Eluana è morta. E io sono contento. Perché 17 anni in stato vegetativo non sono vita. Sono contento per il papà di Eluana, che ha dovuto soffrire davvero troppo e che, in questo momento, merita il silenzio che chiede. Forse adesso, dopo una lunga pausa di riflessione, si potrà discutere con calma e si potrà tornare a parlare di eutanasia; una parola molto discussa e, soprattutto, discutibile. Si potrà parlare con calma, e senza strumentalizzazioni politiche, di un argomento difficile e che colpisce il cuore di tutti. Perché tutti ci siamo immaginati nella situazione del signor Englaro e tutti (o quasi) abbiamo capito che certe decisioni devono essere prese nella cerchia degli affetti più cari. Le istituzioni politiche e religiose non possono e non devono interferire. E’ facile parlare seduti in parlamento oppure dal pulpito di una chiesa, è facile disporre della vita degli altri; ma fra noi, fra tutti noi e il signor Englaro ci sono 17 anni di sofferenze, 17 anni di prigionia, 17 anni al capezzale di una figlia morta. Nessuno può capire e nessuno deve nemmeno provare a capire. Ed è giusto che sia lui a decidere, nessuno può e deve sostituirsi alla persona che ha sofferto per 17 lunghissimi anni. E adesso deve calare il sipario su questa vicenda triste; il caso di Eluana è servito a farci riflettere e, spero, a farci capire. Facciamoci sentire, andiamo avanti e voltiamo pagina.
Creare (e cogliere) provocazioni è arte. E’ capacità, intelletto, velocità di esecuzione, fantasia, classe, conoscenza del mondo, capacità di vedere oltre. La foto che vedete qui a sinistra è la pubblicità della nuova Unità, diretta da Concita de Gregorio, firmata dal grande Oliviero Toscani. E’ una straordinaria opera d’arte; Toscani cita se stesso e al tempo stesso provoca e colpisce. Provoca le donne abbinando l’immagine della minigonna, simbolo della rivoluzione femminile, al nuovo format del quotidiano; un format coraggioso, sorprendente e minimale. Colpisce gli uomini con un’immagine che attira l’attenzione, due gambe e un fondoschiena che fanno girare lo sguardo e portano gli occhi ad osservare quel giornale così giovane, moderno e indomabile. Ne parlo io, ne parli tu, ne parla lei, ne parlano loro: il passaparola si muove velocemente e hai ottenuto il risultato che volevi. VENDERE. Si, signori e signore, lo scopo dell’organo di stampa ufficiale del Partito Comunista è VENDERE; siamo finalmente entrati nel presente e abbiamo aperto le porte al consumismo tanto caro alla Destra atlantica. E adesso ho proprio voglia di vedere cosa c’è scritto sulla nuova Unità diretta da Concita de Gregorio. Corro in edicola.
La squadra di governo di Berlusconi ha ricevuto critiche da tutte le parti; molte di queste critiche sono giuste, altre meno. Poche scelte di Berlusconi hanno ottenuto maggioranza di consensi: fra queste c’è sicuramente la nomina a Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione di Renato Brunetta. Brunetta è forse il ministro con le migliori credenziali fra quelli scelta dal Berlusca. Non è bello, non è alto, non fa pompini (almeno penso) ma è particolarmente intelligente. E subito si è messo all’opera, le sue scelte hanno creato polemiche, consensi, problemi, stupore. A me piace definirle scelte innovative, ma del resto chi poteva attuarle se non il ministro dell’Innovazione? E quando metti le persone giuste al posto giusto i risultati si vedono: nello scorso mese di luglio la lotta contro i fannulloni statali voluta dal ministro ha cominciato a dare i suoi frutti: le assenze per malattia sono diminuite del 37%, 25000 dipendenti statali in più al lavoro. Cifre impressionanti che fanno riflettere, e tanto. E bravo Renatino. Complimenti e avanti così: da quando sono nato sento gli italiani lamentarsi del pubblico servizio; questa è la strada giusta per ottenere un’amministrazione finalmente efficiente.
