photosnever sleep
A fisherman standing on the beach

A fisherman standing on the beach

Poetto (quasi pioggia)

Poetto #01

Il Poetto è la spiaggia più bella e famosa di Cagliari. E’ lunghissima, si estende per circa quattro chilometri. Ci sono arrivato in tarda mattinata, a settembre inoltrato. Ho avuto fortuna perché la pioggia sarebbe arrivata da lì a poco ed il cielo era metà azzurro e metà plumbeo: ho camminato sulla battigia per qualche centinaio di metri e l’atmosfera rilassata di fine stagione era spettacolare. Nessun turista (a parte il sottoscritto) ed una età media altissima: tanti pensionati di Cagliari che si godevano gli ultimi raggi di sole dell’estate. Ho scattato pochissime foto, poi sono dovuto scappare inseguito dal temporale. E queste sono (al solito) le mie preferite.

Poetto #02Poetto #03

Strane Storie sulla spiaggia

Strane storie sulla spiaggia

Devo ammettere che trovare il titolo a questa foto non è stato facile. Ho fatto un po’ fatica. Un titolo più pertinente potrebbe essere: strano gruppo di persone che parlano sulla spiaggia, in inverno, sedute su un tronco d’albero. E avrebbe anche un senso, anche perché è proprio quello che si vede nella foto. Però sarebbe davvero troppo lungo e il titolo non deve essere la descrizione dettagliata dell’immagine. Non sempre comunque. Ho scattato questa foto sulla spiaggia di Spotorno, era il primo pomeriggio di un sabato di gennaio e mentre camminavo sulla passeggiata ho notato questo situazione un po’ particolare, decisamente fotografica. Ho fatto finta di niente e fischiettando sono sceso sulla spiaggia; ho cercato di non farmi notare (con discreti risultati) e ho scattato alzando leggermente gli ISO per evitare un tempo troppo lento. Mi piace molto e, se non fosse scattata in spiaggia, potrebbe essere una foto davvero molto street. Posso definirla una foto beach. :)

Redwalker in Mondello

Redwalker in Mondello

Se dovessi scegliere una foto preferita della mia vacanza in Sicilia non avrei esitazioni. E’ questa. Domenica mattina. Nella notte un violento acquazzone aveva creato seri problemi a tutta la costa Nord della Sicilia, Palermo compresa. Siamo arrivati a Mondello relativamente presto, le strade erano allagate e la circolazione difficoltosa. Pioveva a tratti, anche con una certa violenza, ma il sole iniziava a spuntare in mezzo alle nuvole. Ad un tratto noto questo ragazzo camminare sulla spiaggia allagata; ho cercato parcheggio (cosa che a Palermo scoprirò non essere poi così importante), sono sceso velocemente dalla macchina e ho inseguito quel giubbotto rosso (perfetto in questo tipo di fotografia) che correva sulla spiaggia con i suoi cani. Il momento era meraviglioso: il vento abbastanza forte, pioveva ad intermittenza, l’acqua della tempesta notturna aveva coperto quasi completamente la sabbia e sulla spiaggia non c’era anima viva. Solo Dario (scoprirò dopo il suo nome) e i suoi bellissimi cani. Ho scelto di posizionare la linea dell’orizzonte in centro perché l’immagine è divisa in tre parti: il cielo, il mare e la spiaggia allagata. Questo è il mio prototipo di foto perfetta: ci sono un mare bellissimo, le nuvole, la spiaggia sabbiosa, una persona ed è minimale. Avessi voluto costruirla probabilmente non sarei riuscito altrettanto bene.

Riserva dello Zingaro

Zingaro #01

Ho avuto la fortuna (ma non solo fortuna) di visitare la Riserva dello Zingaro in una bellissima giornata di inizio Ottobre. Il sole era caldissimo, il mare calmo e azzurro, pochissima gente (in Estate credo sia un massacro); siamo anche riusciti a fare il bagno e per il sottoscritto è un evento raro anche ad Agosto. La Riserva naturale orientata dello Zingaro si trova in provincia di Trapani, nei comuni di San Vito lo Capo e Castellammare del Golfo ed è qualcosa di incantevole. Riporto da Wikipedia: “Nel 1976 erano già iniziati i lavori per la costruzione della litoranea Scopello-San Vito Lo Capo, ma in seguito ad una serie di iniziative del mondo ambientalista, culminate in una partecipatissima marcia di protesta che ebbe luogo il 18 maggio 1980, l’Azienda Regionale Foreste Demaniali della Regione Siciliana si impegnò ad espropriare l’area dello Zingaro riconosciuta di grande interesse ambientale. Con la legge regionale 98/1981, venne ufficialmente istituita la riserva, la prima riserva naturale della Sicilia, affidata in gestione all’Azienda Regionale Foreste Demaniali”. Io credo che mai protesta fu piú giusta. Si tratta di 7000 metri di strada costiera a picco sul mare in un parco assolutamente incontaminato di 1700 ettari. L’entrata è a pagamento e, se non ricordo male, costa 5 euro. Ben spesi e probabilmente, esempio raro, anche ben utilizzati per permettere alla riserva di continuare a vivere ed esistere. Ho scattato davvero tantissime foto usando quasi sempre il 16-35, treppiede e polarizzatore. Dal punto di vista fotografico la riserva è una scoperta, ad ogni angolo si possono trovare spunti interessanti e per gli amanti della fotografia di landscape è un paradiso. Ho scelto 11 foto (9+2) che credo rendano bene l’idea di cosa ci si possa aspettare visitando la Riserva dello Zingaro.

