Gli errori di Cairo

Schegge di ToroI tifosi del Toro sono inferociti con il presidente Cairo. Secondo loro è lui (e chi altri?) il responsabile della posizione in classifica della squadra. Io sono d’accordo, è lui il responsabile. Ma non riesco ad essere troppo critico nei suoi confronti. E’ vero ha commesso diversi errori, ma per analizzarli bisogna ripercorrere gli ultimi 53 mesi, dal Settembre 2005 sino ad oggi. Cairo ha comprato una società inesistente ed allo sbando, in sette giorni ha costruito un’ottima squadra. Ha scelto un buon direttore sportivo ed ingaggiato uno dei migliori allenatori sulla piazza, un emergente: Gianni de Biasi. Ha comprato Rosina, Stellone, Muzzi, Taibi, Balestri, Nicola, Fantini. Stellone era reduce da una stagione strepitosa, Rosina era un talento emergente. La squadra gioca, vince e grazie anche agli innesti di Gennaio (Abbruscato, il più richiesto attaccante della cadetteria, e Lazetic, titolare in serie A) torna nella massima categoria. Un capolavoro costruito in nove mesi. La campagna acquisti estivi è faraonica: arrivano Abbiati, Fiore, Pancaro e Barone (già nazionali, quest’ultimo addirittura da campione del mondo). Ma anche Comotto (strappato a caro prezzo alla Roma) Di Loreto, Franceschini, De Ascentis e Cioffi. Ad agosto tutti prevedono un Toro nelle parti nobili della classifica. E qui Cairo compie il suo primo errore, anzi, il secondo. Clamoroso. A poche ore dall’inizio del campionato esonera De Biasi e chiama Zaccheroni ad allenare il Toro. Zaccheroni è considerato un grande, ha vinto uno scudetto, ha allenato l’Udinese dei miracoli, il Milan, la Lazio e l’inter. Ma al Toro non funziona. La squadra è costruita per giocare in altro modo, Fiore non va d’accordo con il mister da anni, dai tempi della Lazio, e la squadra perde praticamente sempre. Pancaro, Abbiati e Barone giocano da schifo e la squadra lotta per la retrocessione. Prima ho scritto secondo errore. Si, perchè il primo errore è stato credere che Abbruscato (il suo pupillo) potesse essere un bomber da serie A. A febbraio la decisione: Cairo si cosparge il capo di cenere e richiama De Biasi in panchina. Gianni aggiusta la situazione ed il Toro si salva per il rotto della cuffia. Facendo tesoro degli errori Cairo affronta la seconda stagione di punta. Si affianca ad un manager di presunta qualità (Antonelli) e chiama in panchina Walter Novellino, allenatore di sicuro affidamento. Per la seconda volta consecutiva la campagna di rafforzamento estiva è importante. Rosina, arrivato alla consacrazione, non viene ceduto (nella recente storia del Toro è un caso raro che il fuoriclasse di turno venga confermato) e a rinforzare la squadra arrivano Sereni, Natali, Di Michele, Recoba, Corini, Lanna, Grella, Ventola, Bjelanovic, i promettenti Rubin e Malonga (soffiato alle più grandi squadre europee), Zanetti, Dellafiore e Motta. Tutta gente di qualità, alcuni di grandissimo prestigio. Nessuno (nemmeno i giornali) nasconde speranze europee. La realtà invece è durissima. Novellino colleziona pareggi in serie, la squadra sembra sempre sul punto di decollare ma alla fine del girone di andata la situazione è pessima. L’attacco non funziona, Di Michele, Recoba e Rosina non riescono a coesistere, lo spogliatoio si spacca. A Gennaio, su richieste pressanti dell’allenatore, Cairo acquista (a caro prezzo) Diana e Pisano. Manca purtroppo il colpo importante, manca il bomber che serve alla squadra: Bianchi (dopo un tiramolla infinito) preferisce la Lazio, Cairo licenza virtualmente Antonelli reo di non essere riuscito a portare il bomber bergamasco in granata. Non