Natale 2008: tre immagini

In questi giorni senza connessione le mie avventure per la rete sono molto sporadiche; fortunatamente è Natale è l’occupazione principale è mangiare (e dormire). Mi limito ad una veloce lettura dei feeds, a qualche scorribanda su FaceBook e alla posta elettronica. Ho deciso di salvare tre immagini che in questi giorni mi hanno colpito e divertito. A sinistra potete ammirare terra vista dalla luna, immagine scattata il 24 dicembre 1968: la prima foto del nostro pianeta visto dal satellite. Poi un’immagine divertente che ben rappresenta la crisi economica e, per finire, il messaggio di auguri più bello che ho ricevuto: Elisabetta è in Brasile, per lei non è certo un bianco Natale.

La Terra vista dalla luna: 24/12/1968Anche Babbo Natale sente la crisi Elisabetta Madotto saluta dal Brasile

In alto la mano

Anche io ho deciso di alzare la mano. Mi piaceva l’idea della foto. Se si alza una mano poi si alzano tutte. E adesso sparateci tutti. Il progetto è curato da Speranza Castillo: si tratta di una mostra che verrà allestita al teatro san Ferdinando di Napoli dove si chiuderà la tournée teatrale dello spettacolo Gomorra (dal libro di Roberto Saviano). Hanno già partecipato molti personaggi celebri (tra cui il sottoscritto). Alziamo tutti la mano a favore della legalità.

In alto la mano

* Via Artista1969.

Happy Halloween

Quando l’orto di tuo padre produce una zucca di 26 chili è davvero un peccato non sfruttarla per la festa di Halloween. Purtroppo non sono a casa e quindi devo inserire velocemente questa foto in bassa qualità scattata con una compatta. Al mio rientro ho tutta l’intenzione di sostituirla con qualcosa di più interessante. E auguro a tutti un ‘Happy Halloween‘. Mentre a chi preferisce la tradizione auguro semplicemente un buon fine settimana.

Happy Halloween

Un ottimo Rum Cooler

Rum coolerIl venerdì è il giorno ideale (comincia il fine settimana dedicato alle serate nei locali) per parlare del mio cocktail preferito: il Rum Cooler. Ho visto e bevuto mille versioni di questo intruglio e sono arrivato alla conclusione che il Rum Cooler definitivo non esiste. Dopo diversi tentativi però sono riuscito a trovare una formula soddisfacente per il palato. Ecco l’occorrente per preparare questo delizioso nettare:

  • 4 cucchiaini di zucchero di canna
  • 1/2 lime tagliato in 6
  • 8/10 rum cubano (il mio preferito è il Barcelo Imperial)
  • 2/10 ginger ale
  • 2 fette di arancia

Pestate il lime e l’arancio insieme allo zucchero di canna, amalgamate molto bene, riempite di ghiaccio tritato sino all’orlo del bicchiere, aggiungete il rum e successivamente il ginger ale. A questo punto appoggiate il bicchiere dentro lo shaker, mescolate con violenza e quindi girate nuovamente il bicchiere. Servite con due cannucce ed una fetta d’arancia. Il discorso shaker è molto complesso: c’è chi preferisce rovesciare l’intero contenuto, chi invece lo utilizza come tappo per mescolare meglio gli ingredienti dentro al bicchiere. Altri non usano lo shaker ma girano semplicemente con un cucchiaino. Io preferisco la via di mezzo (shaker come tappo), in quanto permette di amalgamare al meglio ginger ale e rum, e al tempo stesso conserva lo zucchero compatto in fondo al bicchiere. La parte migliore di questo cocktail è infatti degustare il pestato (con la fetta di arancio, il lime ed il sapore del rum) con un cucchiaino, il tutto dopo aver rovesciato delicatamente il ghiaccio tritato nel posacenere.

Dagli al negro. Razzista!

Il sindaco di Cantù, Tiziana Sala, ha attivato un numero verde per permettere ai cittadini, anche in forma anonima, di denunciare immigrati extracomunitari clandestini. E si parla di razzismo. Fin troppo facile, automatico, fisiologico. Dagli al negro. Gli extracomunitari non sono di colore per legge: possono essere anche cinesi; lo dice la parola stessa: “fuori dalla comunità Europea”. Gilioli esprime la sua opinione, razzista, di parte e qualunquista. Da Milano probabilmente. Forse i Canturini si sono stancati di pagare le tasse anche per migliaia di extracomunitari (non per forza di colore) che, entrati clandestinamente in Italia, lavorano in nero e pagano in nero. Le colpe di questo gioco al massacro non sono certamente loro, è palese, ma le leggi in Italia sono chiare e vanno rispettate. Bianchi, neri, gialli. Tutti devono rispettarle. Senza distinzione. Con ogni probabilità il metodo adottato dal sindaco di Cantù non è il più elegante: ma se funziona e permette di risolvere la situazione, allora, ben venga.

Qual è, sempre e comunque

Ultimamente mi capita di leggere sempre più di frequente qual’è. E’ sbagliato. Anche WordPress mi segnala l’errore con una bella riga rossa. Perché si scrive senza apostrofo? E’ molto semplice: si tratta di una troncatura e, come la grammatica italiana insegna, le parole troncate non richiedono apostrofo. La seconda domanda è più difficile: perché è una troncatura e non un’elisione che notoriamente non richiede l’apostrofo? Si ha una troncatura quando la parola che perde l’ultima lettera viene utilizzata davanti ad una consonante senza la lettera finale. ‘Qual buon vento ti porta’ e non ‘Quale buon vento ti porta’ giusto per fare un esempio. Ultimamente il poco utilizzo di ‘qual’ ha fatto crescere la corrente di chi ne considera arcaico l’utilizzo; la grammatica però non conosce la moda, a me piace definirla una scienza ‘quasi’ esatta. Si evolve certo, cambia, si migliora: ma non per vezzo. In conclusione si scrive qual è. Senza apostrofo.

