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La Villa della Contessa

La villa della contessa #01

Sul promontorio che domina Costa Rei, nel comune di Muravera, si erge una villa abbandonata chiamata da tutti ‘La Villa della Contessa‘. Quando si è in questa zona della Sardegna, celebre per le sue spiagge e per il clima, difficilmente passa per la testa di avventurarsi in un luogo abbandonato. Ma era settembre, pioveva, e andare in spiaggia non era fra le opzioni consentite. Ho deciso quindi (mio malgrado) di dedicarmi all’esplorazione Urbex. La Villa della Contessa è abbandonata da tantissimi anni, decenni direi. E’ completamente distrutta, i muri interni sono state buttati giù, i graffiti (alcuni anche di pessimo gusto) sono ormai su tutti le pareti e lo scorrere del tempo si nota anche dalla tipologia delle scritte: la morte di Kurt Cobain deve aver lasciato un segno molto importante da queste parti. La vegetazione ha completamente invaso il giardino e le aree circostanti: per entrare nella casa è necessario farsi largo tra edera, arbusti e rovi. Dentro non è rimasto quasi nulla, la vasca in ghisa è stata riempita di mattoni e calcinacci; nel tempo qualcuno si deve essere parecchio divertito con la mazza. Chissà con quale gusto poi. La pavimentazione del porticato ricorda la moda degli anni ’70 e della idea originale di abitazione non è rimasto quasi più nulla: si riconosce il bagno per via degli attacchi idraulici e poco altro. La vista sulla Costa è però ancora qualcosa di incredibile e lascia spazio all’immaginazione. Sulle pareti si legge una scritta: “Lasciare libero il paesaggio”. E forse questo è l’insegnamento più importante che ci lascia la Villa della Contessa.

La villa della contessa #07La villa della contessa #04

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Incubo Alluvione

Madonnina #01

In queste ore la situazione meteo della provincia di Cuneo (e di tutto il Nord Italia) è terribile. Fiume esondati, strade chiuse, ponti chiuse, scuole evacuate. E da queste parti si rivive l’incubo alluvione che dall’ormai lontano 1994 torna in mente ogni qualvolta scende un acquazzone. Per sentirmi un po’ You Reporter ho fatto un salto in centro a Mondovì e sono andato sul Ponte della Madonnina. Non ho rischiato molto, la situazione è apparentemente tranquilla. Il fiume Ellero però fa davvero impressione e si rimane impotenti ad osservare la forza devastante della natura. Speriamo smetta di piovere e che la situazione si normalizzi al più presto.

Madonnina #02Madonnina #04Madonnina #03

I love Carloforte

I love CarloForteLittle Green Lighthouse (Fish-Eye)

Carloforte è uno dei quei posti per il quale avevo perso le speranze. Uno di quei luoghi un po’ di nicchia dove ti piacerebbe andare ma sai benissimo che non avranno mai la precedenza, la priorità. Ed invece, incredibile, sono riuscito: chi l’avrebbe mai detto? Era nelle mie fantasie da quando, da bambino, scoprii che in Sardegna esisteva un’isola sul quale si parlava il dialetto genovese. Perchè mai? Non vi racconto l’intera storia delle migrazioni, sarebbe noioso e ridondante. Ho passato a Carloforte un’intera giornata e ricordo distintamente un paio di cose: la vittoria del Toro sulla Roma (era il 25 Settembre scorso) e l’arrivo a Portoscuso in traghetto. Più precisamente l’attimo in cui ho realizzato di aver preso (non per colpa nostra) il traghetto sbagliato e di non essere nel porto di Calasetta dove avevamo lasciato la macchina. Bellissimi momenti. Ho scelto 7 foto per spiegare Carloforte (anche un fish-eye), ma la mia preferita è sicuramente la prima: la facciata del palazzo abbandonato con la scritta I Love Carloforte. Perchè è minimale e rappresenta in modo perfetto l’amore dei tabarchini per la loro città.

Corsaro NeroRoad to...Iolanda M

Little Green LighthouseUnknow

Porceddu

Porceddu #01Porceddu #02

Il porceddu (o Porcheddu) è il piatto tipico più celebre della Sardegna. E una vacanza sull’isola senza gustare il maialino Sardo è come visitare Torino e non andare in pellegrinaggio a Superga. Io volevo però il vero Porcheddu: e allora siamo andati a casa di Alessandro, a Suelli, e abbiamo assistito al sacro rito. Fotografare la cottura del maialino si è rivelato più difficile del previsto: ambiente in ombra, luci scarse, spiedo che gira, fuoco sullo sfondo; il peggio che può capitare. Ma grazie al prodigioso 50 F/1.2 utilizzato a tuttaapertura sono riuscito a limitare i danni. Ho scattato un po’ di foto ma quello che mi preme sottolineare è… ma quanto è buono il porceddu? Voglio ringraziare Alessandro, i suoi amici e la sua famiglia per la meravigliosa accoglienza: ricorderò tante cose della Sardegna, alcune le dimenticherò, ma il maialino Sardo sicuro che non lo scorderò mai. ;-)

Porceddu #03Porceddu #04Porceddu #05

Alessandro ha una piccola azienda online di prodotti tipici sardi: Gustos e Sapores. Fateci un giro, la qualità è davvero alta. Lo dico per esperienza diretta, soprattutto sul mirto. E ne ho bevuto parecchio. :)