so se posso imputare questa errore di mercato a Cairo (probabilmente l’errore è di Antonelli) ma la situazione non cambia, dopo un breve fuoco di paglia lo spogliatoio si ribella. A Genova la squadra non gioca e Cairo è costretto ad esonerare Novellino. Ritorna De Biasi che compie il terzo miracolo consecutivo. E’ ancora salvezza. Terza estate e terza rifondazione. Cairo chiama al suo fianco il giovane Mauro Pederzoli, già assistente di Benitez a Liverpool ed esperto di calcio europeo. De Biasi viene confermato in panchina, arrivano in prima squadra tanti giocatori: Amoruso, Pratali, Abate, Dzemaili, Colombo, Saumel e finalmente il tanto atteso bomber, Rolando Bianchi. De Biasi scarica Di Michele, la squadra sembra davvero competitiva e dopo l’esordio favorevole in campionato (3-0 al Lecce e ottima prestazione) tifosi, dirigenza e giornalisti sono concordi nel ritenere il Toro un’ottima squadra. La realtà è ancora una volta diversa dalle speranze. Al due giornate dalla fine del girone di andata la situazione è disastrosa, i tifosi contestano, Bianchi non segna, Rosina è un fantasma. Ed eccoci al quarto errore di Cairo. Il presidente esonera De Biasi e richiama Novellino. Durante il mercato di Gennaio il ‘Mandrogno’ caccia anche Pederzoli e chiama l’esperto Foschi. Una mossa vincente secondo molti. Foschi porta in granata Gasbarroni, Dellafiore e Rivalta. La situazione non migliora, la squadra gioca malissimo e spreca diverse possibilità di riemergere. Bianchi comincia a segnare ma non bastano nemmeno l’esonero di Novellino e l’arrivo al capezzale del Toro malato di Camolese. Il Toro retrocede malissimo, dopo una vergognosa rissa con il Genoa. E siamo al passato recente. La campagna acquisti è gioco forza ridimensionata: arrivano giocatori di categoria come Loviso, Belingheri, Loria, Vantaggiato, Leon, torna di Michele, vengono confermati Bianchi, Gasbarroni, Zanetti, Sereni, Ogbonna, Rivalta, Rubin. L’allenatore è Colantuono, già autore in passato di ottime stagioni. Dopo cinque partite la squadra viaggia alla grande, tutti (e dico tutti) pensano che il Toro possa ammazzare il campionato. Sbagliatissimo. Alla fine del girone di andata la situazione è disastrosa, Colantuono viene esonerato, arriva Petrachi, ritorna Colantuono, va via Foschi e siamo ai giorni nostri. Io sono quattro anni che ad Agosto prevedo un ottimo campionato. E non sono l’unico. E’ per questo che non mi sento di criticare Cairo. Ha sbagliato, diverse volte. Ha sbagliato a non assumere subito un vero team manager, ha sbagliato nella scelta dei direttori sportivi. Con il senno di poi posso dire che ha sbagliato ad investire soldi (tanti soldi) su giocatori affermati ma che alla realtà dei fatti hanno deluso tantissimo: Abbiati, Barone, Di Michele, Pancaro, Fiore, Ventola, Diana, Pisano, Franceschini, Di Loreto, Amoruso e Pratali tanto per citare i primi che mi vengono in mente. Il Toro, data la mancanza di fondi, deve comprare giovani e gente motivata, non il fuoriclasse. E infine Cairo ha sbagliato a parlare troppo. In questo gennaio 2010 però ho visto qualche novità interessante. E’ arrivato un direttore sportivo convinto e deciso, che non ha avuto problemi ad allontanare le mele marce, è arrivato il team manager (Giacomo Ferri) che i tifosi volevano, un team manager grintoso con un passato da giocatore e allenatore del Toro, la società ha sposato la linea della grinta e dei giovani. Sono ottimista, vedo uno spiraglio. Spero, questa volta, di non sbagliarmi. Sarò un illuso, ma credo ancora nella promozione diretta. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

