Scopri di avere amici molto bastardi quando ti chiedono di metterti in posa per la foto ricordo e arrivato a casa scopri che alle tue spalle, anziché le classiche corna, è spuntato un ritratto/icona di quel furfante/assassino di Ernesto Che Guevara. Ripeto, nel caso fossero in ascolto: Amici Bastardi.
Fotografare la gente che fotografa è sempre divertente. Qualche tempo fa (era il 23 ottobre 2004, epoca preblog per il sottoscritto) mi sono piazzato con un teleobbiettivo piuttosto spinto nei pressi della fontana di Trevi, a Roma; penso sia il posto al mondo con la più alta densità di fotoamatori. Sono rimasto poco meno di un’ora e ho visto veramente di tutto: dal supertecnologico con 3 reflex e cavalletto, alla signora anziana con la usa&getta senza dimenticare i giapponesi; tutti i marchi fotografici erano ben rappresentati. Nessuno ha notato un fotografo che anziché scattare verso la fontana fotografava dalla fontana. :) E’ un’idea che cullo da tempo: presentare un reportage nel quale il protagonista (in questo caso la fontana di Trevi) non appare mai; una sorta di Cloverfield fotografico. :)
Queste foto sono assolutamente illegali: non ho nessun’autorizzazione alla pubblicazione. Se qualcuno dovesse riconoscersi vince una stampa 40×30 autografata dal sottoscritto e un post dedicato al fatto. ;)
In questi giorni mi sto divertendo a inserire le mie foto su iPhoto. E’ un processo lungo ma interessante: si scoprono fotografie sottovalutate all’epoca dello scatto ma che il mio occhio, con il tempo, ha imparato a valutare in modo diverso. Ieri ho portato sul Mac qualcosa come 12.000 immagini: sembra un numero irrisorio ma il lavoro di importazione è molto lungo e molto stressante. Mi prendo delle pause, mi piace riscoprire vecchie immagini. E’ il caso di queste foto di Simona risalenti al 2005. Ho provato a ritoccare qualcosa: luce, colori, imperfezioni, inquadratura. Esperimento riuscito. Le nuove versioni sono nettamente superiori all’originale.
Dopo una lunga pausa estiva (circa 4 mesi) mi ripropongo con la quarta puntata di ritratto di Bloggeuse. Protagonista è la bellissima Lisa Ancellotti, pimpante e talvolta lunatica; così almeno si definisce lei. Lisa è altissima (anche se dalle foto non si vede): ma dev’essere un ‘difetto’ di famiglia. Ho impiegato settimane/mesi/anni per riuscire a scegliere le sei foto che potete ‘ammirare’. Lisa ha un’ottima capacità di apparire di fronte alla macchina.foto: le sue espressioni non sono mai uguali ed il suo sorriso riesce ad emergere sempre spontaneo. La mia intenzione era quella di pubblicare una foto a figura intera che esaltasse il fisico della modella; purtroppo, come al solito, ho preferito optare per il primo piano. Mi piace di più, niente da fare. Adesso vado in cerca della candidata per la quinta puntata. ;) Proponetevi numerose.
E’ domenica mattina, i miei nipoti sono appena tornati da messa, la famiglia è pronta per il tradizionale pranzo e la nonna costringe il sottoscritto a fotografare i bambini: elegantissimi e allegri. Il sole di mezzogiorno non è certo favorevole, le ombre prodotte dalle piante avvolgono il tavolo e rendono difficile il lavoro del fotografo. Giorgio e Lorenzo sono smaniosi di protagonismo (soprattutto il primo) e non si sottraggono alle voglie della nonna. Il questi casi il fotografo deve lasciarsi guidare dai bambini, comandare potrebbe essere controproducente, deve abbassare le ginocchia e scattare all’altezza degli occhi. Importante, scattare all’altezza degli occhi onde evitare di riprendere nani (più facile) oppure giganti. Ottenere foto belle, divertenti e simpatiche è decisamente semplice.