Zafferano di Cuneo

Zafferano di Cuneo #01

Ho sempre pensato che la fotografia non debba essere fine a se stessa, ma che debba avere un’utilità, un fine: deve documentare e credo che raccontare un prodotto del territorio sia quanto di più interessante possa uscire da una macchina fotografica. Ho deciso di dedicare un po’ del mio tempo fotografico allo Zafferano di Cuneo, cosa che mai avrei pensato. Credevo, chissà poi perché, che il cosiddetto oro rosso fosse un prodotto tipico dei paesi caldi, magari dell’Asia. E invece lo Zafferano nasce anche nel mediterraneo e ho scoperto che a Cuneo esiste un’azienda che fa della qualità un marchio di fabbrica. La raccolta si concentra in 20 giorni all’anno, fra settembre e novembre (dipende dal clima): si inizia con il buio, bocciolo per bocciolo, a mano, in piedi oppure seduti sul seggiolino di un bizzarro trabiccolo a tre ruote. Il tempo è tiranno: quando il fiore sboccia è già troppo tardi per essere raccolto in quanto la qualità dei pistilli decade molto rapidamente. Terminato il lavoro di selezione si passa in laboratorio: si aprono manualmente i boccioli, si staccano i tre preziosi stimmi rossi, si procede con l’essicazione ed infine con il confezionamento, rigorosamente a mano. Tutto questo per ottenere un prodotto di altissimo pregio che possa esaltare i piatti dell’alta cucina. Per il sottoscritto è stata un’esperienza nuova, istruttiva e decisamente insolita. Le foto sono in perfetto stile reportage, ho cercato di catturare parte della raccolta e di evidenziare i dettagli della bottega. Adesso mi rimane la parte più interessante: assaggiare il risotto allo Zafferano di Cuneo. Ma della degustazione non vedrete nessuna foto, è un’esperienza intima: il fotografo, in certe occasioni, deve mettersi da parte, riporre la macchina fotografica e concedersi il lusso di una pausa.

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Rossana FotoContest

Spuntino sulle scale

Oggi pomeriggio sono stato a Rossana e ho partecipato al FotoContest che ha concluso il Fotofestival. Il tema era 51a sagra della castagna e del fungo. Un tema abbastanza scontato e che dava adito a molte interpretazioni. Non avevo molto tempo (ho lasciato la festa nel primo pomeriggio), ma ho comunque deciso di scattare esclusivamente con il 135 f/2. Un vezzo, mi piaceva l’idea di scegliere un solo obbiettivo (anche per dare un po’ di vantaggio agli altri concorrenti). Ho trovato qualche spunto interessante, una bella atmosfera e soggetti divertenti. Ho scelto queste 7 foto che mi sembrano le più decenti (belle è un’altra cosa ancora). Di queste solo 4 possono partecipare alla gara, ma preferisco non rivelare quali ho scelto: provate ad indovinare, non è difficile; vi ho già dato un aiuto importante. Odio fotografare a questo tipo di eventi, ma la curiosità di vedere le mostre del FotoFestival ha avuto il sopravvento. Al prossimo anno, magari in un’altra veste. ;-)

Dalla finestraPorcini

Vizi e StraviziUrbex RossanaRiccio in lucePenichella

Fuochi di San Michele

Fuochi di San Michele #01

Ieri sera ho provato a fotografare i fuochi d’artificio di San Michele, santo patrono di Cuneo. In realtà si è colta l’occasione di celebrare anche l’apertura della gigantesca Oktoberfest che da quest’anno allieta l’inizio autunno della Granda. Evento nell’evento insomma, due piccioni con un fava. Non sapendo molto del dove e del quando (un alone di mistero ha avvolto l’evento sino all’ultimo) mi sono ritrovato a fotografare decisamente troppo da vicino e con uno sfondo terribile (palazzi brutti e lampioni incredibilmente accesi). Non che le possibilità fossero poi così varie. Ho scelto mio malgrado di isolare i fuochi d’artificio per rappresentarli in modo astratto, senza riferimenti. Sono 13 e sono tutte molto simili, un po’ come fiori elettronici notturni: è la prima idea che mi è venuta in mente. Nessun ritocco, solo crop e maschera di contrasto. Quasi SOOC.

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Consonno, il paese dei Balocchi

Consonno #28

Consonno, per il sottoscritto, é un sogno che si realizza. Diventata celebre negli anni ’60 come la Las Vegas italiana, ad oggi é in tutto e per tutto una città fantasma. Abbandonata da tutti e distrutta da molti, é solo un vago ricordo di quello che fu. Ma io volevo andarci, la storia di questo piccolo borgo ha sempre esercitato sul sottoscritto un fascino irresistibile. Non credo sia necessario scrivere l’ennesimo racconto sulle vicissitudini di questo paese della Brianza e non credo nemmeno di essere la persona adatta per raccontare le gesta del celebre conte Mario Bagno. L’intero paese adesso è in vendita per solo 12 milioni di euro, e potrei quasi farci un pensiero. Sono arrivato a Consonno all’alba di un giovedì qualsiasi di fine estate: purtroppo quasi autunno. In paese non si arriva: una sbarra blocca il passaggio in macchina. Una novità recente secondo la temeraria ciclista che ho incontrato lungo la strada.

Consonno #10Consonno #15Consonno #01

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