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Incubo Alluvione

Madonnina #01

In queste ore la situazione meteo della provincia di Cuneo (e di tutto il Nord Italia) è terribile. Fiume esondati, strade chiuse, ponti chiuse, scuole evacuate. E da queste parti si rivive l’incubo alluvione che dall’ormai lontano 1994 torna in mente ogni qualvolta scende un acquazzone. Per sentirmi un po’ You Reporter ho fatto un salto in centro a Mondovì e sono andato sul Ponte della Madonnina. Non ho rischiato molto, la situazione è apparentemente tranquilla. Il fiume Ellero però fa davvero impressione e si rimane impotenti ad osservare la forza devastante della natura. Speriamo smetta di piovere e che la situazione si normalizzi al più presto.

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Paraloup

Paraloup #01

Giovedì scorso mi sono dedicato ad una veloce escursione a Paraloup. Paraloup è una piccola borgata (non saprei in che altro modo definirla) sopra Rittana. E’ una passeggiata semplice, quasi completamente su asfalto: dal Chiot Rosa sino al rifugio ci vogliono poco più di 20 minuti. Potrei tediarvi con una noiosa e minuziosa descrizione della zona e del percorso, ma non sono bravo a parlare di montagna. Preferisco utilizzare le parole di Lorena, pubblicate sul portale Nakture. Lei è molto più brava e romantica del sottoscritto. Le foto invece sono mie: sono foto turistiche, scattate nell’ora peggiore (nel primo pomeriggio) e senza la dovuta preparazione. Non sono immagini da concorso, ma credo comunque che rendano l’idea della bellezza e della tranquillità del posto. Buon viaggio.

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La sensazione arrivati qua è di immensa pace, non so se è solo perché la giornata che ho scelto non era molto affollata o se è veramente il luogo con questa salita fino allo stupendo punto panoramico dell’Alpe di Rittana che porta con sé una sensazione di un luogo perfetto, come ho letto in alcuni testi che ne parlano.

Si sale da Gaiola in auto verso Rittana, poi seguendo le indicazioni fino a Chiot Rosa dove si lascia la macchina e si parte zaino in spalla verso Paraloup, il cui nome vuol dire secondo la tradizione popolare locale “difesa dai lupi”, attraverso una comoda rotabile in circa venti minuti si raggiunge il gruppo di case che è stato una delle culle della resistenza partigiana. Proprio qui infatti è nata la Banda Italia Libera, in cui combatterono anche nomi conosciuti come Duccio Galiberti, Nuto Revelli e Livio Bianco.

Alcuni anni fa la fondazione Nuto Revelli ha iniziato un progetto che dal 25 aprile 2007 al 2010 ha portato al recupero della Borgata, grazie all’abile lavoro di alcuni architetti non sono state toccate le rovine delle vecchie baite ma si è ricostruito inserendo delle nuove strutture in legno con il minimo impatto. Tra le case è stato aperto anche un piccolo rifugio dalle cui finestre si può godere un’impareggiabile vista sulla Bisalta e sui monti circostanti.

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Certo non ci si arrampica tra le pietre e le rocce delle montagne cuneesi in questa escursione, ma sicuramente è uno dei posti che mi rimarrà più nel cuore per le sensazione che ho provato salendo e leggendo prima alcuni testi su questi luoghi. Ecco cosa si scrive nel libro i Sentieri della libertà: “Per Paraloup è stata coniata l’evocativa definizione di Pompei dei partigiani. Nella Borgata un gruppo di case usate solo d’estate dai pastori d’Alpeggio, il 20 settembre 1943 salirono i primi partigiani del Piemonte e probabilmente d’Italia”.

Un luogo pieno di storia da vedere assolutamente anche per capire queste vite “lente” descritte nei libri di Nuto Revelli e conoscere meglio un pezzo importante della nostra storia come quello della Resistenza partigiana. Per chi volesse leggere qual cosina in più prima di salire fino all’Alpe inserisco un allegato a questo articolo con alcune notizia storiche trovato sul web.

Non è un itinerario ideale per una gita con dei bambini piccoli per il sentiero ripido che arriva all’Alpe, ma si può comunque organizzare una visita a Paraloup perché la distanza dal parcheggio è solo 30 minuti. Consigliatissimo per un bel pic-nic fermarsi anche nella bella area attrezzata di Chiot Rosa con tavoli all’aperto, barbecue e un piccolo punto ristoro o direttamente salire al rifugio che fa servizio bar/ristorante o anche pernottare in una delle baite ristrutturate.

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Sogno di mezza estate

Natural Born

Sogno di mezza estate in Val Ellero è il titolo, difficile, di un concorso fotografico organizzato dall’associazione Artusin in collaborazione con MondovìPhoto. Non ero assolutamente intenzionato a partecipare sino a quando non mi sono ricordato di aver scattato, nel 2013, una serie di fotografie proprio nel fiume Ellero. La modella è Francesca e proprio lei mi aveva portato in questo piccolo angolo di paradiso. Dopo Rastello (interessante frazione del comune di Roccaforte Mondovì) il fiume Ellero fa una piccola ansa e qui si forma un laghetto con tanto di minuscola cascata. Semplicemente splendido e semplicemente perfetto per un sogno di mezza estate.

