

La nuova fiera di Milano (che però si trova a Rho) mi affascina, mi sorprende. Ci sono andato in diverse occasioni e mi sono sempre perso nelle azzardate costruzioni che accompagnano e sovrastano i padiglioni espositivi. In occasione dell’ultima visita mi sono ritagliato un po’ di tempo per scattare qualche foto ‘architettonica’: ho aspettato le ultime ore della sera e ho provato a riprendere questa strana specie di dirigibili che aggiungono all’intera zona un’aria di stravaganza extraterrestre. Il cielo era azzurro intenso e l’assenza di nuvole per una volta mi ha favorito (le foto sembrano quasi astratte). Ho diverse fotografie di questo strano reportage ma ho scelto queste due perchè rispetto al resto del gruppo mi sembra rendano meglio l’idea di ‘Spazio, ultima frontiera‘.

The Gherkin (il cetriolo)(vero nome 30 St Mary Axe) è uno dei palazzi più conosciuti al mondo: è stato progettato da Norman Foster (sempre lui) ed è stato inaugurato il 28 Aprile del 2004. Quando sono andato a Londra (Aprile 2007) volevo fotografarlo in modo diverso, non canonico: ho girato intorno ‘al cetriolo’ per qualche minuto e all’incrocio con Bury Street ho avuto l’idea di scattare una foto dal basso verso l’alto includendo in contrapposizione l’edificio a fianco. Il cielo era perfettamente sereno (anche a Londra non riesco a trovare nuvole scenografiche) e questo mi ha permesso di creare una composizione pulita, quasi scientifica. Un altro posto in cui tornare.

Questa che vedete nella foto è l’interno della cupola che domina il Reichstag a Berlino. E’ un’immagine quasi d’epoca, risale infatti al dicembre 2003, ed è scattata con una compatta, la Ixus 400. La Reichstag Dome, così viene chiamata, è molto fotogenica: è una costruzione ardita di specchi e vetri e nonostante lo stile moderno non contrasta, anzi incorona, la maestosità del palazzo ristrutturato alla fine del secolo scorso da Norman Foster e che oggi è sede del parlamento tedesco. Ricordo ancora molto bene di aver sfruttato gli specchi della colonna centrale per scattare diversi autoritratti; ci scriverò un post, un giorno… :)


Il Santuario d Vicoforte è una delle chiese più importanti del Piemonte e la ‘sua cupola a sezione ellittica è la più grande di tale forma al mondo’. E’ bellissima e molto teatrale. Per il sottoscritto rappresenta qualcosa di importante: qui sono venuto con la mia prima gita scolastica e parliamo di circa trent’anni fa. Ho scattato queste foto la settimana scorsa, dopo le recenti nevicate che hanno ‘flagellato‘ la zona: era un giornata limpida e le nuvole, scenografiche, mi hanno aiutato molto. Ho contrastato tantissimo, al solito, e saturato leggermente l’azzurro del cielo. Mi piace così.

Ho passato qualche giorno a Firenze e vorrei dedicare questa settimana al capoluogo toscano. E inizio con il municipio, Palazzo Vecchio, probabilmente il simbolo della città. E’ una foto tradizionale, da cartolina, però mi piace per un motivo particolare: ho scattato questa foto dalla terrazza del bar del museo degli Uffizi. Il bar si trova all’ultimo piano, rivolto verso piazza della Signoria, e questo mi ha permesso di avere una visuale diversa di Palazzo Vecchio, molto ravvicinata. La Torre di Arnolfo è centralissima, fondamentale nella composizione, e sembra dirigersi verso le nuvole (per una volta ho trovato un cielo quasi perfetto): questo regala alla foto una sorta di dinamica, di movimento, che la rende un po’ diversa dalla solita foto/ricordo/cartolina. Ho scattato a ISO 50 pur sapendo che il sensore Canon rende meglio a ISO 100. Un errore con le rotelline. :)