E adesso la situazione è drammatica

Schegge di ToroSabato (insieme ad una serie di ’simpaticissimi’ genoani) mi sono accomodato in gradinata Sud per assistere alla sfida fra i Grifoni ed il Toro di Novellino. Prima di parlare della situazione in casa granata volevo scrivere due considerazioni sulla città di Genova, sullo stadio e sul ‘presunto’ gemellaggio fra le due tifoserie. Genova è una città freddissima, pensavo di morire. Lo stadio Luigi Ferraris è molto bello, dalla gradinata si vedono molto bene i giocatori ma capire cosa succede in campo è praticamente impossibile: si tira ad indovinare. Il gemellaggio fra i tifosi di Toro e Genoa non esiste, anzi, esiste solo a senso unico: loro possono insultare il nostro allenatore tutta la partita, prenderci per il culo (Novellino esonerato, Novellino esonerato), possono fischiare Sereni in quanto ex-doriano; noi ovviamente non possiamo fare altrettanto con i gobbi che giocano per loro. Con ogni probabilità, visti gli ottimi risultati di inizio anno, si sono montati la testa; per me il gemellaggio (visto anche quanto successo la scorso anno) è morto e sepolto. E adesso parliamo un po’ di Toro. Ho visto una partita brutta, stravinta dai rossoblu che senza fare niente di incredibile, anzi meno, sono riusciti a rifilarci tre gol, senza neppure faticare troppo. I terzini granata mi sono sembrati assolutamente in balia degli esterni genoani e inadeguati alla serie A, a centrocampo le idee sono poche e gli esterni alti sono inutili. Le punte non riescono a giocare un pallone. Alla fine della partita posso salvare solo Barone e Natali. Il resto è da bocciare senza appello. Rosina ha subito un’involuzione pazzesca, gioca da solo ed esclusivamente con tocchetti e finte inutili, Abate non riesce ad innescare mai la sua velocità. Dzemaili da leone in casa si trasforma a pecora in trasferta, Pisano è un centrale occasionale e Amoruso sente il peso degli anni. Un quadro davvero preoccupante. Spero che Novellino riesca a raddrizzare la situazione. La squadra non è da buttare, anzi, il mio giudizio su gran parte della rosa non è cambiato: certo ci sono diverse cose da sistemare. Terzino destro e centrale difensivo subito, altrimenti potrebbe diventare un calvario. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

Sulla via del riscatto

Schegge di ToroLe prime sedici giornate di campionato (29 gol subiti) e i primi due turni di coppa Italia (3 gol subiti da Brescia e Livorno) hanno evidenziato, senza ombra di dubbio, il vero (principale) problema del Toro: la difesa. Novellino ha dovuto subire 5 gol all’esordio per capirlo. A quel punto via alla rivoluzione. Unico confermato Natali. Poi Di Loreto a destra, Pisano spostato in mezzo e Ogbonna terzino sinistro. I risultati hanno dato ragione a WAN: due vittorie senza subire reti, a Firenze in coppa e con il Napoli in campionato. Contro i partenopei ho visto un discreto Toro, niente di trascendentale, sia chiaro, ma tanto è bastato per battere un Napoli sembrato davvero poca cosa senza Lavezzi ed Hamsik. Nel Toro hanno disputato una buona partita i difensori centrali (Denis e Zalayeta non hanno mai visto il pallone), Abate e soprattutto Dzemaili: lo svizzero/macedone è davvero un grande giocatore. Io credo (spero più che altro) che la svolta della partita (e magari della stagione) sia arrivata alla mezz’ora del primo tempo: l’entrata in campo di Rosina ha cambiato gli equilibri del match. Da quel momento Blerim ha preso in mano le redini del centrocampo e il Napoli è sparito dal campo. Il gol è nato da una sua devastante azione sulla fascia sinistra, palla indietro a Rosina (perché nel calcio bisogna sempre cercare la linea di fondo), tiro di prima intenzione, palo interno! Ma sul pallone si è avventato, con una velocità ed una voglia pazzesca, Rolando Bianchi: la sua straripante esultanza dopo il gol è davvero densa di significato. Il ‘bomber’ non segnava da Udine (sesta giornata, gol valido ma non convalidato) e da Verona (terza giornata ma su calcio di rigore); se però cerchiamo un gol vero dobbiamo tornare indietro al primo turno nella larga vittoria contro il Lecce. Oppure a mercoledì scorso in coppa Italia. Grazie a questa vittoria (meritata) il Toro e Novellino possono guardare con fiducia al futuro: centrocampo e attacco sono ottimi, bisognerà trovare una sistemazione a Rosina (per forza) ma con Abate, Dzemaili, Barone, Zanetti, Saumel, Bianchi, Amoruso, Stellone, Diana e, ovviamente, Rosina le soluzioni e la qualità non mancano di certo. A questo punto penso che Novellino stia valutando la possibilità di schierare il talento di Belvedere Marittimo come seconda punta alle spalle di Bianchi (come per buona parte del secondo tempo domenica) in una sorta di 4-4-1-1 molto duttile; soprattutto nelle partite in trasferta. La prossima partita (a Marassi contro il Genoa, sabato 10 Gennaio: ci sarò!!) potrà dare indicazioni ulteriori. Dicevo che centrocampo e attacco sono ottimi (anche i portieri), quello che manca è la difesa: l’unico sicuro del posto è Natali. Sul mercato di gennaio bisognerà assolutamente trovare un esterno di fascia destra e un centrale veloce. Il primo è fondamentale, il secondo può anche essere una scommessa sul futuro in quanto Pisano garantisce affidabilità: con qualche partita sulle spalle e allenamenti specifici potrebbe anche diventare un ottimo interprete del ruolo. Rimango fiducioso, credo si possa fare un ottimo girone di ritorno. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.

