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Window shop for love

Window Shop for love #01

Ho scattato queste foto al Nuvolari Libera Tribù il 19 luglio scorso. I Window Shop for Love sono un gruppo Alternative Rock di Saluzzo e scrivono i loro pezzi quasi esclusivamente in inglese. Durante il concerto hanno presentato diversi brani in italiano, i primi del loro repertorio: una svolta direi significativa. Le foto sono ritoccate molto poco, un po’ di crop e un filtro predefinito di Lightroom per tranquillizzare i colori che mi sembravano troppo sparati: praticamente un sedativo.

Siamo in quattro e veniamo dalla provincia di Cuneo. Dopo una serie di demo, concerti, scioglimenti e riunioni, a marzo 2014 è uscito, via Edison Box, “Mute Radio”, primo Ep ufficiale della band. Il disco, promosso con un’intensa attività live in Italia e Francia, ha permesso al gruppo di suonare sullo stesso palco di: Ministri, Umberto Negri (CCCP), Cristiano Godano (Marlene Kuntz)-Onorato e Fast Animals & Slow Kids. Nove mesi esatti dopo, la band ha pubblicato il suo Ep “francese”: June. Registrato ad Embrun, Francia, in presa diretta presso il Vulcain Studio, contiene un inedito e due tracce acustiche. Al momento il gruppo è al lavoro sui nuovi brani, scritti e cantati per la prima volta in italiano.

Window Shop for love #04Window Shop for love #08

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Window Shop for love #02Window Shop for love #03

Levante @ CAP10100

Levante #01

E’ passato ormai un mese dal concerto di Levante al CAP10100 di Torino. E finalmente trovo lo spazio ed il tempo per pubblicare qualcosa. Spettacolo di grande livello: Levante, oltre ad essere una bravissima cantante, riesce anche a dialogare con il pubblico, ad essere simpatica e divertente. E’ questo è un plus importante per un cantautore, è quel qualcosa in più che può fare la differenza. Riuscire a fotografare in modo alternativo ed interessante un concerto di questo tipo non è semplice, soprattutto quando il tempo è poco ed è pure tiranno. Ho scelto di pubblicare tre foto (ne ho salvate 99 e cestinate circa 300) e casualmente (ma non troppo) sono tutte con la chitarra, ma d’altronde Levante non si separa quasi mai dal suo strumento. Ho provato, per la prima volta in carriera, a sfruttare la modalità ISO automatici, ma non mi ha convinto del tutto; credo che continuerò ad utilizzare il mio occhio e ad impostare manualmente tempi e sensibilità. Ovviamente il tuttaapertura non si tocca. ;-)

Levante #02Levante #03

Corre l’anno 2013, in mano alcolici e niente più / Che vita di merda / Ma che cosa c’entra il bon ton? Ho riso per forza, ho rischiato di dormirti addosso / Stronzo, tanti auguri ma non ti conosco.
A, e, i, o, u, y, se ora parte il trenino mi butto al binario / Guarda là, c’è uno in mutande e papillon / Dov’è il proprietario di casa / L’imbarazzo è palese ma sono cortese
Levante [Noise]

Levante [Noise]

Qualche giorno fa mi è capitato sotto gli occhi un articolo che prendeva di mira, in modo dissacrante e sarcastico, i fotografi alle prime armi che, dopo un corso di fotografia e qualche like, pretendono di insegnare e organizzano workshop. Niente di nuovo sotto il sole, ma un passaggio l’ho trovato oltremodo interessante (e divertente): era una critica molto forte a chi demonizza il rumore. Mi è piaciuto molto perché in alcuni frangenti (e nell’articolo si parlava chiaramente di concerti) trovo che il rumore sia quasi necessario, poetico, intrigante. E questa immagine che ho scattato al concerto di Levante (fra pochissimo le altre) chiarisce in modo inequivocabile questo concetto: la grana (che ho addirittura aggiunto in fase di post-produzione, nonostante abbia scattato a 1600 iso) è parte integrante della foto, la completa, la rende migliore. E più interessante, quasi vintage direi.

[…] Hai fotografato 3 concerti ignorando le luci cool, flashando come un ossesso perché al corso base da 80 euro (con due uscite didattiche) ti hanno detto che il rumore fa schifo. […]

Andrea Mirò @ CAP10100

Andrea Mirò #01

Poco prima dell’esibizione dei Perturbazione al CAP10100 è salita sul palco Andrea Mirò. Io la ricordavo al Festival di Sanremo in coppia con Enrico Ruggeri nel celebre ‘Nessuno tocchi Caino’ e non l’ho trovata molto cambiata: stessa grinta, stessa eleganza. Fotografare un cantautore, che si esibisce sul palco accompagnato solo dalla chitarra, non è facile, si rischia di cadere nella monotonia; se aggiungo che volevo risparmiare scatti ed energie per i Perturbazione ecco che diventa difficile inventare qualcosa di valido (fotograficamente parlando). Ho preferito ascoltare ed è una cosa che non faccio quasi mai. Ma non sono riuscito a resistere a questi particolari fasci di luce, e una trentina di scatti (questi i tre migliori) mi sono visto costretto a farli. L’immagine in bianconero è catturata con il 50mm f/1.2 a tutta apertura (ed infatti il fuoco non è proprio perfetto) con il tempo di 1/500 (priorità di diaframmi). Interessante ed inusuale.

