Oggi cade la festa degli innamorati. Ah, l’amour!! Niente di meglio che segnalare 42 sfondi dedicati a San Valentino, anche perchè dedicare un post all’amore non è proprio nelle mie corde. Buon San Valentino a tutti.
Vorrei tornare al minimale. Perchè il minimale è facile, è semplice, non richiede sforzi eccessivi. Voglio tornare all’inizio quando per scrivere un post bastavano due righe, una citazione e magari una battuta sarcastica. Mi piacerebbe vedere il mio blog diventare un tumblr nell’anima rimanendo blog all’esterno. Perchè il blog è come la cartamoneta: sono arrivate le carte di credito, è arrivato il bancomat ma tutti preferisco ricevere il vecchio ed obsoleto contante. Voglio fare come Silentman ma senza esagerare. Voglio impazzire di semplicità, voglio scrivere un post dall’iPad. Ma non sarà facile. E nemmeno immediato.
Forse ci siamo; dopo mille rinvii finalmente potrò avere un linea internet stabile. Basta 3G, basta connessioni telefoniche, basta lentezza. E’ stata faticosa e molto dura ma, se tutto funziona, la prossima settimana riuscirò ad attivare Alice. Forse addirittura una 20 Mega, ma dubito. Sono già venuti due volte i tecnici Telecom: la prima volta hanno rimandato all’anno nuovo (eravamo a Luglio), due settimane fa mi hanno detto che mancava tutto: centralina, cavi, potenza. Dovrò rifare una linea nuova e stipulare un abbonamento al telefono (senza usarlo peraltro, ma esistono ancora?) con una spesa prevista di 40 euro mensili. Ma chissenefrega… voglio la velocità, voglio la flat: a tutti i costi.
Scopri di avere amici molto bastardi quando ti chiedono di metterti in posa per la foto ricordo e arrivato a casa scopri che alle tue spalle, anziché le classiche corna, è spuntato un ritratto/icona di quel furfante/assassino di Ernesto Che Guevara. Ripeto, nel caso fossero in ascolto: Amici Bastardi.
Ormai la Frizza non è più di moda (almeno su queste pagine) (in realtà la frizza non passa mai) e quindi ho deciso di seguire altre strade, di viaggiare verso altri lidi. Ho (ri)aperto un Tumblr: OnlyBabes. Si tratta di una raccolta di Frizze molto ben curata, con immagini di qualità, facilmente fruibile e con link (eventuale) alla galleria completa. Potete trovare il meglio del web: Veronica Zemanova, Denise Milani, Jenna Presley, Lucy Pinder, Sophie Howard, Malene Espensen, Shay Laren e tantissime altre. Quindi, amici maschietti, girate il timone e portare il vostro browser a navigare su onlybabes.tumblr.com.
Questa notte mi sono iscritto a FormSpring. Sono in vacanza. Niente di eccezzzzionale, si tratta dell’ennesimo sito di Social Network; amici e non possono farti delle domande (anche in forma anonima) e tu devi rispondere. Non sei obbligato ovviamente. Con sincerità se possibile. Può essere divertente, può essere inutile, può essere una cazzata. Assolutamente collegato a FaceBook, come quasi tutto ormai. Aspetto le prime domande; vedrò se rispondere.
