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Selfie with Santiago Calatrava

Selfie with Santiago Calatrava #01Selfie with Santiago Calatrava #02

Era già diverso tempo che non pubblicavo un selfie e quindi credo sia il caso di raddoppiare. Di spalle, meglio. Queste due foto arrivano direttamente dall’estate 2012, intorno a me la bellissima Valencia disegnata dal grande Santiago Calatrava. Treppiede, autoscatto e 10 secondi per allontanarmi; diaframma molto chiuso per evitare problemi di messa a fuoco (la luce certo non mancava). Sullo sfondo si vedono la bellissima Agorà e il Pont de l’Assut de l’Or, entrambi disegnate dal grande architetto Spagnolo (naturalizzato Svizzero). Purtroppo in vacanza il tempo è sempre troppo poco, ma mi piacerebbe dedicare del tempo fotografico alla Ciutat de les Arts i les Ciències: gli spunti sono moltissimi. Magari qualche giorno, magari sperando anche in un cielo più adatto.

Sogno di mezza estate

Natural Born

Sogno di mezza estate in Val Ellero è il titolo, difficile, di un concorso fotografico organizzato dall’associazione Artusin in collaborazione con MondovìPhoto. Non ero assolutamente intenzionato a partecipare sino a quando non mi sono ricordato di aver scattato, nel 2013, una serie di fotografie proprio nel fiume Ellero. La modella è Francesca e proprio lei mi aveva portato in questo piccolo angolo di paradiso. Dopo Rastello (interessante frazione del comune di Roccaforte Mondovì) il fiume Ellero fa una piccola ansa e qui si forma un laghetto con tanto di minuscola cascata. Semplicemente splendido e semplicemente perfetto per un sogno di mezza estate.

Sogno di mezza estateDream

Bucket, coachman and horse

Bucket, coachman and horse

Questo foto, scattata in Plaza del Triunfo a Siviglia, arriva dalla lontana estate del 2012: un periodo della mia vita in cui si andava in vacanza per viaggiare e divertirsi; talvolta anche, ma raramente, per riposarsi. Attualmente vado in vacanza (ma quando?) per fotografare. Ma questa è una storia che racconterò un’altra volta. Mi è capitata sotto gli occhi per caso (all’epoca non consideravo questo tipo di immagini) ed è scattata d’istinto: è una foto di street senza volerlo essere. Non mi ricordo bene il momento ma leggendo i dati capisco tante cose: sono le 21 e pochi minuti, il caldo è ancora infernale. Di giorno la colonnina di mercurio è arrivata a toccare i 42 gradi (una foto del pomeriggio mi segnala la temperatura). Non c’è tanta luce e scatto aprendo al massimo il diaframma F/4 con ISO 400. L’esposimetro mi segnala 1/30 ed infatti si nota il mosso del cocchiere: non rovina la foto ma aiuta a capire cosa è appena successo. Lascio a Voi l’interpretazione. ;-)

In Alhambra

In Alhambra

Ho scattato questa foto all’Alhambra, la bellissima fortezza che domina Granada (in Spagna) (Patrimonio dell’Unesco) circa 4 anni fa. Per la precisione nel Patio de los Arrayanes. E’ un luogo decisamente conosciuto (e straordinariamente bello) e quindi entra, di diritto, nella categoria Landmark; però è una foto di strada. Perché ha tutto per esserlo, anche la focale: 50mm (anche se su zoom 24-70). E’ una foto costruita. Mi sono posizionato in un punto preciso, mi piaceva lo sfondo e la cornice che si formava fra la siepe ed il tetto. Ho atteso che passasse qualche soggetto interessante ma niente di niente; allora ho chiesto a Michela di aspettare che non ci fosse nessuno e di camminare a metà fra siepe e palazzo, da destra verso sinistra. Ha dovuto farlo un paio volte perché al fotografo non andava mai bene nulla. Ma poi, alla fine, credo ne sia uscita una foto interessante.

The Gold Chandelier

The Gold Chandelier

C’è stato un tempo in cui mi divertivo a dare titoli improbabili alle foto. Talmente improbabili che ho provato a cercarne uno da linkare e non sono riuscito a trovarlo. Poi ho detto basta e ho lasciato che fosse la foto a parlare, anche senza titolo. Ed è calato il silenzio. C’è stato anche un tempo in cui ho chiesto aiuto e sui social (il defunto FriendFeed soprattutto) chiedevo consiglio ai miei amici titolisti: il titolo in inglese fa sempre la sua porca figura. La foto magari fa schifo ma il titolo la rende migliore. Ci ho creduto per un certo periodo di tempo, errori di gioventù (roba di un tre settimane fa per esempio). E poi ho trovato questa foto che non volevo pubblicare qui, ma poi ho visto che su Facebook ha ottenuto un discreto successo (ben 4 like e 2 reazioni) e mi sono deciso. E poi ho pensato che ci voleva un titolo interessante per renderla più bella, ma trovare un titolo interessante non era facile e alla fine ho deciso di scegliere l’inglese che comunque ha sempre il suo fascino e tendenzialmente rende le cose più belle. E questa foto s’intitola il lampadario oro perché il soggetto è proprio un lampadario color oro. E alla fine è quello che dico sempre di me, da qualche anno ormai: un po’ così, un po’ anche il contrario.

Santa Maria di Leuca (Cube)

Santa Maria di Leuca (Cube) #01Santa Maria di Leuca (Cube) #02

Mi diverto ancora a giocare con il mio archivio fotografico. Siamo nell’estate 2013 a Santa Maria di Leuca, sulla passeggiata vicino al porticciolo turistico. Sto sorseggiando un the freddo al bar quando poco lontano noto questa strana costruzione cubica sulla spiaggia rocciosa più scomoda del mondo. Eppure c’è una persona sdraiata che prende il sole. Un fachiro probabilmente. L’orario non è dei migliori, conosco tanti fotografi che si rifiutano di scattare prima delle 8 di sera, in estate. Ma il sottoscritto no. Anche perché la scelta non è molta: scattare o non scattare, non c’è tornare. E solitamente i miei viaggi non sono mai fotografici; forse enogastronomici è il termine più adatto. Tutto questo sproloquio per difendere un paio di foto mediocri. E solo perché volevo pubblicarle a tutti costi.

The Fisherman

The Fisherman

Erika

Erika