Sogno di mezza estateDream

Una giornata uggiosa

Una giornata uggiosa #01

Mi hanno detto che alle foto non servono le parole. Forse è vero, forse no. Io credo dipenda dal tipo di immagine: a me piace raccontare e spiegare, a chi osserva i miei scatti, il perché e magari anche il percome (e anche il perquando). Non è obbligatorio certo, ma comunque aiuta a capire e comprendere. Ho scattato queste tre foto sabato scorso, nel breve volgere di dieci minuti mentre aspettavo che le pizze fossero pronte. Sono doppie esposizioni (quindi treppiede), era l’unico escamotage per ottenere una resa così equilibrata fra cielo e terra. E mi ricordano una bellissima canzone di Lucio Battisti.

Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa
Ma che colore ha una giornata uggiosa
ma che sapore ha una vita mal spesa

Una giornata uggiosa #02Una giornata uggiosa #03

Sambuco

Sambuco

Questo é il monte Bersaio visto da Sambuco. Ieri pomeriggio si consumava il rituale tipico della Pasquetta ed io non mi sono certo tirato indietro. Dopo il pranzo abbiamo optato per una breve passeggiata (e per dopo il pranzo sto parlando delle 6 del pomeriggio); non era mia intenzione dedicarmi all’arte della fotografia ma la fotografia mi persegue senza soluzione di continuitá. Il cielo era nuvoloso ma interessante e il monte Bersaio, che ricorda un po’ le vette dolomitiche, spiccava fra le nuvole. Avevo con me il 16-35 con il polarizzatore e ho scattato un paio di foto, più per abitudine che per reale interesse. E questa mi piace, mi piace il cielo e trovo gradevoli i tre alberi in primo piano. Non é quella che si può definire una foto straordinaria, anzi, ma é il mio ricordo di Sambuco. Spero che i fotografi naturalisti non ne abbiano a male. :-)

Walking in the snow

Walking in the snow #01Walking in the snow #04

Ha nevicato tutto il fine settimana (perché il tempo brutto è sempre destinato ai giorni in cui non si lavora, per legge). È lunedì pomeriggio, il sole splende alto nel cielo, le nuvole sembrano interessanti e nell’aria c’è quell’atmosfera sempre piacevole da post-nevicata. E nello zaino (che bisogna sempre avere la reflex) hai il grandangolo già montato dalla sera prima. E quindi decidi di dedicare un paio d’ore ad una passeggiata nella neve, cercando di scoprire luoghi inesplorati. Ho scattato circa 50 foto a 16mm impostando priorità di diaframmi a f/11 (la luce mi permetteva di scattare con il diaframma decisamente chiuso): una sorta di elementare esercizio di stile. Solo in un caso ho dovuto ricorrere allo zoom per eliminare elementi di disturbo, avrei potuto avvicinarmi ma il pericolo caduta nella neve era eccessivo. La posso definire come una piccola variazione sul tema. A cosa servono queste foto? C’è un perché? Non lo so, probabilmente no. Ma mi emozionano tantissimo.

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Morning Fog on Lake Beinette

Morning Fog On Lake Beinette

Yellow and Green in Camerana

Photograph Yellow and Green in Camerana #01 by Samuele Silva on 500px

In questi giorni sono impegnato nel #WOWaltalanga (Wonderful Outdoor Week): “un vero festival dell’outdoor attraverso le colline dell’Alta Langa, respirando l’aria profumata del mare circondati dalla maestosità delle Alpi!“. Fra i tanti eventi in programma ho deciso di partecipare all’escursione di Nordic Walking a Camerana. Il Nordic Walking è una sorta di trekking con i bastoncini tipo sci di fondo; si differenzia dalla camminata normale perché permette di allenare anche la parte superiore del corpo. Sono stato decisamente fortunato perché il dopo diluvio ha permesso al cielo di ripulirsi ed i colori del pomeriggio sono diventati interessanti. Ho fotografato durante l’escursione e soprattutto dopo. La zona di Camerana (nelle Langhe, provincia di Cuneo) mi ha sorpreso positivamente: prati enormi, campi di grano e dolci pendii. Per scattare la foto di copertina mi sono intrufolato nel campo (facendo attenzione a non calpestare le spighe) in modo da avvicinarmi all’albero. Ho utilizzato il 16-35 con il polarizzatore e dopo una lunga attesa (il sole non si decideva ad uscire dalle nuvole) ho scattato a f/8. Ho aspettato alcuni minuti per ottenere la luce giusta ed essere immerso in quel campo enorme di grano mi ha dato una sensazione di pace e tranquillità che non provavo da tempo. E’ stato bellissimo.

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