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Abbazia di Sénanque

Abbazia di Sénanque

Tutto questo profumo di fiori mi ha fatto tornare in mente una foto scattata lo scorso anno; e quindi sono andato a cercarla. E’ la celebre abbazia di Sénanque, vista e rivista milioni di volte con la famosissima lavanda provenzale. Possiamo definirla l’immagine simbolo della Provenza e probabilmente anche della lavanda. Ho scattato questa foto prima della fioritura, ad Aprile inoltrato (perché andare nel momento giusto mi sembrava brutto). E’ uno scatto didascalico, un ricordo, niente di fantasmagorico. Ma almeno non è una foto cartolina: per quella serve la lavanda fiorita. ;-)

In Alhambra

In Alhambra

Ho scattato questa foto all’Alhambra, la bellissima fortezza che domina Granada (in Spagna) (Patrimonio dell’Unesco) circa 4 anni fa. Per la precisione nel Patio de los Arrayanes. E’ un luogo decisamente conosciuto (e straordinariamente bello) e quindi entra, di diritto, nella categoria Landmark; però è una foto di strada. Perché ha tutto per esserlo, anche la focale: 50mm (anche se su zoom 24-70). E’ una foto costruita. Mi sono posizionato in un punto preciso, mi piaceva lo sfondo e la cornice che si formava fra la siepe ed il tetto. Ho atteso che passasse qualche soggetto interessante ma niente di niente; allora ho chiesto a Michela di aspettare che non ci fosse nessuno e di camminare a metà fra siepe e palazzo, da destra verso sinistra. Ha dovuto farlo un paio volte perché al fotografo non andava mai bene nulla. Ma poi, alla fine, credo ne sia uscita una foto interessante.

Antica Pieve di Breolungi

Antica Pieve di Breolungi #01

All’epoca era stata il teatro di un cronoduello. Oggi l’Antica Pieve di Breolungi è il soggetto di un concorso fotografico organizzato da MondovìPhoto e dall’associazione Turistica Pro Loco delle Frazioni di Mondovì. E quindi dovevo partecipare. All’epoca avevo definito la Pieve come orribile, dopo averci dedicato qualche minuto in più il mio giudizio è decisamente cambiato: non è poi così male come mi era sembrata nei 15 minuti del cronoduello (nel 2012). Per scattare le foto del concorso sono andato alla Pieve tre volte: all’alba, al tramonto e nel primo pomeriggio (ma solo per scattare gli interni). Difficile trovare la luce giusta, le nuvole giuste, il momento opportuno. Per le navate ho scelto di utilizzare la tecnica dell’accadierre: credo che per fotografare gli interni di una chiesa sia quasi sempre la scelta migliore. Anche nelle foto #02 e #05 in esterno mi sono avvalso della possibile di esaltare la gamma dinamica, mentre nelle altre ho semplicemente contrastato ed esaltato dettagli e colori. Probabilmente sono caduto nella banalità della foto cartolina (evitarlo non era facile) ma è stata la strada che avevo deciso di percorrere dall’inizio. E per questa volta va bene così.

Antica Pieve di Breolungi #02Antica Pieve di Breolungi #03Antica Pieve di Breolungi #04Antica Pieve di Breolungi #05

Antica Pieve di Breolungi #06Antica Pieve di Breolungi #07Antica Pieve di Breolungi #08

L’antica Pieve di Santa Maria in Bredolo, frazione Breolungi, Mondovì, fu il cuore religioso dell’antico Comitato di Bredolo. La sua origine può essere fissata alla fine dell’VIII secolo. Recenti scavi archeologi hanno portato alla luce numeroso materiale protostorico frammisto a ceramica ad impasto grezzo e invetriata documentando un insediamento umano risalente all’età del Bronzo finale. Le genti che si erano insediate in questo territorio appartenevano alla tribù dei Liguri Bagienni. A loro subentrarono i Romani, come risulta dalle lapidi raccolte nel lapidario, ed in seguito i Barbari. Nell’Alto Medioevo il sito divenne un luogo importante in quanto centro principale del “Comitatus Bredulensis”, di origine carolingia, che si estendeva dalla Valle Stura alla Valle Tanaro.
Louvre Sphere

Louvre Sphere

Questa è una foto tremenda, brutta, ignobile, inguardabile (aggiungere epiteti a piacere). E’ una mia disgustosa elaborazione grafica di circa 11 anni fa. Questa foto è stata scattata in un freddo novembre parigino con la Canon EOS 20D e l’obbiettivo in dotazione (il sempreverde 18-55) alla celebre Piramide del museo Louvre. Voglio pubblicarla qui per non dimenticare, perché mi capita spesso di osservare e criticare elaborazioni fotografiche improponibili (quello sono) con la superbia di chi ha la verità in tasca. Ma anche io ho i miei scheletri nell’armadio e ho deciso di aprire questo polveroso armadio, non voglio nascondere nulla. E questa immagine rimarrà qui, come un testimone del tempo che passa (fortunatamente in questo caso). Il titolo è quello originale dell’epoca: ma ero un ragazzino inesperto, abbiate pietà almeno voi.

La città che sale

La città che sale #01

La scultura “La città che sale” di Gaspare Marziano ha vinto, nel 2014, la 18° edizione di Scultura da Vivere che aveva come tema di indagine “Crisi/Sviluppo”. È stata inaugurata presso il parco “La Pinetina”, in zona corso Gramsci a Cuneo, il 19 settembre scorso.

