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Communication #02

Communication #02

Ho già pubblicato una foto molto simile quasi 4 anni fa. E quando sono tornato giovedì scorso non era mia intenzione ripetermi. Eppure, non so perché, è capitato. Non è lo stesso angolo, ovviamente, ma esattamente dal lato opposto. Qui comanda il gioco di riflessi e non c’è il colore forte, ma la situazione è quasi identica: due persone sedute che parlano, con calma, nonostante intorno a loro ci sia il delirio che solo una fiera può creare. Ho aspettato il giusto e scelto il momento migliore per scattare: in questo caso l’immagine è impreziosita dalla presenza femminile. Ed ecco Communication #02.

Reflections in Pianfei Lake

Reflections in Pianfei Lake

Il Lago di Pianfei torna sempre, non passa mai di moda. Se non conto male questa è la 14ª foto del lago che pubblico. Ma il tema del mese di MondovìPhoto è ‘riflessi e riflessioni‘ e quindi ho colto l’occasione per tornare sulle acque gelate (mai come in questo periodo) ma riflessive dello specchio d’acqua di Pianfei. Questa foto è scattata poco dopo l’alba in una grigia mattina di marzo (praticamente ieri). Mi piace tornare qui dopo una nevicata: posso sempre trovare silenzio, pace, tranquillità; al mattino presto non c’è quasi mai anima viva. Ieri purtroppo le nuvole non hanno collaborato come avrebbero potuto, ho provato a rimediare togliendo il colore e creando una simmetria perfetta (la foto è divisa in due parti assolutamente identiche). Riflesso perfetto.

Freeze in Pianfei Lake

Freeze in Pianfei Lake

Le tradizioni iniziano a crearmi qualche piccolo grattacapo. Ma come tradizione vuole ecco la foto scattata il primo giorno dell’anno. Avevo iniziato così ma quasi mai ho rispettato le consegne: e come tradizione vuole ecco che pubblico una foto che avrei dovuto scattare a capodanno ma che in via del tutto eccezionale è datata 31 dicembre. Anche perché non credo di essermi mai svegliato all’alba il primo giorno dell’anno; comunque non ricordo e questa foto è scattata poco dopo le sette del mattino. E’ il lago di Pianfei, un luogo culto per quanto concerne la mia fotografia naturalistica. L’alba è passata da pochissimo ma al lago l’aria è ancora intrisa di umidità; l’acqua è ghiacciata, il paesaggio surreale. Non c’è anima viva, solo il sottoscritto. Il freddo è pungente, un freddo che fa passare la voglia di fotografare. La visibilità è ridotta dalla nebbia e l’altra sponda del lago si percepisce appena. Questa foto mi piace perché ha un percorso definito e tutte conduce in un punto ben preciso: cosa ci sarà dietro la nebbia?

Mirror [Tuz Gölü]

Photograph Mirror [Tuz Gölü] by Samuele Silva on 500px

La passeggiata sul lago salato (Tuz Gölü in turco) è stata uno dei momenti più incredibili della vacanza in Turchia; la magia del momento, l’atmosfera, il clima e la temperatura hanno reso divertenti e stranianti quei pochi minuti trascorsi a camminare sulle acque del lago. La giornata era freddissima, una fitta nebbia impediva di vedere l’orizzonte e lo specchio d’acqua (e sale, tantissimo sale) completamente ghiacciato hanno reso l’esperienza quasi mistica; la sensazione era quella di trovarsi in un luogo fuori dal tempo, incantato, come in una fiaba di Tolkien. Ho scattato tantissime foto sul Tuz Gölü, molti ritratti, e tutte hanno l’effetto specchio e un’aura magica. Ho scelto questa perché la posa della protagonista collaborava con l’idea di scatto ‘magico’ che avevo in mente. Questa foto è ‘Photoshop free.

Palmaria [frame]

Palmaria [frame] by Samuele Silva on 500px.com

La foto attraverso una cornice è un classico, un must che ogni fotografo deve avere nel suo repertorio. Era elemento fondamentale del celebre ‘Compito a Casa‘, la rubrica su Tuttifotografi curata da Filippo Crea (esiste anche un libro che ovviamente ho comprato). E quando a Portovenere ho visto la bellissima Palmaria attraverso questa oblò non ho resistito alla tentazione e ho portato a casa la più classica delle cornici: la finestra. Il tutto è reso un pelo suggestivo dalla forma dell’isola Palmaria e dal tramonto che si avvicina in lontananza. Questa foto sarebbe riuscita a passare indenne dalla forca caudina di Filippo Crea oppure il suo destino sarebbe stato inesorabilmente il cestino? A Filippo Crea (che sicuramente leggerà questo photoblog) l’ardua sentenza. :-)

First light in Vernazza II

First light in Vernazza II by Samuele Silva on 500px.com

First light in Vernazza

First light in Vernazza by Samuele Silva on 500px.com

Quando sono partito per le Cinque Terre il mio obbiettivo principe era riuscire a scattare questa foto: l’alba a Vernazza. Questo dopo aver visto ‘First Light in Vernazza‘ del bravissimo Roberto Moiola su 500px. Quindi mi sono alzato prima dell’alba, sono arrivato a Vernazza, ho cercato il punto giusto (ma avevo già ispezionato la sera precedente) e aspettato l’alba. Ho scattato un centinaio di foto, con diverse impostazioni di tempo e diaframma, per riuscire eventualmente a costruire una doppia esposizione oppure un HDR. Ma alla fine ho scelto di pubblicare uno scatto singolo, con una quantità di errori tecnici incredibile. Avrei potuto scegliere altre immagini ma questa mi emozionava più delle altre. Forse perché è la prima che ho scattato.

Focus on Vernazza

Focus on Vernazza by Samuele Silva on 500px.com

Che questa sia Vernazza si capisce dal titolo. Che l’immagine sia completamente fuori fuoco è anche evidente. Eppure io credo che questa sia una foto bellissima. Anche se definirla foto è un compito che spetta esclusivamente al sottoscritto in quanto sono l’unico che può confermare che di una foto vera si tratti. Esterno giorno, quasi giorno, sulla strada (definiamola strada) che uscendo da Vernazza porta a Monterosso. Ho la macchina.foto sul treppiede e, al freddo, aspetto che il sole permetta alla giornata di prendere forma. Momento di follia creativo nel bel mezzo della noia: elimino l’autofocus e tuttaapertura (F/2.8) per ridurre la profondità di campo ed esaltare l’effetto bokeh. Boom, al primo tentativo la foto perfetta. Qualcuno storcerà il naso, altri non saranno d’accordo con la mia visione fotografica. Ma come dicono in Toscana (a Vernazza siamo vicini): “A me mi garba“.

Bokeh (pronunciato /bɒkɛ/ o talvolta /ˈboʊkə/) è un termine del gergo fotografico derivato dal vocabolo giapponese “boke”, che significa “sfocatura” oppure “confusione mentale”. A partire dalla metà degli anni novanta, si è affiancato all’uso terminologico tradizionale di espressioni come contributo delle aree fuori fuoco o resa dello sfocato.
La parola bokeh indica propriamente le zone contenute nei piani fuori fuoco di un’immagine fotografica e la qualità estetica della sfocatura; per estensione, si riferisce anche alla tecnica che permette di ottenere un gradevole effetto “sfocato” tramite un utilizzo creativo delle proprietà ottiche degli obiettivi.