Domenica pomeriggio ho visitato per la prima volta (non ero mai arrivato nemmeno al cancello d’entrata) la Chiesa Russa Ortodossa di Sanremo. Non avevo tanto tempo a disposizione e quindi ho fatto partire il cronometro per la cronosfida. Il biglietto d’ingresso costa un euro e serve per finanziare i lavori di restauro. Soldi spesi bene. L’interno non è niente di straordinario (tantissime icone) ma sono comunque riuscito a trovare due foto interessanti: due controluce particolari: la vetrata absidale e l’oculo. Non sono immagini particolarmente tecniche (basta calcolare l’esposizione sul punto più luminoso) però l’effetto è incredibilmente d’impatto. La cover della cronosfida invece riprende le tre cupole visibili da via Nuvoloni: rispetto alle due immagini interne (che non hanno praticamente nessuna correzione) è post-prodotta un po’ tantino: ho lavorato molto sul contrasto e sulle saturazione. Mi piace. Ed esco vincente anche da questa cronosfida. :)
RULES:
Choose camera, lens and location.
Have a few minutes walk around and then no more than 15 minutes to shoot 3 good pictures.
It’s a lot of fun, a challenge against yourself and the clock.
added rule #1 – shoot as much as you like, just keep the best three.
added rule #2 – if you don’t take 3 good pictures, the challenge is lost.
![Chiesa Russa Ortodossa [vetrata absidale]](http://farm8.staticflickr.com/7031/6461678689_84bc14a123.jpg)
![Chiesa Russa Ortodossa [oculo]](http://farm8.staticflickr.com/7145/6461677765_01fa1c26e0.jpg)
La chiesa russa di Sanremo, in bellissimo stile bizantino, di una armoniosa sveltezza ed eleganza nelle linee, comprende tre corpi di fabbrica in comunicazione fra loro: la chiesa propriamente detta, a forma rettangolare, è composta dalla grande navata riservata ai fedeli, dall’abside disposta ad emiciclo, dall’iconastasi posta fra le due e separata dalla navata da tre grandi porte, delle quali la centrale, o porta dello Czar, è chiusa mediante un cancello di ferro, alto un metro, ed il passaggio per essa è vietato da chicchessia, havvi per la sacristia che racchiude gli oggetti di uso sacro.

Questo è il Santuario della Madonna dei Boschi a Boves e questa è la mia prima cronosfida. La cronosfida è una gara contro il tempo e contro se stessi. Si sceglie luogo e lente. Si può fare un giretto perlustrativo di qualche minuto e poi parte il cronometro. In quindici minuti si devono portare ‘a casa’ almeno tre immagini di qualità; in caso contrario la sfida è persa. Per la prima ‘vera‘ cronosfida ho scelto un obbiettivo semplice, almeno così pensavo. Riuscire a scattare qualcosa di interessante al Santuario di Boves non è stato affatto facile; mi sono arrampicato sugli specchi, ho tirato fuori le unghie per non cadere ma credo che alla fine io possa dire di aver vinto la sfida. Questo tipo di gara non è farina del mio sacco ma una mia versione riveduta e corretta dell’originale cronosfida dell’amico MaranzaMax. E onore al merito.
RULES:
Choose camera, lens and location.
Have a few minutes walk around and then no more than 15 minutes to shoot 3 good pictures.
It’s a lot of fun, a challenge against yourself and the clock.
added rule #1 – shoot as much as you like, just keep the best three.
added rule #2 – if you don’t take 3 good pictures, the challenge is lost.



