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The color Run

The color Happy

Sabato ho partecipato all’edizione torinese della Color Run. Mi sono proprio iscritto e ho corso i 5k previsti, mi sono tuffato in mezzo ai colori, ho spintonato e sprintato sul traguardo. Ho corso davvero impiegando circa 27 minuti a percorrere il giro del Valentino; un tempo decisamente lento (5’27/km) ma giustificato dalle fermate, dal traffico e dalle pause colore. L’idea era quella di arrivare all’arrivo e fotografare l’evento, i volti, le emozioni, ma è rimasta solamente un’idea. Difficile prendere la reflex, seppur coperta da una protezione di plastica, e scattare in mezzo alla folla (10.000 persone) con la polvere colorata che piove dal cielo. Mi sono limitato a circa trenta scatti e poi ho deciso di nascondere la macchina foto nello zaino per evitare guai peggiori. Questa è una piccola selezione. Se cercate un reportage più approfondito vi consiglio una visita al sito di Barbara Oggero: lei, dall’esterno, è riuscita a raccontare molto meglio l’evento. Un evento che definire meraviglioso è davvero riduttivo.

The color AndreaThe color PartyThe color Lovers

Monica in the Vigeland Sculpture Park

Monica in the Vigeland Sculpture Park by Samuele Silva on 500px.com

Fra le tante foto che ho scattato al Vigeland Park questa è sicuramente la mia preferita e probabilmente la migliore. Mi piace essenzialmente per la composizione molto bilanciata: al primo sguardo si evidenziano subito due linee oblique che partono dall’obelisco e si dirigono verso i bordi della foto. Nella parte sinistra c’è Monica (con la sua ombra) che si allontana scendendo gli scalini, nella parte destra le statue che vengono incontro all’osservatore sino a sfuocare (ho scattato in priorità di diaframmi a f/2.8, atipico per una foto del genere ma volevo appunto lasciare il primo piano completamente fuori fuoco). E poi c’è l’attesa. Per riuscire a scattare questa foto ho dovuto aspettare diversi minuti (e non avevo molto tempo) sperando che un soggetto interessante scendesse in solitaria le scale; ho avuto fortuna perché Monica non guardava verso di me ed i suoi pantaloni rossi sono perfetti in questa foto composta da solo due colori: il grigio della pietra e l’azzurro del cielo. Good Job Samuele (cit. Massimo Bassano).

Woman at Vigeland Sculpture Park

Woman at Vigeland Sculpture Park

The Monolith

The Monolith

Il monolite è probabilmente la scultura più celebre del Vigeland Park. Sorge nel punto più alto del parco circondata da 36 gruppi scultorei, è composta da 121 figure umane che si innalzano verso il cielo per un’altezza di circa 17 metri (base compresa). Rappresenta il senso di resurrezione dell’uomo, la necessità e la voglia di stare insieme tenendosi stretti, in un senso di tristezza e speranza, verso la salvezza.

Whereas the melancholy theme in the fountain is the eternal life cycle, the column gives room to a totally different interpretation: Man’s longing and yearning for the spiritual and divine. Is the column to be understood as man’s resurrection? The people are drawn towards heaven, not only characterised by sadness and controlled despair, but also delight and hope, next to a feeling of togetherness, carefully holding one another tight in this strange sense of salvation.
Vigeland Sculpture Park

Vigeland Sculpture Park by Samuele Silva on 500px.com

Il Parco di Vigeland o Parco delle sculture è un’area all’interno del Frognerparken di Oslo dedicata all’esposizione permanente di sculture, bassorilievi e opere in ferro battuto dell’artista norvegese Gustav Vigeland; Copre una superficie di circa 320 ettari e si sviluppa su un asse longitudinale di 850 metri. (Fonte Wikipedia). Quando si varca il cancello del Vigeland Sculpture Park si entra in un mondo particolare. A prima vista mi è sembrato quasi violento, statue di pietra che rappresentavano uomini, donne, bambini, vecchi quasi sempre nudi ed in posizioni forti, abbracciati, che urlavano disperazione, che gridavano un malessere. In realtà é un luogo affascinante che in alcuni scorci lascia senza fiato. In questa foto la parte finale del parco, il monolite.

Pink Pure Norway

Pink Pure Norway

Uno dei tanti obbiettivi del #CostaPhotoBlogTour era quello di cogliere l’essenza più pura e vera della Norvegia, in due parole: Pure Norway. Un gioco stilistico/fotografico forse un po’ banale, ma quando il fotografo è in viaggio cerca sempre di catturare l’aura del paese che visita anche se talvolta (quasi sempre) rischia di cadere nel banale. E quando ho visto questo tipico gadget da turista ho capito di aver trovato una Norvegia pura ma diversa, una Norvegia rosa ma al tempo stesso rossocrociatadiblu. E forse non sarà proprio ‘Pure Norway’ ma è almeno un po’ divertente. E provocatorio. I love Norway. :)

Simona [Pink]

Simona [Pink]

Il primo caldo sta facendo capolino nelle nostre giornate ed ecco l’eco delle vacanze, del mare, della spiaggia. E per l’occasione torno, con la mia macchina fotografica del tempo, all’estate del 2004, alle mie prime esperienze di ritratto con il digitale. La modella è la splendida Simona, la foto l’ho trovata quasi per caso cercando altro [serendipity]. E mi sembra il periodo giusto per pubblicarla.

Cristina [Soglia di Bronzo]

Cristina [Soglia di Bronzo]

Questa foto risale a qualche tempo fa. Siamo a Milano, maggio 2010, durante il WordCamp. E’ un ritratto di strada, scattato quasi al volo; ma mi piace per l’espressione e per la posizione del volto, per i colori, per la modella. Per renderla più interessante ho esasperato il contrasto ed enfatizzato le lentiggini di Cristina: spero mi voglia perdonare per questo, nella realtà è molto più bella. Ma magari un giorno riuscirò a fotografarla con calma e a renderle giustizia.