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Nuraghe Santu Millanu

Santu Millanu #01

Il Nuraghe Santu Millanu si trova al confine tra la Marmilla e il Sarcidano, ovviamente in Sardegna: si staglia sopra un leggero rialzo ed è ben visibile dalla strada. Ci sono arrivato quasi casualmente (serendipity) mentre cercavo la giara di Gesturi. Nonostante l’orario poco adatto alla fotografia ho voluto dedicare al Santu Millanu 15 minuti del mio tempo, ampiamente meritati. Ho girato intorno alla costruzione, sono entrato dentro, ho fotografo i dettagli e qualche panoramica. Ma la foto migliore è senza ombra di dubbio quella scattata con il fish-eye; come dicono in tanti (quasi tutti) alla lunga è un tipo di obbiettivo che può risultare stucchevole, anche fastidioso, ma in certe condizioni si riescono ad ottenere risultati davvero interessanti.

Santu Millanu #03Santu Millanu #02

L’edificio è costituito da una torre centrale e da un bastione quadrilobato appena individuabile sul terreno. Il mastio, realizzato con blocchi di calcare di grandi dimensioni, sbozzati e disposti a filari regolari, svetta – sul piano di crollo – per circa m 6. L’ingresso, alquanto interrato, presenta all’interno – poco sopra l’architrave – una celletta che dà sul corridoio e che si apre sulla fronte del nuraghe. La camera centrale, quasi circolare, marginata da tre nicchie disposte a croce, presenta sulle pareti – ad un’altezza di poco superiore a quella dell’architrave d’ingresso – sei fori (m 0,40 di lato) funzionali al fissaggio delle travi di sostegno di un soppalco ligneo. Sulla parete d’ingresso, in corrispondenza della nicchia, si apre l’ingresso della scala di camera che porta ad un piccolo vano sussidiario e che, probabilmente, in origine proseguiva verso la camera del piano superiore. Il vano sussidiario, circolare, comunica con la camera attraverso un finestrino. Impossibile, allo stato attuale, un’esatta lettura della stesura planimetrica del bastione. Attorno sono presenti tracce di villaggio di età nuragica con sovrapposizione di epoca romana.

Su Nuraxi (Barumini)

Su Nuraxi #01

Su Nuraxe è il più importante Nuraghe della Sardegna, si trova a Barumini nella sub-regione storica della Marmilla. Ci sono arrivato in una strana mattinata di settembre, con un cielo plumbeo e diversamente uggioso. La visita dura un’oretta ed è abbastanza impegnativa soprattutto con treppiede e zaino fotografico (uno grande) in spalla; in alcuni casi si passa in cunicoli stretti, le scalinate in metallo sono molto ripide e le aperture non sono sempre agevoli. Si presume che siano stati costruiti intorno al 1800 A.C. e in Sardegna se ne contano circa 7000. Incredibile. Quando si fotografa un monumento di questo calibro (patrimonio dell’Unesco) si rischia di cadere sempre un po’ nel banale, nel già visto sul catalogo. E forse anche un po’ peggio del catalogo (che usano fotografi bravi solitamente). Ho usato quindi il grandangolo spinto con polarizzatore e addirittura il fish-eye per cambiare la prospettiva. Mi sarebbe piaciuto dare un’idea interessante di Su Nuraxe. Spero di esserci riuscito (ma non sono troppo convinto).

Su Nuraxi #02Su Nuraxi #04Su Nuraxi #03

La più importante fra le testimonianze di questo glorioso passato è senza dubbio l’area archeologica Su Nuraxi. Scoperta e portata alla luce nel corso degli anni ‘50, durante gli scavi condotti dal grande archeologo Giovanni Lilliu, l’area è costituita da un imponente nuraghe complesso, costruito in diverse fasi a partire dal XV secolo a.C., e da un esteso villaggio di capanne sviluppatosi tutto intorno nel corso dei secoli successivi. Un luogo unico nel suo genere e per questo, ormai dal 1997, riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La diga del Vajont

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La diga del Vajont è uno di quei luoghi che restano impressi nella memoria. Lei è li, alta, splendida, un capolavoro di tecnica. Ha assistito ad una delle tragedie più grandi degli ultimi 50 anni, suo malgrado. Quando la osservi rimani come di sasso: non è bella, è solo grande, gigantesca. E’ un simbolo e come tale fa riflettere, fa pensare. Simboleggia l’avidità, l’avidità di denaro. Il denaro sopra ogni cosa, superiore al pericolo, più forte della paura. E si spera che questo monumento incolpevole rimanga ancora tanti anni al suo posto, per ricordare. La si definisce tragedia del Vajont. Ma il Vajont è l’unico non colpevole. Ci sono passato un paio di settimane fa, volevo vederla, volevo rendermi conto della maestosità. A distanza di quasi 44 anni fa ancora paura: è diventata quasi un’attrazione turistica, ma i turisti rimangono in silenzio, sono tristi. Sono poche le cose che il tempo non cancella: il dolore di questa valle è una di queste.