E con questa foto concludo il mio periodo ‘ammericano’. Non è una scelta casuale. E’ Times Square, la mia ultima parentesi newyorkese, forse una delle piazze (se così possiamo definirla) più celebri del mondo. Times Square è davvero particolare: luci, insegne, gente, tantissima gente, negozi incredibili, locali sfavillanti. E’ una specie di paese dei balocchi, una festa a qualsiasi ora del giorno e della notte. Per scattare questa foto sono salito in cima al palco voluto dal sindaco Bloomberg: era pomeriggio ma il tempo tendeva al brutto e quindi (per ottenere profondità di campo) ho dovuto alzare gli ISO a 400. E’ un’immagine pesantemente ritoccata nei colori e nei contrasti, esasperati all’estremo per ottenere un effetto tipo HDR; cercavo questa resa per enfatizzare le luci e l’intensità di Times Square.
![Feininger's World [variations]](http://farm7.static.flickr.com/6169/6167515072_73c9328959_z.jpg)
Non è bellissimo forse, ma sicuramente mi ha ispirato molto. Di tutte le foto che ho scattato a New York le mie preferite sono quelle dedicate al ponte di Brooklyn, forse il ponte più famoso del mondo. Anche in questa immagine ho cercato la simmetria perfetta (la bandiera e la striscia bianca sono assolutamente centrali) per rendere la composizione gradevole, ho contrastato tanto e infine ho inserito un filtro colorato per enfatizzare il colore del cielo e delle travi del ponte. Il titolo? E’ complicato da spiegare, impossibile, però per capire potete cercare fra le opere di uno dei più grandi fotografi di sempre: Andreas Feininger.


Ho subito pensato che fosse più bello sulla carta delle chewing-gum che nella realtà (gustolungo). E il confronto con il Golden Gate è davvero impietoso. Ma nonostante tutto il ponte di Brooklyn ha un certo fascino; forse è la bandiera Ammericana che sventola in alto, forse le travi di legno, forse la vista su Manhattan, forse il traffico che scorre sotto i tuoi piedi. Nella prima foto (Perspective) ho decentrato leggermente verso destra e inserito i grattacieli di Manhattan sullo sfondo, nella seconda (Funambulist) ho dato ampio risalto al cielo, saturato molto, centrato perfettamente l’immagine e variato con un lampione sulla sinistra.
Title originally chosen by Ivan Crema e Minchi.

Ho scattato questa foto quasi casualmente; ero sul traghetto che mi riportava a Manhattan, avevo ormai esaurito la vena artistica dedicata alla Statua della Libertà quando mi sono trovato in questa combinazione: Manhattan, Statua e Traghetto. Ho centralizzato il simbolo di New York e aggiunto in post-produzione un’effetto ‘tipo‘ fish-eye (non esasperato). Tutto qui. Mi sembra possa funzionare.
Title originally chosen by Maxime

Il Guggenheim di New York è certamente uno dei musei più conosciuti al mondo. E probabilmente il più discusso. E’ stato progettato dal celebre architetto americano Frank Lloyd Wright e deve la sua fama alla forma circolare che lo contraddistingue. Personalmente ho deciso di visitarlo dopo aver visto la sparatoria del film ‘The International‘ anche se in realtà le scene riguardanti il Guggenheim (interni) sono girate in uno studio allestito appositamente. Riuscire a fotografare l’opera di Wright senza cadere nello stereotipo è un’impresa praticamente impossibile (o quasi). Ho deciso quindi di concentrarmi classicamente sulla struttura circolare, eliminare i colori e contrastare al massimo le ombre. E devo ammettere che ‘mi piace’.

Questa foto non ha un titolo fantasioso, e nemmeno ricercato. Il titolo è semplicemente ciò che raffigura. Questa lastra di marmo nero riporta i nomi dei caduti della guerra del Vietnam: è un memoriale, un ricordo, un monito. Sono rimasto diverso tempo ad osservarlo, in silenzio, come tutti. Una donna piangeva, inginocchiata, con le mani appoggiate alla lastra. Ho visto il mio volto riflesso nel marmo lucido; e il riflesso ti costringe a riflettere. A pensare. E forse dovremmo tutti pensare un po’ di più.

La nebbia e il Golden Gate. Nella mia testa avevo sempre l’idea fissa del ponte di San Francisco circondato dalla celebre FOG. Ho scoperto che non si tratta di una fantasia: il celebre ponte rosso è davvero sempre e comunque circondato dalla nebbia. E’ un fenomeno metereologico tipico della zona soprattutto nella bella stagione; correnti calde, correnti fredde. Anche se definire bella stagione l’estate di San Francisco è davvero un eufemismo. Queste immagini sono scattate dal traghetto che giornalmente porta i turisti sotto il ponte: ho aggiunto un leggero effetto cromatico (leggero mica tanto) perchè… non lo so perchè. Mi piaceva il risultato un po’ cross-processing.

