Quando di un film si parla soprattutto per una scena di sesso, una scena che crea interesse e che riempe le pagine dei giornali, state certi che sarà un film deludente e che la scena in questione risulterà molto meno ecclatante di quanto lo spettatore si possa immaginare. Caos Calmo è la classica eccezione che conferma la regola. La scena di sesso c’è, è pesante, spinta ed ingombrante. Superiore anche alle attese dello spettatore. Il film è bello, davvero bello, riflessivo, intrigante, dolce. E’ un film dolce. Il cast è straordinario: Nanni Moretti, Isabella Ferrari (bellissima nonostante siano passati diversi anni dagli esordi), Silvio Orlando, Kasia Smutniak, Alessandro Gassman ed una bravissima Valeria Golino, la regia è illuminata, la storia semplice ma intensa. Un film che fa riflettere come nella tradizione di Grimaldi e Moretti (anche se qui è in semplice veste di attore); la morte e le reazioni che seguono alla scomparsa di una persona cara sono il fulcro della storia che in certi momenti è divertente, in altri drammatica. Pensavo di imbattermi nel solito film noioso e sonnolento, ho trovato una splendida storia tutta da ammirare. Dimentico di dire che il film è tratto dall’omonimo libro di Sandro Veronesi vincitore nel 2006 del premio Strega. Non penso sia casuale.
Se Fossi Lei (titolo originale ‘In Her Shoes’) è la classica commedia cucita su misura per Cameron Diaz. La storia racconta di due donne agli antipodi: Maggie è una bionda bellissima e svampita (indovinate da chi è interpretata?) che combina guai in serie, senza un lavoro e senza una fissa dimora, Rose (Toni Colette) invece è il classico avvocato in carriera che dedica poco tempo alle relazioni personali tutti presa dal suo lavoro e dalla voglia di successo. Il problema è la parentela che lega le due protagoniste: sono sorelle. Alla fine della fiera, e delle mille avventure delle sorelle, il film è gradevole: divertente e irritante (per colpa dei difetti ‘eccessivi’ di Cameron Diaz) all’inizio e sentimentale nella seconda parte. Questa fase sentimentale del film coincide con l’entrata in scena della fantastica Shirley MacLaine, la nonna, che risolverà brillantemente, e con la classica saggezza derivante dall’età, i problemi di Maggie e Rose. Una commedia carina per passare un paio d’ore senza pensieri. Niente di più.
Hancock è un supereroe negativo, alcolizzato, pasticcione, forte, inutile, contestato, temuto. Will Smith è bravissimo. Ho iniziato a seguire la storia senza sapere molto della trama, del film, senza conoscere interpreti e regista. Ho fatto bene. Perché quando entra in scena la bionda il supereroe si blocca. Impietrito. E anche la mia reazione non è stata molto diversa. Ho scoperto solo dai titoli di coda che si trattava di Charlize Theron. Avrei dovuto immaginarlo. E il film cambia registro. L’entrata in scena della protagonista femminile crea un dualismo fra i due personaggi che probabilmente inverte la storia e capovolge l’interesse dello spettatore. Negativamente direi. Tutto diventa bello anziché spettacolare, si perde quel velo di fascino, quel mistero che rendeva la storia particolare. La trasformazione del personaggio di Mary/Charlize è spettacolo puro come i vestiti dei protagonisti che sembrano indistruttibili. Un film molto bello che, purtroppo, diventa eccessivamente sentimentale nel finale. Da vedere.
Nutrivo molte aspettative nei confronti di Babylon A.D. Dopo aver visto il trailer e letto la trama mi ero fatto l’idea di un film interessante; soprattutto nel genere. E invece sono rimasto parzialmente deluso. L’idea non è certo originale: il buono della situazione deve salvare la vita ad una bellissima ragazza. Detto così sembra facile. L’azione si svolge in un futuro non troppo lontano, la Terra è un pianeta distrutto da una probabile guerra/epidemia. Toorop (un discreto Vin Diesel), un mercenario senza scrupoli. viene ingaggiato per portare la misteriosa Aurora (un’eterea Mélanie Thierry) a New York. Il compito sembra facile ma… ma il film si trascina noioso, senza colpi di scena, senza momenti interessanti. Da vedere solo per ammirare la bellezza di Mélanie Thierry.
