Il concorso dedicato al ‘matrimonio‘ si è concluso. Sono giunte in ‘redazione’ sette foto, scattate rispettivamente da: Libero Api, Mauri83, Cristina Lombardi, Roberto Sgarbi, Tambu e Paola Guerriero (le ultime due). Sono tutte molto interessanti ma la mia preferita è sicuramente quella scattata da Libero Api; è quindi anche la foto vincitrice del piccolo e veloce concorso fotografico. L’immagine di Libero ha vinto perché la composizione è praticamente perfetta (molto bella la posizione leggermente diagonale degli sposi) e perché nella foto si respirano la felicità e la gioia tipica di quello che dovrebbe essere il giorno ‘più bello‘. Complimenti al vincitore e complimenti a chi ha partecipato. Grazie.
Ecco un contest veloce veloce ma molto divertente. Il tema è sempre quello: fotografia. Nell’era dello scatto digitale e delle memory card i matrimoni sono diventati una sorta di festival dell’immagine: attorno agli sposi si alternato decine di fotografi. Ci sono signori di una certa età con la Leica a telemetro, il giovanotto supermoderno con la reflex digitale, la signora con la usa e getta che fotografa in chiesa senza flash e tutta una serie di appassionati con le compatte, che in totale si superano abbondantemente i cento milioni di pixel. Il compito del professionista che dovrà immortalare uno dei giorni più belli di una coppia è davvero molto difficile, ci sono tempi e riti da rispettare, ci vuole prontezza, rapidità di esecuzione, capacità tecnica, fortuna perchè no e molta molta attenzione: sbagliare non è consentivo. In collaborazione con il portale di fotografia Nadir ho deciso di premiare con il libro ‘La fotografia di Matrimonio’, di Jeff e Kathleen Hawkins, il miglior scatto di matrimonio che riceverò nella mia casella di posta elettronica prima della mezzanotte di martedì 14 ottobre 2008. Non c’è regolamento, non c’è giuria, non c’è voto popolare. Scelgo solo io a mio insindacabile giudizio. Boa Sorte!
Ne ho sentito parlare davvero tanto di questo “Io sono Leggenda” e finalmente, preso dalla “necessità fisica” di vederlo, ho noleggiato il DVD e mi sono tuffato in queste due ore di fantascienza frutto della mente di Richard Matheson: anno 1954. Non ho letto il libro. In tutto il film (o quasi) c’è un solo attore: Will Smith. E’ lui che raccoglie tutti gli sguardi, è lui l’unico protagonista assoluto. Il tutto diventa quindi molto introspettivo, la vita del dottor Robert Neville è sotto la lente d’ingradimento, non c’è altro: lui e la sua solitudine, lui e la sua lotta. E il film mi è piaciuto, davvero tanto. Francis Lawrence (il regista) ha costruito una scenografia convincente, ha scelto un grandissimo attore e ha prodotto un fantahorror di alto profilo. L’hanno visto tutti questo film, ma se così non fosse, vi consiglio di vederlo.
Tra volti e città è il primo libro di Massimo Arzani. Massimo è un mio concittadino, amico da tanti anni. Nel suo libro (pubblicato da Ennepilibri) ha voluto inserire le sue esperienze sulle navi da crociera: tante piccole perle che raccontano di incontri, volti, donne, di città, di amici: uno spaccato del nostro pianeta visto con gli occhi di chi naviga, lontano da casa ma molto vicino al mondo e ai suoi abitanti. Qualcuno ha scritto che le storie sono superficiali essenziali e non entrano nei dettagli, lasciano quasi in sospeso: io dico che non necessariamente si tratta di un difetto. Anzi. Il libro è pervaso da un’aurea di sogno, quasi eterea, che rende i racconti affascinanti, veloci, godibili. E rimane quell’amaro in bocca tipico di qualcosa di bello e sfuggente: come può essere una sosta di poche ore (classica dei viaggi in nave) in terre lontane e affascinanti.
E poi c’è il mare. E la convinzione, non detta, che in un’ora possa essere contenuto più amore che in una vita.
Ho deciso di comprare questo libro semplicemente guardando la copertina. In un supermercato. Ho perfezionato l’acquisto in rete. :) Mi ha colpito l’ambientazione della storia e le immagini dei calciatori. Avevo già letto due libri di Enrico Brizzi (Jack Frusciante e Bastogne) ma nessuno dei due ha lasciato nel sottoscritto un segno tangibile; ricordo il primo solo per la versione cinematografica con una giovanissima Violante Placido. Invece quest’ultima opera dello scrittore bolognese è davvero degna di nota. La vicenda si svolge nel 1960, un 1960 particolare, fantastico: l’Italia, grazie alla strategia del duce, ha vinto la seconda guerra mondiale ed è una delle potenze del mondo. Ma l’imminente morte di Benito Mussolini getta il paese in una crisi politica quasi irreversibile proprio alla vigilia delle olimpiadi di Roma. Su questo sfondo storico immaginario si muove con eleganza Lorenzo Pellegrini, giornalista sportivo, inviato per punizione a seguire il campionato Abissino. Calcio, storia, politica, giornalismo e corruzione sono i temi fondamentali di questo romanzo ’storico’. Per certi versi mi ha ricordato il bellissimo Fatherland di Robert Harris. Da leggere.