Questa mattina la notizia più importante secondo Repubblica e Corriere: inflazione alla stelle e prezzo della pasta aumentato del 25%. Importante. Subito dopo mi sono visto costretto ad assistere ad uno spettacolo indecoroso: Studio Aperto. Nei titoli, ovviamente, non si parla dell’inflazione. Le notizie più importanti, secondo il notiziario di Italia Uno, sono state nell’ordine: invasione di extracomunitari a Pantelleria (problema sicurezza ed immigrazione in primo piano), le vacanze degli Italiani, esodo vacanziero, Italia nella morsa di afa e temporali, il branco violenta una ragazza a Firenze (sicurezza sicurezza sicurezza), Alitalia. Quindi, finalmente, uno spazio di circa sette secondi dedicato all’aumento dei prezzi. Nessun servizio: semplice notizia, veloce, letta a voce, grafica con i dati statistici sullo schermo. Niente di nuovo e straordinario, non mi stupisco.
Come tutti sappiamo le cose in Italia non funzionano molto bene. La crisi economica è evidente, l’inflazione alle stelle: i prezzi continuano a salire e la situazione finanziaria del paese è, dicono, drammatica. E cosa fanno in parlamento? Discutono degli insulti di Bossi all’inno di Mameli (con Veltroni che chiede spiegazioni direttamente al presidente del consiglio) e dell’immunità delle alte cariche dello Stato (4 persone). Il tutto, ovviamente, pagato dai cittadini.
Non esiste niente di più assurdo della politica e niente di più assurdo della faziosità in politica. In Italia abbiamo finalmente un ministro donna: è giovane, laureata in giurisprudenza, ha un blog, è bella, forse troppo bella. Che se fosse in Svezia diremmo quanto ‘cazzo’ sono avanti gli svedesi. E invece è italiana, di Salerno. Ma non è questo il problema, il problema vero è che Mara Carfagna è di destra. E’ con Berlusconi. E allora insultiamola a prescindere, qualunque cosa dica, qualunque cosa faccia. Sono anni che auspichiamo blog personali tenuti da politici, su cui magari confrontarci, e lasciare suggerimenti, e lasciare idee. Il blog del ministro delle pari opportunità non è un blog di approfondimento, è un notiziario: ci sono dei semplici comunicati stampa. Eppure qualcuno accusa: ’sembra il tema di un bambino delle elementari. no, davvero… quanta amarezza!’. Poi ovviamente si passa al contrattacco: le famose foto hard, miss italia, la televisione. Peccato mortale. Intelligenza e bellezza sono due rette parallele che non devono incontrarsi, MAI, soprattutto in politica. Il nostro ministro ha un difetto: un passato del quale vantarsi ma che purtroppo male si concilia con il ruolo di ministro delle pari opportunità. Questo sempre secondo i benpensanti della sinistra antiberlusconiana. Bella, intelligente, di Destra: impossibile, non può essere! E allora pubblichiamo le foto da calendario (qualcuno poi saprà mai dirmi perché sono materiale di ‘offesa’?), insultiamo il suo blog (orrore, l’intestazione in flash), critichiamo qualsiasi cosa dica/faccia. Che puoi avere tutti gli agganci che vuoi, che puoi essere bellissima, che puoi scoparti chiunque, ma se non hai cervello non diventi ministro della repubblica italiana a 33 anni. Proprio no.
Il problema non è discutere la 194, ma applicare la cultura della vita che in questi trent’anni, come dice giustamente il Papa, è stata svilita. Serve una normativa a favore della famiglia che incentivi le nascite e a favore delle donne affinché rinuncino ad abortire. (Mara Carfagna)
Il popolo della sinistra non ha digerito molto bene la cocente sconfitta alle ultime elezioni. Dopo essersi illusi per qualche mese hanno dovuto ingoiare una sconfitta disastrosa che costringe Walter “il nuovo che avanza” Veltroni all’opposizione e al governo ombra. Appena concluse le elezioni, ad urne ancora calde, è cominciato il tam tam mediatico che mira a screditare Berlusconi e il Popolo delle Libertà; i temi sono sempri gli stessi: le leggi ad personam, il conflitto d’interessi, le figure di merda, i capelli trapiantati, il lifting e quant’altro. Anche io partecipo alla campagna ‘I didn’t vote for Berlusconi’ offrendo il mio contributo. Subito rilancio la mia immagine inaugurando anche ‘I didn’t vote for Veltroni’ condizione del quale vado altrettanto, anzi di più, fiero. Ho creato anche un gruppo su Flickr: se qualcuno volesse pubblicare la propria foto è ben accetto!!