Zingaro #02Zingaro #03

Zingaro #04Zingaro #05Zingaro #06

Zingaro #07Zingaro #08Zingaro #09

Scala dei Turchi

Scala dei Turchi #01

La Scala dei Turchi è una scogliera a picco sul mare nei pressi di Porto Empedocle. E’ molto particolare: è costituita di marna, una roccia sedimentaria di natura calcarea e argillosa, con un caratteristico colore bianco puro. E’ bellissima. Ci sono passato quasi per caso una mattina post-temporalesca: ne sono rimasto affascinato. Per arrivarci bisogna scendere per una lunga scalinata e poi percorrere un tratto di spiaggia; quel giorno abbiamo dovuto anche camminare sulle acque per evitare di soccombere all’alta marea. Dal punto di vista fotografico è una meraviglia, sia da lontano che da dentro. Ho avuto la fortuna di trovare un cielo molto scenografico che mi ha aiutato non poco: il sole del mattino filtrava attraverso le nuvole creando una luce ed un’atmosfera pazzesche. Le poche persone presenti (era un giorno infrasettimanale di inizio ottobre) si guardavano intorno come estasiate. Ho scattato sempre a f/8 tranne nella quarta foto nel quale ho scelto una combinazione inusuale per una foto di panorama: ho aperto il diaframma al massimo (f/2.8) mettendo a fuoco il primo piano e lasciando il bianco della Scala dei Turchi sfuocato. E’ una scelta ampiamente criticabile ma al sottoscritto piace. Se passate dalle parti di Agrigento non dimenticate di fare un salto: non ve ne pentirete.

Scala dei Turchi #02Scala dei Turchi #03Scala dei Turchi #04

My vision of nature

My vision of nature

Questo articolo è stato pubblicato qualche tempo fa sul blog di ‘Dietor Cuor di Stevia. E’ il mio piccolo contributo per il mondo fotografico: molto semplice, quasi lapalissiano per certi versi. E’ già stato criticato ampiamente quindi non infierite. Spero possa piacere e magari tornare utile.

Il concetto di natura è molto variopinto. Il termine natura deriva dal latino, è il participio futuro del verbo nasci e significa ‘ciò che sta per nascere‘. Nella versione moderna è l’insieme di tutti gli essere viventi e inanimati, ma l’idea che abbiamo di natura cambia da persona a persona. La stragrande maggioranza di noi associa il termine al colore verde: un prato, una foresta, classicamente la giungla amazzonica. Per il sottoscritto il colore della natura è l’azzurro, come il mare e come il cielo. Io sono nato in Liguria, a pochi metri dalla sabbia e ho vissuto la mia ‘giovinezza’ ammirando le onde che si infrangevano sugli scogli. E quando penso a fotografare la natura il mio pensiero si rivolge quasi istintivamente al mio mare: il mio luogo di culto è la spiaggia di Oneglia, una spiaggia difficile, dura, rocciosa, malinconica, erosa dal tempo, dalle onde e dal vento. Ma è la mia spiaggia, il mio paradiso; ho scattato migliaia (si, migliaia) di foto lungo questo litorale e mai una volta sono rimasto deluso dalla meraviglia che mi circondava. Quest’immagine risale all’Aprile del 2012, il vento era fortissimo e il mare un po’ nervoso, la classica giornata invernale di inizio primavera. Sono sceso sulla spiaggia deciso a trovare una foto decente della piccola burrasca. Non è stato facile. Non è mai facile.

Per scattare foto naturalistiche/panorami bisognerebbe seguire una serie di accorgimenti base.

Innanzitutto si deve scegliere il momento opportuno: il sole è un nostro alleato e mai un nemico da affrontare. L’ideale è quasi sempre l’alba. L’alba permette di fotografare con la luce perfetta, con il cielo limpido e talvolta porta effetti atmosferici interessanti. Il grosso difetto dell’alba è che tendenzialmente arriva troppo presto (soprattutto in estate) e costringe a levatacce assurde. In caso di fotografi dormiglioni esiste anche la possibilità del tramonto: prima che il sole scenda dietro all’orizzonte (anche diverse ore prima) ma anche qualche minuto dopo. In questo caso il tempismo è decisivo e sarebbe opportuno conoscere bene il luogo che si vuole riprendere: basta sbagliare la posizione e la fotografia più bella della nostra vita (si, forse sto esagerando) potrebbe sfuggire davanti ai nostri occhi.

