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Ex Caserma Durando

Caserma Durando #24

In questi giorni è tornata alla ribalta la Caserma Durando di Mondovì. Tutto perchè John Aimo, presidente della sezione monregalese di Italia Nostra, ha denunciato alla Stampa la situazione di degrado in cui versa l’ex caserma. A Mondovì però conoscono tutti la situazione della Durando, tristemente nota anche per il ritrovamento, nel 2010, del cadavere di Romano Ferreri; la conosce soprattutto l’amministrazione comunale visto che il comune spende annualmente cifre importanti per la gestione e la messa in sicurezza del fabbricato. Le mie foto risalgono a qualche mese fa e probabilmente la situazione da quel giorno è cambiata: il divano che si trovava in una stanza del piano inferiore credo non ci sia più, bruciato in un incendio quasi sicuramente doloso. La situazione della caserma era già difficile: il tetto crollava, le scale erano senza protezione, i calcinacci cadevano un po’ ovunque. All’interno è tutto distrutto, devastato, e si vede chiaramente il risultato dell’incuria e dell’abbandono; non credo che la struttura (a differenza del vecchio ospedale) sia ormai più recuperabile e un discorso di demolizione (non oso immaginare i costi) sarebbe forse il più appropriato per il futuro di questo stabile. Non bastano un paio di cartelli e qualche lucchetto. Ed è un peccato che un pezzo di storia così importante debba essere distrutto per colpa della poca attenzione.

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Night Glow

Night Glow #01

La Night Glow è uno dei numerosi appuntamenti del raduno dell’Epifania: forse il più spettacolare. E’ un’idea molto semplice, ma di grande impatto: vengono scelte alcune mongolfiere (quest’anno cinque) per essere illuminate in notturna. A ritmo di musica. E’ davvero molto coinvolgente e sono sempre tantissime le persone che, nonostante il freddo clamoroso, tutti gli anni assistono all’evento. Io sono arrivato un po’ in ritardo (ho cercato di evitare il più possibile le temperature polari di questi giorni) e ho dovuto farmi largo tra la folla. Ho scattato prima con il fish-eye, sul treppiede, con tempi lunghi e diaframma molto chiuso. Data la quantità di fotografi volevo proporre qualcosa di un po’ alternativo, ma non avevo calcolato il movimento, anche se appena percettibile, delle mongolfiere. Sono passato quindi al 24-70 a mano libera, fuoco manuale con il tempo minimo per evitare il mosso, 800 ISO e tuttaapertura. Ho lavorato davvero tanto in post-produzione: sulle luci, sui contrasti e sui colori. Bilanciamento del bianco impostato a 2000 gradi Kelvin (praticamente blu oltremare). Ho premuto il pulsante di scatto 487 volte (alcune a raffica) e, alla fine della fiera, sono riuscito a salvare 118 foto. Queste, as usual, sono le mie preferite.

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Raduno dell’Epifania 2017

Raduno dell'Epifania #010

Quando questa mattina mi sono alzato e ho visto la colonnina di mercurio segnare 8 gradi sotto lo zero la tentazione di tornare sotto le coperte è stata davvero forte. Ma quest’anno non ho ancora avuto la possibilità di fotografare ed il raduno dell’Epifania di Mondovì, giunto alla 29esima edizione, era un’occasione troppo ghiotta per lasciarmela sfuggire. E poi volevo provare il fish-eye con le mongolfiere. Sono arrivato in Piazza Europa insieme ai primi partecipanti e sono quindi riuscito a fotografare le operazioni di gonfiaggio dei palloni: ho scattato un po’ di tutto (in totale 320 foto) e mi sono divertito molto con il mio occhio di pesce. Quest’anno la partecipazione è numerosa e colorata ed i soggetti interessanti sono davvero tantissimi: ovviamente su tutti spiccano la coppia di pinguini (dall’Inghilterra) e il coniglio (dalla lontana Svezia). Ho scelto 28 foto per spiegare al meglio quanto successo a Parco Europa (nome indovinato) questa mattina. Adesso torno per l’evento del pomeriggio. :-)

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BabboRun a Mondovì

BabboRun #039

Il giorno dell’immacolata concezione mi sono dedicato a fotografare la versione monregalese della BabboRun; l’anno scorso non ero riuscito a partecipare all’evento, ma quest’anno non potevo mancare. Quasi 1200 iscritti hanno colorato di rosso le strade di Mondovì, il colpo d’occhio è stato qualcosa di incredibile. Davvero spettacolare. Complice la stanchezza della levataccia mattutina e della colazione con il bollito (ma questa è un’altra storia) non sono riuscito ad esprimermi al meglio delle mie possibilità. Sempre che esista un meglio. Mi sono limitato ad una piatta documentazione dell’evento senza pensare a scattare qualcosa che possa definirsi di vera qualità. Ho scelto 45 foto da pubblicare sulla pagina facebook dell’evento mentre qui mi sono limitato ad una selezione degli scatti più rappresentativi. Buon Natale (ma è ancora presto).