* Via Dario Salvelli’s Blog.
Il pacchetto sicurezza voluto dal ministro Maroni ha preso il via. Qualcuno sostiene che il ‘reato di immigrazione clandestina avrà come effetto collaterale un ulteriore sovraffollamento delle carceri’. E’ possibile. In origine il ministro dell’interno aveva previsto la costruzioni di fosse comuni dove seppellire vivi (ma anche morti) i clandestini (ed eventualmente finirli con l’acido): purtroppo la comunità europea non ha concesso il benestare.
La bella Mara ne ha combinata un’altra delle sue: ´Niente patrocinio per il gay prideª. Questa dichiarazione del ministro delle pari opportunità (immagino e auspico che il nome del ministero non faccia solo riferimento alle donne) ha suscitato una tempesta di polemiche e reazioni: il presidente dell’ArciGay (cioè tanto ma tanto gay), Aurelio Mancuso, ha suggerito al ministro di farsi baciare da un principe come biancaneve, che l’ora della sveglia non è mai tardi. Ma poi, perché queste reazioni così infuriate? Patrocinio significa sostenere, sostenere in senso economico: la frase diventa quindi: ´Niente soldi dallo stato per il gay prideª. Lo stato sono io diceva un celebre personaggio storico, ma lo stato siamo anche noi. E a noi, che abbiamo votato in maggioranza a Destra, non piace che il denaro pubblico venga sperperato in manifestazioni carnevalesche di dubbia/nessuna utilità. Quindi ripropongo la domanda, a tutte le forze politiche, all’uomo della strada, al lettore del mio blog: è giusto che lo Stato Italiano dia un contributo economico e morale a manifestazioni come il gay pride?
Finalmente, dopo due anni di immobilismo assoluto nel campo dell’immigrazione clandestina, qualcosa di muove. Nella notte, grazie ad una collaborazione completa fra le forza dell’ordine (anche rumene), una vasta operazione di polizia ha portato, in nove regioni fra cui la Liguria, a centinaia di arresti ed espulsioni. Riporto uno stralcio dall’articolo di Repubblica.it:
Nell’ultima settimana sono 383 le persone, in gran parte con precedenti penali, arrestate dalla polizia. Gli stranieri sono 268. Per spaccio di stupefacenti sono state arrestate 92 persone, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina 111, tre per lo sfruttamento della prostituzione, 177 per furti e rapine. Sono stati sequestrati inoltre 6,69 di cocaina, 360 grammi di eroina e 11,44 kg di cannabis. Le espulsioni sono state 118: 53 hanno riguardato persone accompagnate alla frontiera, altre 65 sono state invece accompagnate nei Centri di permanenza temporanea. Tra la nazionalità degli stranieri arrestati figurano 50 marocchini, 32 rumeni, 25 tunisini, 18 nigeriani, 16 egiziani, 16 serbi, 14 albanesi e 97 persone di altre etnie.
Qualcuno dirà che si tratta di una mossa politica per fare colpo sull’opinione pubblica che sente vitale il problema sicurezza. E’ possibile. Ma non ha importanza, l’importante è che la notizia sia sulle prime pagine dei giornali. Adesso bisognerà risolvere con una certa urgenza il problema dei C.P.T. che non sono carceri, anche se con il tempo sono diventate strutture molto simili alle galere. Anche il papa, ovviamente, ha voluto dire la sua. Purtroppo è tedesco e quindi gode dell’immunità comunitaria. Ma una scappatoia legale per mandarlo via a calci in culo penso si possa e si debba trovarla.
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