinazione. Perché noi siamo cattivi e non abbiamo paura di niente e di nessuno.

Non portare via niente, non rompere niente, non disturbare nessuno. Lascia solo impronte nella polvere.

Selfie in the Mirror [Reichstag]

Selfie  in the mirror [Reichstag]

Questa foto è datata 2 Dicembre 2003 ed è un Selfie (ma all’epoca non lo chiamavo ancora così). Pazzia pura. Ma l’avevo promesso e mantengo (quasi) sempre le promesse. E’ stata scattata con la bellissima Canon Ixus 400, un piccolo gioiello di tecnologia di inizio secolo (detto così sembra lontanissimo nel tempo). Ma per un fotografo non c’è niente di più divertente del Reichstag Dome, un insieme di specchi e vetri con immagini riflesse ovunque. Sembra di essere nella casa degli specchi del luna park, ma in realtà sei nel Bundestag, il parlamento Tedesco. E’ un’opera di sir Norman Foster ed è un piccolo gioiello (onore al merito): se fate tappa a Berlino è un passaggio assolutamente imperdibile.

La ricostruzione viene ampiamente considerata un successo ed è diventata un’attrazione turistica anche perché il Reichstag, e soprattutto la grande cupola di vetro che è stata eretta sul tetto in memoria dell’originale del 1894, forniscono una delle panoramiche più attraenti per i visitatori di Berlino, dando una vista notevole della città, specialmente di notte. La cupola è aperta al pubblico sotto prenotazione. (Fonte Wikipedia)
They are dead

They are dead [Ex-Salesiani]

Alice e Papà

Alice e Papá

Oggi ascoltavo radio DeeJay e si parlava di social network, di Instagram in particolare, quindi di fotografia. Veniva chiesto agli ascoltatori quale fosse la foto che rappresentasse al meglio il loro 2015. Io ho pensato pochissimo, l’immagine si è materializzata in modo quasi istantaneo nel mio cervello. Se dovessi scegliere uno scatto non potrei avere nessun dubbio: è un selfie, il sottoscritto ed Alice nel giorno del suo compleanno. E’ una foto studiata a tavolino: nelle luci (due softbox a 45 gradi per creare un effetto tipo beauty), nella posizione e nelle espressioni. Volevo che si notasse il tatuaggio e volevo che Alice avesse un’espressione di scoperta, di curiosità (perdonatemi la pessima definizione). Questa è la foto che mi ricorda il primo anno della nostra cucciola, è la mia foto del 2015.

Selfie

Selfie by Samuele Silva on 500px.com

Selfieha battuto tutti. Il neologismo che arriva dai social media, e vuol dire ‘autoscatto’ fatto usando uno smartphone o una webcam e poi pubblicato sul web, ha sbaragliato la ‘concorrenza’ ed è stato scelto dai lessicografi della Oxford University come parola dell’anno 2013.

Questa è sicuramente la notizia più importante del momento, l’autoritratto è sdoganato, è diventato arte. E Selfie (usata per la prima volta nel 2002 in un forum australiano su internet) è la parola simbolo di questa nuova generazione di bimbominkia che produce self-portraits a ritmo continuo. Io ho iniziato nel lontano 2006 a pubblicare autoritratti su internet (il celebre ‘Mi taglio la gola‘)(in realtà anche prima) e andrò avanti senza interruzione di continuità anche se, probabilmente, la materia prima non è di altissimo livello. E poi cavalcare il fenomeno del momento non può certo farmi male. :)

Self-Portrait in glass

Self-Portrait in glass

E camminavo da solo, con la macchina.foto, all’interno di questo enorme stabilimento svizzero. Tutto vetri. Alla ricerca di uno spunto fotografico, un particolare, qualcosa che si facesse notare (semi-cit). Mi sono imbattuto nella mia figura riflessa, in parte, dalla porta a vetri di un laboratorio tecnico/dimostrativo. Non so esattamente cosa ci fosse dietro la porta, posso solo intuire le ombre. Ma la composizione ed il riflesso mi piacevano; la luce era strana, avvolgente, davvero molto particolare. Un self-portrait non troppo canonico (per il mio standard) ma particolare, nascosto, in ombra. In vetro.