I tifosi del Toro sono inferociti con il presidente Cairo. Secondo loro è lui (e chi altri?) il responsabile della posizione in classifica della squadra. Io sono d’accordo, è lui il responsabile. Ma non riesco ad essere troppo critico nei suoi confronti. E’ vero ha commesso diversi errori, ma per analizzarli bisogna ripercorrere gli ultimi 53 mesi, dal Settembre 2005 sino ad oggi. Cairo ha comprato una società inesistente ed allo sbando, in sette giorni ha costruito un’ottima squadra. Ha scelto un buon direttore sportivo ed ingaggiato uno dei migliori allenatori sulla piazza, un emergente: Gianni de Biasi. Ha comprato Rosina, Stellone, Muzzi, Taibi, Balestri, Nicola, Fantini. Stellone era reduce da una stagione strepitosa, Rosina era un talento emergente. La squadra gioca, vince e grazie anche agli innesti di Gennaio (Abbruscato, il più richiesto attaccante della cadetteria, e Lazetic, titolare in serie A) torna nella massima categoria. Un capolavoro costruito in nove mesi. La campagna acquisti estivi è faraonica: arrivano Abbiati, Fiore, Pancaro e Barone (già nazionali, quest’ultimo addirittura da campione del mondo). Ma anche Comotto (strappato a caro prezzo alla Roma) Di Loreto, Franceschini, De Ascentis e Cioffi. Ad agosto tutti prevedono un Toro nelle parti nobili della classifica. E qui Cairo compie il suo primo errore, anzi, il secondo. Clamoroso. A poche ore dall’inizio del campionato esonera De Biasi e chiama Zaccheroni ad allenare il Toro. Zaccheroni è considerato un grande, ha vinto uno scudetto, ha allenato l’Udinese dei miracoli, il Milan, la Lazio e l’inter. Ma al Toro non funziona. La squadra è costruita per giocare in altro modo, Fiore non va d’accordo con il mister da anni, dai tempi della Lazio, e la squadra perde praticamente sempre. Pancaro, Abbiati e Barone giocano da schifo e la squadra lotta per la retrocessione. Prima ho scritto secondo errore. Si, perchè il primo errore è stato credere che Abbruscato (il suo pupillo) potesse essere un bomber da serie A. A febbraio la decisione: Cairo si cosparge il capo di cenere e richiama De Biasi in panchina. Gianni aggiusta la situazione ed il Toro si salva per il rotto della cuffia. Facendo tesoro degli errori Cairo affronta la seconda stagione di punta. Si affianca ad un manager di presunta qualità (Antonelli) e chiama in panchina Walter Novellino, allenatore di sicuro affidamento. Per la seconda volta consecutiva la campagna di rafforzamento estiva è importante. Rosina, arrivato alla consacrazione, non viene ceduto (nella recente storia del Toro è un caso raro che il fuoriclasse di turno venga confermato) e a rinforzare la squadra arrivano Sereni, Natali, Di Michele, Recoba, Corini, Lanna, Grella, Ventola, Bjelanovic, i promettenti Rubin e Malonga (soffiato alle più grandi squadre europee), Zanetti, Dellafiore e Motta. Tutta gente di qualità, alcuni di grandissimo prestigio. Nessuno (nemmeno i giornali) nasconde speranze europee. La realtà invece è durissima. Novellino colleziona pareggi in serie, la squadra sembra sempre sul punto di decollare ma alla fine del girone di andata la situazione è pessima. L’attacco non funziona, Di Michele, Recoba e Rosina non riescono a coesistere, lo spogliatoio si spacca. A Gennaio, su richieste pressanti dell’allenatore, Cairo acquista (a caro prezzo) Diana e Pisano. Manca purtroppo il colpo importante, manca il bomber che serve alla squadra: Bianchi (dopo un tiramolla infinito) preferisce la Lazio, Cairo licenza virtualmente Antonelli reo di non essere riuscito a portare il bomber bergamasco in granata. Non so se posso imputare questa errore di mercato a Cairo (probabilmente l’errore è di Antonelli) ma la situazione non cambia, dopo un breve fuoco di paglia lo spogliatoio si ribella. A Genova la squadra non gioca e Cairo è costretto ad esonerare Novellino. Ritorna De Biasi che compie il terzo miracolo consecutivo. E’ ancora salvezza. Terza estate e terza rifondazione. Cairo