
La storia d’Italia è fatta di grandi uomini, condottieri coraggiosi ed eroi. A Savigliano c’è una piazza dedicata a Santorre Annibale Derossi, noto come Santorre di Santa Rosa, probabilmente il più celebre e conosciuto cittadino della città Piemontese; non è menzionato sui libri di scuola e quasi nessuno conosce la sua storia. Forse perché è morto, esule, nel 1825 quando di Unità D’Italia si parlava appena e sottovoce. Però Savigliano non dimentica e gli dedica questa meravigliosa piazza del centro storico: una piazza lunghissima, con i portici, le luci, tantissimi bar. E gente anche di sera. Ho fotografato con il treppiede, 17-40 e otto secondi di esposizione a f/11. Voglio tornarci all’alba.
Ardito banditore delle popolari verità italiane, alzerò il grido della nostra guerra d’indipendenza e più fortemente il grido della concordia. (Santorre di Santarosa)


Non sono un grande seguace della ‘street photography’. Probabilmente perché è un genere che non riesco a fotografare, non mi viene naturale. Queste due foto sono probabilmente le prime foto ‘street’ che realizzo: e casualmente sono anche le prime foto scattate con il 70-200 f/4L IS USM di mamma Canon. Ci deve essere un nesso (anche se la focale, nelle due foto, è rispettivamente 75 e 85). Siamo ancora a Firenze, nel centro storico. La prima immagine è colta al volo, guardando in un piccolo vicolo alla mia sinistra. Ho alzato gli ISO (molto buio) e composto l’inquadratura cercando una via di fuga. Mi piace molto. La seconda invece è pensata. Ho visto il signore sulla panchina in piazza della Signoria qualche metro prima: ho aspettato di essere perpendicolare alla panchina e ho scattato. Ho fotografato lo stesso soggetto anche lateralmente ma la versione frontale mi sembra rendere meglio. Persona, lettura e panchina sono un classico: e mi sembra davvero di essere un ‘fotografo di strada’. ;-)


Questo pomeriggio ho partecipato al mio primo raduno Flickr. Un’esperienza nuova. E’ stata una giornata interessante e tranquilla, trascorsa a ritmi blandi nella splendida parte antica di Saluzzo. Ho deciso di scattare esclusivamente con il 135 f/2; una decisione presa sul momento senza un vero motivo. Questa è la prima immagine interessante, probabilmente l’unica che pubblicherò. Sono un cultore delle foto che affiancano materiali diversi: in questo caso il muro ed il legno (adoro la trama del legno) sono impreziositi da un graffito colorato (e un po’ saturato in post).

Ecco, finalmente i grattacieli della Grande Mela. Quando si cammina per le strade di Manhattan si viaggia a testa in sù; qui i palazzi sono tutti altissimi, tutti di vetro, tutti bellissimi. E’ uno dei lati dei New York, forse il più interessante, sicuramente il più conosciuto (insieme alla Statua della Libertà). Questa foto è stata scattata nel pieno pomeriggio e soffriva di una luce accecante e fastidiosa: ho alzato il livello di contrasto e smorzato i toni con un filtro grigio. E il risultato finale credo sia interessante.

Devo ammettere che nel ritoccare questa foto mi sono ispirato a Massimo Milanese e al suo Yellow in the City. In realtà ho provato tutta la settimana a scattare una foto almeno decente ad un Taxi Newyorkese ma non sono riuscito nel mio intento. Questa è la meno peggio. E ho dovuto cambiarle non poco i connotati per renderla almeno pubblicabile. Purtroppo esigenze di ‘copione’ non mi hanno permesso di dedicare il tempo che avrei voluto al tentativo giallo: è la solita scusa per tornare. :)
Title originally chosen by Depinamug

