Il senso di Cuneo per la neve

Ad Imperia la neve è sempre un evento straordinario. Crea confusione e allarme. Ad Imperia la neve arriva sempre in notturna (di giorno la temperatura non scende mai sotto lo zero) e, per noi bambini, significava la chiusura delle scuole il mattino successivo. Ed era grande festa. Mi ricordo che una volta avevo ammirato la neve scendere quasi tutta la notte, poi al mattino mi ero alzato per costruire il pupazzo di neve (beata ingenuità) ma con grande sorpresa, e delusione, della neve nemmeno l’ombra; erano bastati i primi raggi di sole per sciogliere completamente il manto bianco. Nei giorni scorsi pochi centimetri di neve hanno mandato in tilt le grandi città del Nord (anche Imperia tanto per dire): incidenti, scuole chiuse, traffico impazzito, lamentele, crisi isteriche. Ma Cuneo è diversa. Cuneo ha un senso tutto particolare per la neve. E’ una festa e tutti sono preparati all’evento. La città cambia di colore ma non cambiano le abitudini dei Cuneesi; il traffico scorre lento ma non isterico, tutte le macchine sono fornite di gomme da neve, i mezzi antineve sono sempre pronti e si sentono nell’aria un’euforia e una tranquillità straordinari. I locali sono aperti, i negozi sono aperti e le scuole non si sognano nemmeno di chiudere. Tutto scorre come al solito, forse più lentamente, la neve rallenta e distende i nervi quasi come fosse un tranquillizzante naturale. Io non avevo mai vissuto la neve in città (non così tanta comunque) e mi sono adeguato al ritmo della Granda: gomme da neve montate, raschietto, antigelo, tranquillità. Sono uscito per andare a cena fuori: per l’occasione mi sono portato la classica pala da neve e sono stato costretto ad utilizzarla per liberare la macchina. Mi sono anche divertito: guidare sulla neve alle due di notte con le strade ancora bianche (e deserte) è stata un’esperienza elettrizzante. Guardare le immagini in televisione e ridere dei Milanesi e dei loro problemi con la neve mi ha fatto sentire davvero superiore. Perché NOI Cuneesi abbiamo la neve nel DNA!! :-D

La quiete...

Cuneo – Mondovì

Da quando ho iniziato a lavorare a Mondovì sono costretto a percorrere la statale che collega le due città piemontesi del titolo due volte al giorno. E’ una strada con tantissimi incidenti, spesso mortali. Una strada assassina. E la cosa non mi stupisce affatto. E’ una strada a scorrimento veloce, poche curve, tanti rettilinei, una sola corsia per senso di marcia. Il limite è quasi sempre 90 km/h tranne quando si passa dei centri abitati (sono tre: Beinette, Pogliola e Pianfei anche se quest’ultimo praticamente non si vede) dove il limite scende drasticamente. Io abitualmente viaggio molto spedito, non di rado mi trovo a superare la soglia dei 100 km/h, eppure vengo superato di continuo. Questa mattina mi ha superato un Ducato: velocità stimata del mezzo 140 km/h. Io non sono abituato a queste strade, arrivo dalla tortuosa Liguria dove raramente si incrociano rettilinei, e quando leggo sul giornale di incidenti e di pericolosità della statale rimango allibito: andare un pelo più piano è così tragico?

Quando muore un amico…

Ho appreso la notizia per telefono. Martedì poco prima di pranzo. Non mi era mai capitato di perdere un amico. Mauro era poco più giovane di me ed era molto diverso dal sottoscritto; scherzando lo chiamavo ‘Tamauro‘ per via di quel suo modo un po’ tamarro di intendere la vita. Gli amici invece lo chiamavano Maurunen, perchè amava sgommare con la macchina sulla neve fresca (da Vatanen, celebre pilota di rally finlandese). Insieme abbiamo passato tanti momenti, una quantità innumerevoli di partite a calcio: entrambi decisamente poco dotati tecnicamente eravamo soliti ‘insultarci’ durante e dopo le partite. E dopo a bere una birra, tutti insieme. Non eravamo amici per la pelle, ma con lui mi sono sempre divertito. Ho ancora nella mente una cena, a San Lazzaro Reale: tutti i miei amici ricordano quella cena. Tantissime risate e lui che buttava i bicchieri per terra. Mauro era un grandissimo appassionato di elettronica: si era ‘divertito‘ a montare gratis tutte le autoradio del gruppo; la sua era sempre la più bella, la più potente. Il suo arrivo era annunciato dal woofer a distanza di diverse centinaia di metri. A ricordare certi momenti mi viene fuori un sorriso appena accennato, amaro. Che tipo che era Mauro. Mi ricordo quando collegai la Canon 5D alla sua autoradio: le foto in macchina dopo pochi secondi; sempre all’avanguardia. Oggi non riuscirò a nascondere le lacrime e non ci riesco nemmeno in questo momento. Buon viaggio Mauro.