Toro d’estate

Toro d'estateDomenica prossima inizia il campionato di calcio. Sono in trepidante attesa. Ho aspettato diverso tempo, questo post volevo proprio scriverlo dopo l’arrivo del bomber da doppia cifra: perché sapevo che sarebbe arrivato, perché sapevo che il nostro ‘GRANDE’ presidente ci avrebbe regalato un attaccante di valore. Sono soddisfatto della campagna acquisti, per una volta ho visto un ottimo Toro d’estate. A dire il vero si tratta del secondo anno consecutivo, ma poi sappiamo tutti come si sono comportati gli acquisti del 2007. Ricapitoliamo.

Cessioni: Comotto, Dellafiore, Motta, Grella, Recoba, Bottone, Biejlanovic, Lazetic, Oguro, Melara.
Acquisti: Calderoni, Pratali, Amoruso, Abate, Bianchi, Saumel, Ogbonna, Colombo.

Il miglioramento si nota ad occhio nudo; le uniche cessioni dolorose sono quelle di Comotto e Grella: il primo voleva andarsene, il secondo ci ha permesso di monetizzare. Per gli altri nessun rimpianto, anzi, quasi soddisfazione. Analizziamo la rosa. Calderoni sarà l’alternativa a Sereni e penso che si possa definire un rincalzo di lusso. Diana sostituirà Comotto nel ruolo di terzino destro, Pratali sarà il nuovo difensore centrale che affiancherà Natali. Il centrocampo si rinforza con l’arrivo di Saumel (visto giocare con il Brescia, prevedo per lui un grande campionato) mentre l’attacco potrà giovarsi della coppia Amoruso-Bianchi, oltre 30 gol a Reggio nella stagione 2006-2007. Sono un grande estimatore di Gianni de Biasi e del nostro capitano Alessandro Rosina, penso che questa sia per loro la stagione della verità: non possono fallire. La coppia Cairo-Pederzoli ha costruito una squadra di grande talento con giocatori giusti al posto giusto. Io considero molto sfortunata anche la stagione scorsa; senza infortuni e polemiche varie penso che la classifica del Toro avrebbe potuto e dovuto essere migliore. Credo che il Toro quest’anno possa arrivare nelle prime otto. L’attacco è da paura: Bianchi, Rosina, Di Michele, Amoruso e Stellone, ben poche squadre (io dico 6) possono vantare un reparto offensivo superiore. Se Saumel si confermerà quello che io credo (cioè un centrocampista carismatico e concreto) quest’anno forse riuscirò anche a divertirmi. Incrocio le dita e Forza Toro!

Rolando Bianchi al Toro

  
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