E’ una domanda difficile. Molto difficile. La stragrande maggioranza delle persone non si ritiene fotogenica. E’ un problema. Molte volte ho dovuto superare la diffidenze del mio soggetto, la risposta è sempre la stessa: “Non sono fotogenica, in foto rimango male”. Un’altra leggenda metropolitana sostiene che i ritratti a sorpresa rimangano meglio delle foto in posa: i fattori sono tanti, ma difficilmente una foto preparata può risultare peggiore di una foto al volo. Perché? Bisogna prima capire di cosa stiamo parlando: cos’è la fotogenia? Quando una persona è fotogenica? Non è un concetto semplice e in realtà non esiste una vera e propria spiegazione; certamente bello non è uguale a fotogenico. Ed è valido anche il discorso contrario. Fotogenico è quel volto che, congelato in un espressione statica, ferma, conserverà qualità estetiche e presenza molto simili a quelle dal vivo. Risulteranno fotogenici quindi quei volti privi di una particolare qualità espressiva, privi di una mimica facciale particolare. Al contrario un viso instabile, espressivo, bello perché particolare nelle espressioni, se congelato in un solo momento perderà parte della sua bellezza e, probabilmente, verrà catturato in immagini goffe, strane e quindi risulterà poco fotogenico. Come risolverà il problema? La risposta è molto semplice: scattando tantissime foto, dedicando molto tempo alla ricerca dell’immagine migliore. Senza arrendersi e senza avere fretta. Il segreto è soprattutto nella pazienza e nel tempo che vogliamo/dobbiamo dedicare alla ricerca, la ricerca di un’immagine statica che possa rappresentare al meglio il viso della persona che abbiamo di fronte. Un altro fattore molto importante è quello psicologico: una persona poco fotogenica (oppure che si ritiene tale perché nessuno le ha mai dedicato tempo) è tendenzialmente in difficoltà di fronte all’obbiettivo. Questo è uno dei motivi che alimenta la leggenda metropolitana di cui parlavo prima: davanti alla macchinafoto diventano impacciate e la loro espressività facciale aumenta, se colte di sorpresa (con un colpo di fortuna) non hanno pensieri strani per la testa e le possibilità di ‘venire bene‘ aumentano. Come venire a capo della situazione? Ci sono tanti piccoli suggerimenti da seguire, la stragrande maggioranza di tipo psicologico. Tante foto e tanto tempo, come dicevo prima, è sicuramente il consiglio migliore; anche la scelta dell’abbigliamento è fondamentale (generalizzo ma il riferimento a modelle di sesso femminile è chiaro, gli uomini hanno molte più ritrosie a farsi fotografare; chissà poi perché), anche se fotografiamo solo il volto anche intimo e scarpe hanno la loro importanza: sentirsi a proprio agio e magari più eleganti/interessanti aiuta non poco. Poi il bravo fotografo deve capire quali sono i difetti del viso, trovare l’angolazione migliore (naso grande si fotografa dal basso, viso largo si fotografa dall’alto) e coinvolgere il modello/a, instaurare un rapporto di fiducia che al termine del lavoro deve essersi trasformato in amicizia. A me piace molto scattare tantissime foto, a raffica (con il digitale si può), nei primi minuti, prendere una pausa, scambiare qualche parola quindi aprire il vano delle memory card ed inserire la scheda: “adesso iniziamo seriamente”. Spiegare che le prime foto sono sempre orrende e tanto valeva non scattare niente. Questa tattica, anche divertente, elimina una buona parte delle barriere ‘psicologiche’ che si creano fra soggetto e fotografo. E adesso non resta che trovare un soggetto e scattare almeno sei foto interessanti. Almeno sei, sembra facile vero?
* Si parla sempre di modelle/i non professionisti; con i professionisti il discorso è sempre valido ma sicuramente i problemi (di fotogenia soprattutto) sono infinitamente minori.