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VBC Mondovì – Pool Libertas Cantù 3-1

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La pallavolo è uno sport meraviglioso, ma difficilissimo da fotografare. La miscela fra velocità della palla e buio del palazzetto rende il compito del fotografo davvero arduo (ed in questo caso si può dire eccome che l’attrezzatura conta tantissimo). La palla dovrebbe essere ferma, ben definita e questo implica una velocità di scatto notevole che può variare da 1/500 in caso di palla lenta sino ad 1/1250 (ed oltre) in caso di schiacciata; considerando che la luminosità all’interno del PalaManera è scarsina, ho dovuto fotografare a tutta apertura (ovviamente) e con ISO altissimi (3200/6400). Mi sono piazzato dietro la linea di fondocampo e in prossimità della rete: data la poca, anzi nulla, esperienza nel settore ho cercato di non strafare e di dedicarmi quasi esclusivamente al gioco sottorete cercando di trovare i colpi migliori. Il risultato è sicuramente monotono e noioso, ma questo passa il convento; per migliorare ci sarà tempo. Ho selezionato 142 foto e ho deciso di pubblicarne 10 (ma avrebbero potuto essere di più); per essere la prima volta non è andata male, anche se in alcuni casi la grana è davvero evidente. Ma almeno la palla è ferma. ;-)

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Ci metto la faccia

Io ci metto la faccia #09Io ci metto la faccia #49

Oggi si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. E’ un giorno importante. Sabato 22 ottobre ho collaborato con l’associazione MondoDiDonna: abbiamo allestito un gazebo e fotografo tutti coloro che hanno voluto partecipare all’iniziativa, che hanno deciso di metterci la faccia per combattere la violenza sulle donne (ma in realtà contro qualsiasi tipo di violenza). Abbiamo trascorso due piacevolissime ore e ne sono usciti una serie di ritratti molto interessanti e, ovviamente dato il contesto, molto simili fra di loro. Ho desaturato leggermente, dato risalto al rosso della sciarpa e contrastato (come richiesto dall’organizzazione). Ho scelto 18 foto e ho dato precedenza alle donne. Gli ultimi in due in basso sono i fotografi (Fabio Saglio ed il sottoscritto); nel mio caso è la prima foto che pubblico scattata da altri.

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“CI METTO LA FACCIA”, grazie alla collaborazione tra MONDOdíDONNA e Mondoviphoto, scende in piazza. Si tratta di una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. La campagna fotografica é aperta a donne e uomini che ci vogliono mettere la faccia. Vi aspettiamo sabato 15 e 22 ottobre, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17 sotto il gazebo davanti al Bar Comino. I minorenni devono essere accompagnati dai genitori.

Ci metto la faccia

Incubo Alluvione

Madonnina #01

In queste ore la situazione meteo della provincia di Cuneo (e di tutto il Nord Italia) è terribile. Fiume esondati, strade chiuse, ponti chiuse, scuole evacuate. E da queste parti si rivive l’incubo alluvione che dall’ormai lontano 1994 torna in mente ogni qualvolta scende un acquazzone. Per sentirmi un po’ You Reporter ho fatto un salto in centro a Mondovì e sono andato sul Ponte della Madonnina. Non ho rischiato molto, la situazione è apparentemente tranquilla. Il fiume Ellero però fa davvero impressione e si rimane impotenti ad osservare la forza devastante della natura. Speriamo smetta di piovere e che la situazione si normalizzi al più presto.

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Rakikò e Grigolon

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Il Rakikò è l’amaro tipico di Mondovì. E’ stato inventato nel 1895 da Francesco Comino e il suo nome deriva dalle parole Radici, China e Comino: ma questo lo sanno in pochi. Il Grigolon invece è un locale di Mondovì, è inserito nella guida dei locali storici italiani e ha da poco compiuto 100 anni. Sono collegati fra di loro da un filo indissolubile, da una storia incredibile e romantica; fra queste mura, che profumano di storia, Francesco Comino sperimentò la sua ricetta ed Ettore Alessandri scrisse la filastrocca, che potete ammirare in originale appesa alle pareti del Grigolon, che è tuttora stampata sull’etichetta posteriore della bottiglia (in origine era addirittura sull’etichetta anteriore). Sabato scorso ho avuto l’onore di ascoltare la signora Barbara, erede della famiglia Grigolon, raccontare la sua storia. E’ una storia bellissima, intrisa di passione e lavoro, che continua ancora oggi, tutti i giorni. Ho scattato queste foto per ricordare un momento, per immortalare la bottiglia storica del Rakikò. Non sono niente di straordinario, ma raccontano una storia importante e centenaria. Non voglio farmi mancare niente e quindi vi lascio una ricetta di mia invenzione, l’Angry Rak :). Io adoro gli aperitivi con un certo retrogusto amaro ed il Rakikò si presta benissimo per questo tipo di cocktails. Per il vermouth preferisco optare per il ‘Punt e Mes‘, che ha quella parte di china che rende ancora più aspro il tutto. E poi c’è l’Angostura, il bitter più amaro di sempre. Si prepara rigorosamente nel tumbler basso. E mi raccomando: bevete responsabilmente. :D

3 cl di Vermouth Rosso
3 cl di Rakikò
3 cl di Succo d’Arancia
5 gocce di Angostura
Ghiaccio
Scorza di limone e fettina di arancia