Andrea Mirò #02Andrea Mirò #03

Perturbazione @ CAP10100

Perturbazione #12

Venerdì 11 Marzo ho fatto un salto al CAP10100 di Torino per assistere/fotografare il concerto dei Perturbazione. Il CAP10100 è un locale fantastico, ideale per la musica dal vivo, in Corso Moncalieri. Per me che non sono torinese potrei tranquillamente dire che si trova in centro (ma potrei ottenere una buona quantità di insulti per questa affermazione). Per chi vuole fotografare musica dal vivo è praticamente perfetto: il palco è enorme e molto facile da raggiungere; il pubblico non si accalca in quanto lo spazio è ampio e si può assistere al concerto da qualsiasi posizione, anche dal bancone del bar. Io sono riuscito a muovermi molto liberamente e ho potuto fotografare da quasi tutte le postazioni senza disturbare nessuno. Se a tutto questo aggiungiamo un ottimo impianto luci (non ho mai dovuto superare gli 800 ISO per ottenere immagini chiare) abbiamo raggiunto il massimo livello. Per chi fotografa non è importante ma mi hanno detto (io non ho grande orecchio) che anche l’acustica è ottima. Ho scattato anche con il 50 F/1.2 e direi che si tratta della prima ed ultima volta che lavoro con questo obbiettivo durante un concerto: la tentazione di usarlo sempre a tutta apertura è fortissima ma riuscire ad ottenere foto nitide è praticamente impossibile. In realtà conoscevo i rischi ma ho voluto provare lo stesso: non avevo fretta e ho potuto sperimentare. Non mi dilungo sulla descrizione del gruppo e del concerto (a me è piaciuto molto), mi limito a riportare uno stralcio da Quotidiano Piemontese. In totale ho scattato 1232 foto, sono un maniaco dello scatto e devo ammettere che mi piace usare la raffica per trovare la luce (che varia velocemente) e l’espressione perfette. In fase di controllo ho ridotto il totale delle foto a 98 e di queste ne ho scelte 18. E sono quelle che vedete qui.

Perturbazione #05Perturbazione #06

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Kill the DJ @ XXXXXXXX

Kill the DJ #01

I Kill the DJ sono una cover band, eseguono solo ed esclusivamente pezzi dei GreenDay. Ieri sera hanno suonato in un locale vicino a Beinette e ho deciso di fare un salto; da diverso tempo non fotografavo musica dal vivo e adoro i GreenDay. Ottimi motivi per sconfiggere la mia pigrizia ed il richiamo dell’accoppiata divano+TV. Il locale è un discopub/pizzeria molto grande ed il pubblico, nonostante gli sforzi del gruppo, ha preferito continuare a mangiare la pizza, l’atmosfera era un po’ freddina per un concerto rock; compreso il sottoscritto le persone interessate alla musica non erano più di venti. Anche le luci (molto forti in sala e colorate rosso/verde/blu sul gruppo) non hanno aiutato a creare l’atmosfera giusta. Ho scattato sempre con il 70/200 impostando a tutta apertura, 1/125 e 3200 iso. La Canon 6D ha un’ottima resistenza al rumore e nonostante questo ho comunque aumentato il disturbo in post-produzione: adoro la grana spessa, il contrasto e il clarity, anche esasperato, nelle immagini di musica rock live. Purtroppo non sono riuscito a scattare come e quanto avrei voluto (le immagini sono tutte scattate dalla stessa posizione): dopo pochi minuti sono stato invitato dalla ‘direzione‘ ad interrompere la mia attività: non era consentito fotografare (immagino fossero banditi anche gli smartphone). Ed è per questo che il nome del locale non compare nel titolo del post. La prima volta, in vita mia, che mi capita. E forse anche che lo sento dire. Ho fotografato ancora un paio di minuti e sono andato via. Non credo tornerò e non mi perdo niente.

Kill the DJ #02Kill the DJ #03

Kill the DJ #04Kill the DJ #05Kill the DJ #06

Lizziweil in concerto

Lizziweil #02 in concerto

Ieri sera ho assistito (e ovviamente fotografato) ad un concerto davvero particolare. In primis per la location: una chiesa sconsacrata, la chiesa di San Rocco, a Frabosa Soprana; che non è proprio dietro l’angolo. Luci non da concerto, ma da conferenza, molto asettiche, con fondale sovraesposto rispetto agli artisti. Poi faceva un freddo pazzesco. E infine il genere musicale: viene definito dalla cantante cantautorale-rock, ma la definizione non rende nemmeno lontanamente l’idea della particolarità dei suoni e della voce. I suoni: chitarra, flauto e violoncello. E la voce di Laura Lizziweil che cattura e trasforma l’atmosfera in qualcosa di incredibilmente etereo (è la prima definizione che mi è venuta in mente appena ascoltato il primo pezzo); anche se i testi poi in realtà sono molto poco eterei e decisamente più caustici. Ho scattato con il 70-200 ed il monopiede (prima volta in vita mia), 3200 gradi Kelvin e 3200 ISO. In manuale, quasi sempre a 1/80 e f/2.8. E nonostante la poca varietà nella scelta del pose (non è che sul palco ci si possa muovere molto con un violoncello) e delle luci devo ammettere che, malgrado il fotografo, qualche scatto interessante è uscito fuori.

Lizziweil #04  in concertoLizziweil #01  in concertoLizziweil #03 in concerto

Subsonica Backlight Caos

Subsonica @ Mondovisioni #05