chiama al suo fianco il giovane Mauro Pederzoli, già assistente di Benitez a Liverpool ed esperto di calcio europeo. De Biasi viene confermato in panchina, arrivano in prima squadra tanti giocatori: Amoruso, Pratali, Abate, Dzemaili, Colombo, Saumel e finalmente il tanto atteso bomber, Rolando Bianchi. De Biasi scarica Di Michele, la squadra sembra davvero competitiva e dopo l’esordio favorevole in campionato (3-0 al Lecce e ottima prestazione) tifosi, dirigenza e giornalisti sono concordi nel ritenere il Toro un’ottima squadra. La realtà è ancora una volta diversa dalle speranze. Al due giornate dalla fine del girone di andata la situazione è disastrosa, i tifosi contestano, Bianchi non segna, Rosina è un fantasma. Ed eccoci al quarto errore di Cairo. Il presidente esonera De Biasi e richiama Novellino. Durante il mercato di Gennaio il ‘Mandrogno’ caccia anche Pederzoli e chiama l’esperto Foschi. Una mossa vincente secondo molti. Foschi porta in granata Gasbarroni, Dellafiore e Rivalta. La situazione non migliora, la squadra gioca malissimo e spreca diverse possibilità di riemergere. Bianchi comincia a segnare ma non bastano nemmeno l’esonero di Novellino e l’arrivo al capezzale del Toro malato di Camolese. Il Toro retrocede malissimo, dopo una vergognosa rissa con il Genoa. E siamo al passato recente. La campagna acquisti è gioco forza ridimensionata: arrivano giocatori di categoria come Loviso, Belingheri, Loria, Vantaggiato, Leon, torna di Michele, vengono confermati Bianchi, Gasbarroni, Zanetti, Sereni, Ogbonna, Rivalta, Rubin. L’allenatore è Colantuono, già autore in passato di ottime stagioni. Dopo cinque partite la squadra viaggia alla grande, tutti (e dico tutti) pensano che il Toro possa ammazzare il campionato. Sbagliatissimo. Alla fine del girone di andata la situazione è disastrosa, Colantuono viene esonerato, arriva Petrachi, ritorna Colantuono, va via Foschi e siamo ai giorni nostri. Io sono quattro anni che ad Agosto prevedo un ottimo campionato. E non sono l’unico. E’ per questo che non mi sento di criticare Cairo. Ha sbagliato, diverse volte. Ha sbagliato a non assumere subito un vero team manager, ha sbagliato nella scelta dei direttori sportivi. Con il senno di poi posso dire che ha sbagliato ad investire soldi (tanti soldi) su giocatori affermati ma che alla realtà dei fatti hanno deluso tantissimo: Abbiati, Barone, Di Michele, Pancaro, Fiore, Ventola, Diana, Pisano, Franceschini, Di Loreto, Amoruso e Pratali tanto per citare i primi che mi vengono in mente. Il Toro, data la mancanza di fondi, deve comprare giovani e gente motivata, non il fuoriclasse. E infine Cairo ha sbagliato a parlare troppo. In questo gennaio 2010 però ho visto qualche novità interessante. E’ arrivato un direttore sportivo convinto e deciso, che non ha avuto problemi ad allontanare le mele marce, è arrivato il team manager (Giacomo Ferri) che i tifosi volevano, un team manager grintoso con un passato da giocatore e allenatore del Toro, la società ha sposato la linea della grinta e dei giovani. Sono ottimista, vedo uno spiraglio. Spero, questa volta, di non sbagliarmi. Sarò un illuso, ma credo ancora nella promozione diretta. Forza Toro, nel cuore e nell’anima.
Ho letto le prime critiche. Credo che siano ingiuste. Apple ci presenta, per l’ennesima volta, il futuro. E’ la fine del mondo per come lo conosciamo, è l’ennesima rivoluzione della casa di Cupertino. Esattamente quanto mi aspettavo, esattamente quanto volevo. Il tempo darà ragione all’iPad; sono pronto a scommettere.
Finalmente è il giorno dell’iPad (se così si chiamerà). Se ne parla da mesi, da anni forse. E questa sera Steve Jobs svelerà al mondo la rivoluzione Apple. Le voci ed i rumors sono ormai assordanti, sarà davvero così innovativo e splendente? Ho il terrore che possa essere un bluff, ma ho l’idea che sarà davvero qualcosa di grandioso. Io sono pronto.

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