photosnever sleep
Antica Pieve di Breolungi

Antica Pieve di Breolungi #01

All’epoca era stata il teatro di un cronoduello. Oggi l’Antica Pieve di Breolungi è il soggetto di un concorso fotografico organizzato da MondovìPhoto e dall’associazione Turistica Pro Loco delle Frazioni di Mondovì. E quindi dovevo partecipare. All’epoca avevo definito la Pieve come orribile, dopo averci dedicato qualche minuto in più il mio giudizio è decisamente cambiato: non è poi così male come mi era sembrata nei 15 minuti del cronoduello (nel 2012). Per scattare le foto del concorso sono andato alla Pieve tre volte: all’alba, al tramonto e nel primo pomeriggio (ma solo per scattare gli interni). Difficile trovare la luce giusta, le nuvole giuste, il momento opportuno. Per le navate ho scelto di utilizzare la tecnica dell’accadierre: credo che per fotografare gli interni di una chiesa sia quasi sempre la scelta migliore. Anche nelle foto #02 e #05 in esterno mi sono avvalso della possibile di esaltare la gamma dinamica, mentre nelle altre ho semplicemente contrastato ed esaltato dettagli e colori. Probabilmente sono caduto nella banalità della foto cartolina (evitarlo non era facile) ma è stata la strada che avevo deciso di percorrere dall’inizio. E per questa volta va bene così.

Antica Pieve di Breolungi #02Antica Pieve di Breolungi #03Antica Pieve di Breolungi #04Antica Pieve di Breolungi #05

Antica Pieve di Breolungi #06Antica Pieve di Breolungi #07Antica Pieve di Breolungi #08

L’antica Pieve di Santa Maria in Bredolo, frazione Breolungi, Mondovì, fu il cuore religioso dell’antico Comitato di Bredolo. La sua origine può essere fissata alla fine dell’VIII secolo. Recenti scavi archeologi hanno portato alla luce numeroso materiale protostorico frammisto a ceramica ad impasto grezzo e invetriata documentando un insediamento umano risalente all’età del Bronzo finale. Le genti che si erano insediate in questo territorio appartenevano alla tribù dei Liguri Bagienni. A loro subentrarono i Romani, come risulta dalle lapidi raccolte nel lapidario, ed in seguito i Barbari. Nell’Alto Medioevo il sito divenne un luogo importante in quanto centro principale del “Comitatus Bredulensis”, di origine carolingia, che si estendeva dalla Valle Stura alla Valle Tanaro.
Eglir

Eglir

Nella religione cattolica la candela è la luce di Dio, è una fonte di energia pura e rappresenta l’incontro tra la materia e la spiritualità. Nella notte fra il 31 ottobre ed il giorno dei morti è tradizione, in alcune zone d’Italia, accendere una candela di fronte alle fotografie dei defunti: un modo per sentirsi vicini ad essi e per entrare in contatto con il mondo del soprannaturale.

Legate all’idea della vita che si spegne, luci e candele fanno parte da sempre del corredo funebre. Nelle diverse culture, si ritiene spesso che illuminino il cammino ultraterreno del defunto e che la sua anima non vaghi così nell’oscurità. Alle volte, hanno anche la funzione di allontanare i demoni ostili dal cadavere. Tante le tradizioni e le credenze diffuse in diversi Paesi europei, fino ancora al Novecento.