

E dopo tanto lavoro il guerriero deve riposare. E lungo il Creek di Dubai l’operazione sonnellino pomeridiano è un rito che non si può smentire; il caldo è incredibile, sulla banchina sono accatastate le merci più disparate. L’ombra è un lusso che non tutti possono concedersi e qualsiasi riparo diventa luogo per riposare. Lungo il fiume c’è una confusione pazzesca, tonnellate di materiale in attesa di essere stoccato e sotto il sole cocente i camalli (chissà come vengono chiamati i lavoratori portuari a Dubai) lavorano e sudano senza sosta. O quasi. ;-)

Lavoratori in carriola, se trasformato in inglese diventa davvero divertente. Anche in italiano è divertente, ma devo ammettere che non conoscevo la parola wheelbarrow: ma tutto questo è un discorso senza senso. All’uscita del mercato del pesce di Dubai ci siamo imbattuti in questo gruppo di colleghi, stacanovisti della pausa, che riposavano dentro a quattro carriole. Davvero particolare, molto simpatico. La luce era pessima, il sole già alto, le ombre dei rami davvero impossibili da gestire: ma d’altronde loro cercavano l’ombra per riposare. Tecnicamente si tratta di una foto pessima. Ho chiesto il permesso di fotografare e loro, sorridenti, hanno accettato di diventare modelli per un minuto. Mi piace tantissimo la posizione delle loro ciabatte.

Camminando fra le bancarelle del ‘Dubai Fish Market’ si entra in un mondo molto particolare: l’odore del pesce è fortissimo, gli spazi sono stretti ed angusti, i prodotti in vendita sono esposti in maniera metodica, centinaia di venditori, con indosso la giacca bianca e azzurra tipica del loro settore, si muovono in modo disordinato e rumoroso nei corridoi che separano le bancarelle. Si nota una strana agitazione ma l’aria di festa è quasi palpabile: è un luogo di lavoro, per certi versi anche frenetico, ma l’atmosfera che si respira è tranquilla e rilassata. Tutti cercano il contatto, ti salutano, provano a spiegarti le qualità del loro pesce: abbiamo anche imparato (forse) come preparare e cucinare un succulento e piccolo squalo nano. Per riuscire a fotografare al meglio l’ambiente ho cambiato obbiettivo (appoggiandomi ad una bancarella di granchi blu giganti): ho inserito il 17-40, alzato gli ISO a 400 (l’ambiente era molto scuro nonostante fosse mattina inoltrata) e diaframmato a f/4. In questo modo sono riuscito ad alzare i tempi oltre il 125esimo ed evitare il mosso (che non sarebbe stato molto artistico). Aumentare il valore ISO è una ‘tecnica’ che fa storcere il naso a molto puristi dell’immagine ma che spesso e volentieri aiuta ad ottenere ottime foto; e il rumore sul web è praticamente impercettibile.



Questa foto è la mia preferita fra quelle scattate a Dubai. Stavamo passeggiando per il mercato delle Spezie quando girato l’angolo ho notato questo venditore di noci (e altre amenità). Il suo piccolo spazio all’aperto era decisamente disordinato, ma lui era bellissimo. Ho pensato un po’ come e cosa fotografare, poi sfacciatamente gli ho chiesto se avesse voglia di posare per me. Non ha esitato un attimo, ha fatto un cenno affermativo e si è seduto sulla sua sedia con aria altezzosa; ho aperto al massimo il diaframma e ho scattato. In quel momento mi sono sentito molto Steve McCurry. :)

E poi ci sono quelle foto che immagini per anni e ad un certo punto te le ritrovi lì, davanti agli occhi, anche se imperfette. Nel caso specifico la scena era rovinata da altre persone che infastidivano la mia composizione perfetta. E allora ho aspettato. Ho atteso pazientemente finchè i due protagonisti sono rimasti soli. Non ho perso tempo, un po’ emozionato ho scelto l’inquadratura che volevo ed ho scattato. Non è niente di straordinariamente poetico ma è la foto di street che immaginavo da tanto tempo. Non riuscivo a trovare un titolo adeguato ed allora ho partorito un sondaggio su Facebook; ed ecco Communication, la mia foto di street perfetta. :)

E’ una sensazione che mi capita di tanto in tanto: scattare una foto e sapere, già prima di averla scattata, che sarà un bella foto. E quasi sempre questa idea di bellezza e di qualità si conferma anche alla prova Lightroom. Questa è una delle primissime foto che ho scattato a Siviglia e appena ho inquadrato (solo con lo sguardo) la scena ho capito che ne avrei tirato fuori un’immagine interessante; e dopo averla osservata nello schermo della macchina.foto già sapevo quale taglio e quale forma di post-produzione avrei utilizzato. Questa foto non vincerà il World Press Photo (però il link lo metto, metti caso che…) ma rientra in quella casistica di foto che piacciono tantissimo al sottoscritto.

La storia d’Italia è fatta di grandi uomini, condottieri coraggiosi ed eroi. A Savigliano c’è una piazza dedicata a Santorre Annibale Derossi, noto come Santorre di Santa Rosa, probabilmente il più celebre e conosciuto cittadino della città Piemontese; non è menzionato sui libri di scuola e quasi nessuno conosce la sua storia. Forse perché è morto, esule, nel 1825 quando di Unità D’Italia si parlava appena e sottovoce. Però Savigliano non dimentica e gli dedica questa meravigliosa piazza del centro storico: una piazza lunghissima, con i portici, le luci, tantissimi bar. E gente anche di sera. Ho fotografato con il treppiede, 17-40 e otto secondi di esposizione a f/11. Voglio tornarci all’alba.
Ardito banditore delle popolari verità italiane, alzerò il grido della nostra guerra d’indipendenza e più fortemente il grido della concordia. (Santorre di Santarosa)