Mauro al matrimonio di Sergio e FedericaMauro al matrimonio di Sergio e Federica

Le foto si riferiscono al matrimonio di Sergio e Federica: Gennaio 2005. Mauro è alla guida nella prima foto e alla mia destra nella seconda. Quel giorno collegai la mia fotocamera alla sua macchina (mediante USB) e riuscimmo a mostrare le foto agli sposi, praticamente in tempo reale, sullo schermo da 5″ dell’autoradio!!

Tragedia e Terremoto

Il Terremoto è qualcosa di tragico. E’ una catastrofe che ti lascia senza possibilità di replica. Arriva inaspettato ed inatteso (quasi sempre), distrugge tutto e sparisce, lasciando un eco del suo passaggio. Ti senti impotente, non puoi combattere. Oggi ho visto mia madre piangere davanti alla televisione; case distrutte, città intere rase al suolo, morti, macerie, paura, disperazione. Io ho una paura fottuta del terremoto. Ho già vissuto una situazione del genere: il silenzio irreale, i vigili del fuoco che chiamano i dispersi, le macerie. Non era un evento sismico ma un crollo. Il terremoto è diverso, è peggio. Ho sentito che la scossa è durata quasi un minuto; un minuto è un tempo eterno. In quel minuto ti senti impotente, minuscola e insignificante come un moscerino. Il terremoto ti mette in ginocchio e rialzarsi è difficile. Il buono (se esiste) è che nella tragedia tutti lasciano da parte gli interessi personali e l’egoismo (cioè, quasi tutti) e la catena di solidarietà e soccorsi diventa efficiente e funzionale. Il mio pensiero adesso va a chi deve ripartire da zero, a chi si ritrova senza un tetto, senza una casa, senza niente. E questo il momento di utilizzare le risorse (enormi) dello stato senza guardare in faccia a nessuno, senza considerare niente, pensando semplicemente ad aiutare gli abitanti delle zone colpite.

Io sto con Gabriella

La vicenda Gabriella Carlucci contro Luciano Maiani (una famosa soubrette contro un famoso scienziato) è ormai diventata argomento di discussione anche nei peggiori bar di Montebelluna. Il campo di battaglia è importante, pubblico, e adesso si parla di ‘Carlucci contro Resto del Mondo’. Sempre che a scrivere sia proprio l’onorevole della mela verde. Io mi sento in dovere di difendere la povera Gabriella. Per tanti motivi, su tutti per una questione morale. Lei esprime le sue opinioni, giuste oppure sbagliate che siano: non capisco perché si debba offenderla; criticare si, offendere no. L’Italia è il paese delle truffe, dei concorsi truccati, delle raccomandazioni e delle amicizie importanti: la Carlucci sostiene che la nomina di Maiani a direttore del CNR sia truccata e ingiusta. Perché tutti si scandalizzano? Perché queste reazioni così stizzite da parte del mondo scientifico? La procedura non è proprio limpida e trasparente, anzi, e tutti sappiamo come funzionano certe cose nel nostro paese. Colui che ha il compito di proporre la nomina è Giorgio Parisi, amico e collaboratore di lunga data di Maiani. A pensare male si fa peccato ma… Sempre la Carlucci sostiene che il periodo di presidenza di Maiani al CERN sia stato un fallimento e abbia causato un buco finanziario di 510 milioni di euro. Per sostenere questa tesi pubblica articoli di Nature che accusano apertamente Maiani. Nessuno smentisce. Puoi essere il miglior fisico del mondo, il più intelligente, il più ammirato, ma se la tua azienda rischia il tracollo finanziario forse è meglio che a dirigerla vadano altri. Per concludere. Ho idea che la Carlucci venga insultata e ’svergognata’ solo per un discorso di immagine: spettacolo contro scienza. Non credo sia corretto un atteggiamento del genere, forse sarebbe meglio valutare tutti i fattori prima di schierarsi. E poi oggi è la festa della donna… :)

Il Blog di Gabriella Carlucci

  
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