Non è sicuramente il miglior libro di Nick Hornby (che rimane Alta Fedeltà), ma probabilmente non è nemmeno il peggiore. Certamente ‘Tutto per una ragazza’ è un libro particolare, strano. Tutto raccontato in prima persona: una scelta stilistica che rende il libro avvincente, che permette al lettore di identificarsi con il protagonista; un protagonista molto vero, molto bambino, anche divertente nella sua umanità. Sono riuscito a leggerlo in poche ore nonostante le 274 pagine: e questo è sempre un ottimo segnale. Di questo libro mi rimarranno sicuramente impressi i dialoghi fra i protagonisti Alicia e Sam: sono la costante della storia e riescono ad essere naturali, credibili e interessanti nella loro semplicità. E questo il bello di Hornby: la caratterizzazione dei personaggi. Talmente belli che sembrano uscire dalle pagine del libro e vivere di vita propria; io considero Rob Fleming un mio amico di vecchia data. Un libro da leggere.
Sono 214 pagine di Fincipit. Dico duecentoquattordici pagine. Spero che la prefazione di Bartezzaghi sia molto lunga perché leggere 214 pagine di divertenti cazzate mi preoccupa un po’. Chissà cosa avranno dovuto inventare gli autori per riuscire a produrre cotanta quantità di fantasia. Gli autori sono Alessandro Bonino e Stefano Andreoli, due mezzi pazzi che da quasi un anno non fanno altro che massacrare i “Classici”, che mi fanno anche un piacere perchè io ho sempre odiato i Classici. Adesso voglio comprare il libro e poi andare a Cuneo e farmelo firmare dall’autore. Con dedica.
Sono finalmente riuscito nella straordinaria impresa di portare a termine la lettura del libro di Pulsatilla. Si ci sono riuscito. E’ stata dura perchè questo è davvero un periodo denso di impegni. A dirla tutta non ho impiegato molto tempo, il primo lavoro della scrittrice.blogger si legge con una certa facilità. Si tratta infatti di un libro leggero, molto discorsivo, a tratti divertente. E’ certamente più adatto ad un pubblico femminile ma in alcuni casi (specie quando parla del suo rapporto con lo rete) sono riuscito ad immedesimarmi nel personaggio. Dal mio punto di vista è un libro gradevole, la coppia Lipperini-La Porta durante la presentazione a Roma ha incensato Pulsatilla in modo eccessivo e sospetto; “La ballata delle prugne secche” è una storia divertente, a tratti simpatica e scritta degnamente. Ma un capolavoro è un’altra cosa, qui si parla di un libro che prova a far ridere, almeno a sorridere. Qualche volta ci riesce, altre volte no. Il resto è invidia.
Pulsatilla nel suo libro (che ho appena finito di leggere), a pag.43 cita “Fantozzi contro tutti”. Precisamente la scena in cui Cecco (uno straordinario Diego Abatantuono), il nipote del fornaio, esegue la sua celebre canzone. E Pulsatilla sbaglia quasi tutto, decodificando male le famose parole. Ho fatto una piccola ricerca e ho trovato che anche Wikipedia sbaglia clamorosamente. A dire il vero un po’ tutti sbagliano inserendo la parola “giusta” al posto di “adatta”. E sinceramente l’ultima frase è inventata di sana pianta in quanto incomprensibile. Poi se qualcuno avesse la parte finale di questo straordinario pezzo di comicità sarò ben lieto di aggiungerlo.
“So’ diabbolico nell’amplesso, sprupurziunat’ pe’ quel che riguadda le dimensioni di sesso, e se trovo la tonna adatta, la…
Ieri sera, alle 18, ho assistito alla presentazione del libro di Pulsatilla: “La ballata delle Prugne Secche”. A presentare il libro (Edizioni Castelvecchi) non poteva mancare Loredana Lipperini. La presentazione è stata vivace e tutto sommato divertente, per quanto possano esserlo certi “spettacoli”. Ho comprato quattro copie del libro e sono riuscito ad ottenere un autografo dell’autrice. Un ottimo regalo di Natale…
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