“Che si scriva un uomo e non un’uomo, un enorme peso e invece un’enorme ingiustizia è una distinzione non fondata sulla fonetica ma sulla schematizzazione dei grammatici. Distinzione artificiale è perciò quella fra “troncamento” e “elisione”, ma una volta che questa distinzione si accetti, ne discende come un corollario ineluttabile che si debba scrivere senza apostrofo tal è, qual è…”. (Bruno Migliorini)

Concludo questa lunga e noiosa disquisizione grammaticale citando due poeti, due scrittori che hanno fatto la storia d’Italia.

Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno Canto I
E qual è quei che volontieri acquista,
e giugne ‘l tempo che perder lo face,
che ‘n tutti suoi pensier piange e s’attrista;
tal mi fece la bestia sanza pace,
che, venendomi ‘ncontro, a poco a poco
mi ripigneva là dove ‘l sol tace.

Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, Capitolo XXV
E non sapete voi che il soffrire per la giustizia è il nostro vincere? E se non sapete questo, che cosa predicate? di che siete maestro? qual è la buona nuova che annunziate a’ poveri? Chi pretende da voi che vinciate la forza con la forza? Certo non vi sarà domandato, un giorno, se abbiate saputo fare stare a dovere i potenti; che a questo non vi fu dato né missione, né modo. Ma vi sarà ben domandato se avrete adoprati i mezzi ch’erano in vostra mano per far ciò che v’era prescritto, anche quando avessero la temerità di proibirvelo.

Quattro Aforismi

Avevo salvato questi 4 aforismi molto tempo fa in un file txt di una vecchia cartella. Sono riuscito a recuperarlo mettendo in ordine sull’Hard disk e siccome mi dispiace perdere tanta saggezza ho deciso di pubblicarli qui. Certo, mettere sullo stesso piano Raffo (ma chi è?), Kennedy, Muhammad Alì ed Enstein è forse un’offesa, ma il mondo è destinato a cambiare.

“Qualcuno dovrà togliere il tuo blog da questa pesante aura di pseudo-intellettualismo piccolo borghese e avvicinarlo alla casalinga di Voghera. Quel qualcuno sono io” (Raffo)

“La teoria è quando si sa tutto e niente funziona. La pratica è quando tutto funziona e nessuno sa il perché. Noi abbiamo messo insieme la teoria e la pratica: non c’è niente che funzioni… e nessuno sa il perché!” (Albert Einstein)

“Un uomo che osserva il mondo a cinquanta anni allo stesso modo in cui l’ha fatto a venti, ha sprecato trenta anni della sua vita.” (Muhammad Alì)

“C’è chi guarda alle cose come sono e si chiede perché. Io penso a come potrebbero essere e mi chiedo: perché no?” (R.Kennedy)

RSS e Vacanze

Finalmente per il sottoscritto sono iniziate le vacanze; complice qualche problema sul lavoro sono iniziate con sette giorni di ritardo. Ma non mi lamento, meglio tardi che mai. Sarò in ferie sino alla fine del mese e quindi gli aggiornamenti saranno rarefatti. In questi giorni mi sono innamorato di questi cocktail RSS proposti da Gioxx: bellissimi. E quindi mi permetto di suggerirvi di iscrivermi al mio feed RSS: è gratis. è bello, è giusto. Buone Vacanze.

RSS e Vacanze

Il mulino di Philippe Starck

Il mulino di Philippe StarckIl problema energetico è grave; forse non è sentito come il problema sicurezza di cui tanto si parla, ma se guardiamo al futuro ci troviamo di fronte tanti interrogativi e nessuna risposta. Manca l’energia e l’unica soluzione attuabile sono le fonti rinnovabili: sole e vento su tutte. Purtroppo lo sfruttamento di queste energie non è facile, è decisamente costoso e spesso (anzi sempre) produce risultati deludenti. Io sono un fedele assertore dell’eolico, ma dati alla mano sembra che i costi siano eccessivi. Per risolvere il dilemma scende in campo Philippe Starck con il suo mulino a vento domestico: si tratta di un oggetto di design, chiamato ‘Eolienne’, da piazzare sul tetto (vicino alla parabola) e che dovrebbe fornire, secondo quanto promesso dal designer francese, anche l’80% dell’energia elettrica necessaria per una abitazione. Starck parla di design al servizio dell’ecologia e alla portata di tutte le tasche; io invece penso che si tratti di una trovata pubblicitaria niente male, per vendere un oggetto inutile. I problemi per l’utilizzo dell’Eolienne sono tantissimi, soprattutto in Italia, e credo che tutto si risolverà in una bolla di sapone. Dico ciò sapendo che questo post potrà essere riesumato fra cinque anni, quando tutti avremo sul tetto il mulino a vento firmato Philippe Starck e anche le sue copie cinesi. Il progetto mi sembra solo pubblicitario ma la strada intrapresa (Starck non è il primo che parla di case indipendenti sotto il profilo energetico) è forse quella giusta.

Le pantofole di Flavio

Come molto di Voi sapranno (impossibile non esserne a conoscenza) sabato scorso Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci sono convolati a giuste nozze. Io posso capire che le iniziali siano eleganti e che la comodità è aspetto fondamentale di qualsiasi tipo di calzatura, ma mi chiedo: con tutti i soldi che avrà speso non è riuscito a trovare un paio di scarpe più consone ad un matrimonio? :|

Le pantofole di Flavio

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Pietre e Galeazza
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