Il Cable Car è il mezzo di trasporto tipico di San Francisco. E qui niente di nuovo. Il mio primo pensiero è stato: ‘In Italia sarebbe proibito da 30 anni‘. E forse è vero. Però è affascinante e per San Francisco (e per i suoi abitanti) è qualcosa di talmente tradizionale che sarebbe impensabile immaginare la città senza questa specie di tram. E’ divertente, sentire il suono della campana, osservare l’autista (non saprei come definirlo ma avrò sicuramente un nome specifico) compiere le stesse azioni ad ogni fermata, ripetere le stesse parole e invitare i passeggeri a non sporgersi. E poi c’è la cerimonia di partenza al Fisherman’s Wharf con la coda di gente che aspetta di salire per tornare in centro. E’ incredibile. Questa foto è stata scattata in Union Squadre, ho desaturizzato parzialmente e contrastato per renderla più vibrante e intensa rispetto all’originale. Ma forse ho esagerato. :)

Una vacanza in Ammmerica è qualcosa di speciale, un sogno che si realizza. Per molti l’America è una leggenda, l’Eldorado, il luogo dove tutto può succedere: il famoso Sogno Americano. E io voglio iniziare a raccontarVi la mia Ammmerica da un punto di vista leggermente diverso: questa è una delle prime foto che ho scattato, a Beverly Hills, la rutilante Beverly Hills. Un senzatetto (Homeless per dirla in inglese) che dorme, in pieno giorno, sul lato della strada. E’ una parte di Ammmerica che ho visto ma anche una falsa partenza, ognuno può leggerla come vuole.

Questi sono i portici di Palazzo Mezzanotte. A Chieti. E’ una foto che ho scattato sabato mattina durante il PhotoCamp teatino e rappresenta perfettamente l’idea che mi sono fatto Chieti. Una bellissima città, antica e sporca. La quantità di scritte sui muri è impressionante, i rifiuti sono sparsi lungo le strade e il parcheggio selvaggio (sulle striscie, sotto i portici) una regola di vita. Chieti (la parte alta) è una città difficile, le strade sono strette, un continuo salire e scendere, vicoli e strettoie. Ma questo è anche il suo fascino. Ho apprezzato tantissimo Corso Marrucino, il salotto buono della città, il teatro omonino e piazza G.B.Vico, molto bella la cattedrale e davvero spettacolare Piazza San Giustino (ex Piazza Vittorio Emanuele II). Affascinante e difficile sono le due parole che rappresentano meglio questa città, una città che fatica a trovare la sua dimensione e che non ha ancora capito le sue potenzialità. Ma assolutamente da vedere.

Una foto di mezzo pomeriggio, nell’ora di punta del sabato. Un tocco di HDR per elevare i toni. Splendida piazza de Ferrari.


Parigi è una città stupenda per tantissimi motivi ma il suo fascino è da ricercare soprattutto nell’atmosfera che si respira nelle sue piazze, nei suoi vicoli, nei suoi boulevard. Tutte le volte che torno nella capitale francese rimango ammaliato dal Centre Pompidou, un luogo moderno ma affascinante, giovane e, nonostante l’aspetto futuristico, anche un po’ bohemienne. Ci sono tantissimi artisti di strada e ho scelto di ricordarne due con una prospettiva un po’ sgranata, retrò, parigina se vogliamo. Non senza aver lasciato prima un’offerta, chiaro.

Sabato scorso ero a Torino. Mi sono fermato dopo la partita per visitare il museo del centenario e per la notte bianca. Sono arrivato in Piazza Vittorio Veneto verso mezzanotte e sono rimasto decisamente impressionato: nonostante il freddo pungente (noi liguri non siamo abituati a certe temperature) la piazza era assolutamente gremita. Al centro musica da discoteca a tutto volume e ragazzi scatenati. Ho proseguito, non senza fatica, verso via Po, quindi Piazza Castello, Via Roma e infine Piazza San Carlo Ovunque un fiume di gente, musica da strada, spettacoli di vario genere, negozi aperti. E’ stato bello, ogni volta che visito il centro di Torino (non conosco la periferia) rimango favorevolmente impressionato: strade pulite, negozi spettacolari, ristoranti, piazze splendide. Le olimpiadi invernali del 2006 hanno davvero trasformato questa città; e probabilmente hanno trasformato anche i torinesi.