La scultura si caratterizza per un forte impatto visivo e concettuale e si compone di cinque figure sdraiate in posizione prona sovrastate da un muro in cemento armato di circa sei metri per due che rappresenta il concetto di “crisi”, concetto al quale ogni fruitore più dare la lettura ad esso più vicina, essa sia economica, esistenziale, personale o collettiva. (Fondazione Peano)

Da quel giorno sono iniziate, soprattutto sui social network, le polemiche. In molti ritengono che l’opera non sia adatta ad un parco per bambini. Guardando le immagini su Internet non sono riuscito a farmi un’idea precisa e quindi ho deciso di fare un passo in Corso Gramsci per rendermi conto di persona. Devo ammettere che l’impatto è decisamente forte e nel parco, in un angolo, si disperde un po’; bella è comunque ancora un’altra cosa. E’ sicuramente molto significativa, l’idea della crisi traspira e si vede in modo netto e chiaro. Anche troppo. Non sono un grande esperto d’arte moderna (ma nemmeno classica) e preferisco documentare con le immagini. Ho scelto una giornata uggiosa, un po’ triste, perché il sole si sarebbe male adattato ad una scultura dedicata alla “Crisi”. Ho aperto il diaframma al massimo, ho enfatizzato il grigio del cemento ed evidenziato i dettagli. E credo di essere riuscito a cogliere l’anima della scultura di Gaspare Marziano.

La città che sale #02La città che sale #03La città che sale #04

Hexa Grace by Victor Vasarely

Hexa Grace #01Hexa Grace #02

Il principato di Montecarlo si trova a breve distanza da Imperia. E’ sempre stata una delle gite classiche, il sabato sera prima della partita del Munego piuttosto che la domenica sulla splendida spiaggia del Larvotto. Fra le meraviglie di Monaco, quella che sempre ha suscitato in me emozioni ed ammirazione è sicuramente mosaico disegnato da Victor Vasarely. Ho passato ore a tentare di capire il significato di questa gigantesca opera senza mai trovare una collocazione precisa al genio del pittore ungherese. Riguardando i suo quadri in molti vedranno delle semplici composizioni geometriche: il genio di Vasarely va oltre, troppi dimenticano il tempo e la visione annebbiata dall’uso della computer grafica. Ho ammirato di recente il Vasarely’s Hexa Grace e come sempre non sono riuscito ad andare oltre: mi sono fermato e ho pensato. Non ho mai voluto fotografare il mosaico di Vasarely, ho sempre pensato di non essere pronto ad imprigionare certe emozioni; forse però adesso è giunto il momento di fermare l’attimo.

Ho scritto questo post nell’ottobre del 2006. Sabato scorso ho deciso, dopo quasi 10 anni, che l’ora era giunta. L’Hexa Grace – La ciel, la mer, la terre – realizzata nel 1979 dalla Fondazione Vasarely Aix-en-Provence è un’opera meravigliosa di Victor Vasarely. Intorno si snoda il Fairmont Monte Carlo (che io chiamo ancora Loews), uno tra i più esclusivi hotel a Monte Carlo e tra i più grandi in Europa: 602 stanze e suite, due ristoranti, bar e lounge, 18 sale convegni, una piscina esterna riscaldata tutto l’anno. Le foto non sono niente di straordinario, ho sbagliato l’ora (meglio l’alba) e non mi sono accorto che aspettando avrei perso anche gli ultimi raggi di sole. Poco male, importante era andare lì e fotografare. E sono tornato per qualche minuto nel passato.

Ermita de San Salvador

Ermita de San Salvador

Questa stranissima Chiesa si trova al confine fra La Spagna e La Francia vicino a Roncisvalle (Navarra). In territorio spagnolo. E’ una foto dell’Agosto 2006, tanti ma tanti anni fa. Mi è capitata fra le mani mentre cercavo nell’archivio memorie della mia vacanza a Bilbao. E diciamo che mi ha colpito per il particolarissimo tetto; non ricordavo nemmeno di essere passato da quelle parti. Ricordo solamente il freddo pungente mentre io, in maglietta e pantaloncini corti, cercavo di portare via un ricordo di quella strada. All’epoca non c’era ancora il GPS sul cellulare (tantomeno sulla macchinafoto) e ho fatto tanta fatica a risalire alla posizione geografica esatta e al nome della Chiesa. Alla fine ho utilizzato Google Immagini al contrario (tu metti una foto e lui cerca qualcosa di simile/uguale) e in pochi centesimi di secondo ho scoperto posizione geografica e nome: la tecnologia a volte è davvero sorprendente.

Come una nave in cielo

Come una nave in cielo #01

Fotografare il tempio di Segesta senza cadere nella banale foto cartolina non è un’impresa facile. E infatti non ci sono riuscito. Il tempio si trova su un piccolo promontorio nel mezzo del nulla più assoluto. Arrivando dal basso mi è sembrato come una nave pronta a salpare, una sorta di Arca di Noè in secca sul monte Ararat al termine del diluvio universale. E questa è stata la mia base di partenza, la mia suggestione, il tentativo di uscire fuori dallo schema classico. Ho avuto anche la fortuna di trovare un cielo quasi perfetto dal punto di vista fotografico e l’idea della nave in cielo è diventata quasi naturale. Ho cercato di isolare il tempio da qualsiasi elemento di disturbo, ho quindi escluso le montagne, gli alberi, le transenne, i turisti. Le foto sono rimaste abbastanza banali e stereotipate ma nella mia mente rimane la ricerca di qualcosa di diverso: la speranza è di riuscire a trasmettere il senso di ricerca anche all’osservatore esterno.

Come una nave in cielo #02Come una nave in cielo #03Anfiteatro