E poi c’è la questione dell’attrezzatura. Si può riuscire a scattare una meravigliosa foto landscape anche con una compatta, ma certamente l’utilizzo di sensori e obbiettivi di qualità facilita il nostro compito. Nel caso specifico il grandangolare, quindi un obbiettivo con un’ampia apertura focale, è fondamentale: parliamo di robe come 14mm (addirittura eccessivo), ma tutte le misure che vanno dal 16 al 35 possono essere utilizzate con ottimi risultati. Ovviamente il mio riferimento sono le reflex 35mm: se la dimensione del sensore è inferiore, cambieranno i parametri e la focale dovrà essere ridimensionata.
Abbiamo la luce giusta e l’obbiettivo giusto. Questo è un ottimo punto di partenza, non ci sono scuse. Un altro paio di accorgimenti: in una foto naturalistica l’immagine deve essere a fuoco. Ci sono varianti creative, ma se la nostra foto è corretta da questo punto di vista nessuno potrà criticarci. Per ottenere ciò è necessario chiudere il diaframma, non esistono altre possibilità. E quando intendo diaframma chiuso parlo di almeno f/8, meglio ancora f/11. Non ho scelto due aperture a caso: praticamente tutti gli obbiettivi hanno la resa migliore proprio vicino a questi due parametri. Si potrebbe chiudere ulteriormente (f/16 oppure f/22) ma avremmo una perdita di qualità e sorgerebbe anche un ulteriore problema: dando per scontato che stiamo scattando a iso 100 (per evitare il rumore) l’esposimetro potrebbe richiederci un tempo di scatto molto lento e scendendo sotto certi limiti (personali) il rischio di foto mossa diventerebbe alto; ecco che entra in azione il miglior amico del fotografo: il treppiede. Il treppiede ci permette di scattare con tempi di scatto più bassi e questo garantisce la possibilità di chiudere il diaframma e di ottenere foto perfettamente nitide. Bisogna sempre portare un cavalletto, meglio se stabile e solido, insieme alla propria attrezzatura.

Per ottenere ottime foto naturalistiche c’è anche un ultimo aspetto da valutare: l’utilizzo dei filtri. L’arrivo del digitale ha permesso di sostituire in post-produzione una grande quantità di filtri che ormai sono inutili, ma due non possono essere sostituiti. Il filtro polarizzatore è un must have : elimina i riflessi e garantisce una maggiore saturazione dei colori. Non esiste fotografo che non utilizzi un polarizzatore (quando serve). E poi in ultimo, ma non certo meno importante, il filtro Neutral Density. A cosa serve? In poche parole permette di ridurre la quantità di luce che passa attraverso l’obbiettivo e di conseguenza di diminuire la velocità di scatto. Avete presente le foto in cui l’acqua in movimento prende quella forma lattiginosa e biancastra? Ecco, sono ottenute con tempi di scatto lentissimi grazie ad un filtro ND.

Ma torniamo alla foto in alto. L’ora era quella giusta, le 6 del pomeriggio. Non ho scelto l’alba perché faccio parte della categoria ‘dormiglioni‘. Ho impostato la macchina foto in priorità di diaframmi scegliendo f/8, focale 24mm e un tempo veloce per fermare gli schizzi delle onde sugli scogli. C’era ancora molto sole (nonostante le nuvole) e questo mi ha permesso di fotografare a 1/320. L’orizzonte è dritto (nella foto naturalistica l’orizzonte deve essere sempre dritto) e quasi perfettamente (non ha senso, ma si usa molto, in fotografia, il quasi perfettamente) nel centro dell’immagine: questa non è mai una buona cosa, perché per regola il fotogramma andrebbe diviso in tre parti (1/3 e 2/3). In questo caso però mi piaceva (è un mio vizio) dare uguale importanza a cielo, mare e terra. Ho dovuto aspettare molti schizzi e diverso tempo per riuscire a catturare l’onda giusta (l’onda perfetta per citare Bodhi) ma credo che questa foto rappresenti in modo impeccabile la mia visione, la mia idea di natura.

Palmaria [frame]

Palmaria [frame] by Samuele Silva on 500px.com

La foto attraverso una cornice è un classico, un must che ogni fotografo deve avere nel suo repertorio. Era elemento fondamentale del celebre ‘Compito a Casa‘, la rubrica su Tuttifotografi curata da Filippo Crea (esiste anche un libro che ovviamente ho comprato). E quando a Portovenere ho visto la bellissima Palmaria attraverso questa oblò non ho resistito alla tentazione e ho portato a casa la più classica delle cornici: la finestra. Il tutto è reso un pelo suggestivo dalla forma dell’isola Palmaria e dal tramonto che si avvicina in lontananza. Questa foto sarebbe riuscita a passare indenne dalla forca caudina di Filippo Crea oppure il suo destino sarebbe stato inesorabilmente il cestino? A Filippo Crea (che sicuramente leggerà questo photoblog) l’ardua sentenza. :-)