* La modella nella foto è Marla Molton, la prima immagine interessante con la ricerca fotogenia in Google Immagini.
Sono passati cinque anni: il 21 settembre 2003 nasceva Ciccsoft. Che io non ho ancora capito come si pronuncia: in realtà ho capito ma ho sempre pensato che fosse corretto con la doppia C morbida, invece ho scoperto che la fonesi esatta è CikkSoft; una cosa orrenda che non riuscirò mai a pronunciare. Mi sono prestato molto volentieri al gioco del cartello per festeggiare la ricorrenza. E nonostante le loro idee, semplicemente opposte alle mie, auguro, a tutto lo staff di Ciccsoft, un buon compleanno: cento di questi giorni!
La protagonista della terza puntata di ritratto di bloggeuse è la bergamasca Elisabetta Locatelli. Due blog al suo attivo: il personalissimo Donna Betta e il laureato TheBlogUp, blog sul quale e con il quale Elisabetta ha costruito la sua tesi di laurea dottorato. Molti di Voi la ricorderanno durante i primi Barcamp a caccia di blogger famosi per le sue ricerche. Le foto risalgono già a qualche tempo fa (inverno per intenderci, sono in ritardo netto): la location è il bellissimo Castello Sforzesco di Milano. Orario ideale, poco dopo le quattro del pomeriggio, e clima quasi perfetto. Elisabetta si è dimostrata, dopo il primo impatto, davvero brava, espressiva e disponibile ad assecondare tutte le richieste del fotografo. Ho cercato in tutti i modi di costruire qualche foto sul fisico di Elisabetta ma non sono riuscito a farlo risaltare come avrei voluto; avrei potuto fare meglio. Buona visione.
Valentina è una bloggeuse che scrive. Scrive tanto. Bene. Scrive tanto e bene. I suoi racconti non sono mai banali e, nonostante la generosità nell’elargire parole i suoi post non spaventano ma, anzi, attirano e invogliano alla lettura. La capacità di scrivere è un arte e al momento della selezione delle doti naturali il Signore ha forse esagerato togliendo qua e là (soprattutto qui dalle mie parti) e lasciando molto a Valentina. Come avrete già notato dalle foto (che so benissimo che prima guardate quelle) non è l’unica dote naturale che Valentina ha ricevuto in abbondanza; c’è anche altro e come dicevano un tempo “oltre le gambe c’è di più”. Se devo essere sincero queste foto mi piacciono, la luce ha fatto il suo dovere, il sole non ha esagerato e complice l’orario serale le ombre non sono taglienti. Se posso darVi un consiglio cercate sempre di fotografare al tramonto: consiglio banale e forse lapalissiano ma è sempre meglio ripetere i concetti fondamentali. Il blog di Valentina si chiama “Tremare d’amore” (che dolce!) ed è tutto da leggere.
Ci sono una serie di cose che mi piacerebbe fare. Tanti progetti, mille idee che poi risulta difficile portare a termine. Ritratto di Bloggeuse però mi piace. Ci lavoro da tempo e finalmente sono riuscito ad entrare in pista, qualche giro di prova. Prima protagonista non poteva che essere lei, la bloggeuse più fotografata della rete: Ninna till the end. Ritratto ambientato, ambientato male: il parcheggio di un Centro Commerciale di Milano in una delle rare giornate di sole pieno della città meneghina, a mezzogiorno ovviamente. Molto Industrial, molto tecno. Poco adatto. Rossella si è prestata molto, abbiamo giocato; siamo riusciti a scattare anche qualcosa di interessante. Sei foto. Una settima foto, a sorpresa, verrà inviata a tutti coloro che commenteranno (e ne faranno richiesta): un’inedita Ninna in versione sexy. Molto sexy. Chi sarà la prossima protagonista di “Ritratto di Bloggeuse”? Accetto proposte e candidature.
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