Finalmente è giunta l’ora: il più grande supereroe ligure (ma non solo) irrompe nelle nostre sale. Capitan Basilico è arrivato. Venerdì 10 ottobre è il giorno scelto per l’arrivo dell’eroe dei nostri sogni, il più grande paladino della giustizia: non è superman, non è spiderman, non è batman. E’ capitan Basilico. Non è uno scherzo, è semplicemente l’ultimo capolavoro dei Buio Pesto: dopo un anno di lavoro, con un budget decisamente basso e grazie alla collaborazione di amici, personaggi celebri (Enrico Ruggeri, Giorgio Faletti, Serena Garitta, Ale & Franz i primi che mi vengono in mente) e semplici comparse (oltre 1600), il capitano è pronto ad aiutare chi è in difficoltà. L’intero incasso sarà infatti devoluto al progetto “Ambulanza Verde“. Se abitate in Liguria, se passate per la Liguria, andate a vedere il film. Un film che forse non avrà effetti speciali da Oscar ma che comunque garantisce divertimento e, soprattutto, aiuta una nobile causa.
“Capitan Basilico” è il secondo film benefico dei Buio Pesto. Dopo il successo di “Invaxön – Alieni in Liguria”, che sbancò i botteghini cinematografici liguri nel 2004, la band di Bogliasco ha girato un nuovo lungometraggio per raccogliere proventi destinati al progetto “Ambulanza Verde”. Anche stavolta l’intera regione ha risposto con entusiasmo alla chiamata dei Buio Pesto: il cast è interamente ligure e i grandi numeri della lavorazione ne fanno un altro piccolo kolossal. Oltre gli attori (solo alcuni professionisti, la maggior parte dilettanti) hanno dato il loro contributo al film Enrico Ruggeri, Giorgio Faletti, Ale & Franz, Elio e le Storie Tese, Piotta e Capitan Ventosa. I “vip” hanno recitato gratuitamente, così come i 400 attori e le 16.000 comparse. Tutti uniti da un unico obiettivo: aiutare le pubbliche assistenze bisognose di mezzi di soccorso e attrezzature mediche.
Due ore di pellicola, 132 scene girate in 57 location, 400 attori in scena, 1.000 collaboratori, oltre 16.000 comparse, 49 giorni di riprese e 2.200 ore di lavorazione sono i numeri di questa nuova impresa tutta ligure.
La trama vede Capitan Basilico, primo supereroe ligure dedito ad aiutare il prossimo in difficoltà, alle prese con la folle gelosia di Regina, la sua bellissima ma vendicativa ex fidanzata, che dopo aver compiuto una serie di spettacolari furti per screditarlo di fronte ai suoi ammiratori, lo rapisce, per infangare definitivamente la sua reputazione di eroe invincibile. Le forze dell’ordine non potranno che rivolgersi ai Buio Pesto per ritrovare il beniamino dei liguri e sgominare la banda di fantasmagorici supereroi assoldati da Regina.
Apocalypto è un film di Mel Gibson. Narra la vicenda di Zampa di Giaguaro, un selvaggio (perdonatemi il termine) dell’epoca Maya. Siamo agli inizi del 1500 e il film si conclude con l’arrivo in Messico dei vascelli Spagnoli. La storia non è molto complicata: il protagonista viene catturato dai cattivi, rischia di morire, si salva per il rotto della cuffia, fugge, fugge ancora, si ribella, sconfigge i nemici e libera la moglie ed il figlio. Qualcosa di già visto insomma. Mel Gibson ha cercato di ripetere il successo del suo film precedente, ‘La passione di Cristo’, senza però riuscirci: il film è stato un ‘quasi’ flop, soprattutto negli Stati Uniti. Certamente è un film vibrante, violento anche, che cattura lo sguardo dello spettatore (anche il mio) e tenta di spiegare la storia della civiltà Maya, con un occhio di riguardo al periodo del declino. E’ bellissima la scena finale con l’arrivo dei conquistadores spagnoli: tanto combattere e fuggire non è servito a nulla. Zampa di Giaguaro ancora non lo sa, ma noi davanti al video abbiamo presente cosa sta per succedere: questo pensiero che Mel Gibson ci inserisce nella mente è l’idea più bella del film. Film che comunque consiglio di guardare perché ambientato davvero bene, con una storia forse scontata ma comunque interessante. Sufficienza piena.
Ieri sera ho visto Cloverfield. Da diverso tempo volevo studiare la creatura di JJ Abrams ma solo in queste vacanze (a quasi sette mesi dall’uscita del cinema nelle sale) sono riuscito a trovare il modo e la voglia. L’intenzione era anche quella di scrivere un post. Poi ho cercato qualcosa in rete e sono rimasto davvero colpito e affascinato da quante discussioni ha generato il mostro. Un mostro che genere discussioni, interessante. Ho scoperto che JJ Abrams (che, per chi non lo sapesse, è il padre di ‘Lost’) è un incredibile perfezionista e che dietro la storia di Coverfield esiste tutta una trama intrecciata di idee e richiami che esaltano i particolari. Due parole, semplici semplici, voglio scriverle comunque. Cloverfield è un film bellissimo. Questo è chiaro. Un mostro attacca Manhattan e nessuno riesce a fermarlo: un gruppo di amici fugge per le vie della città insieme alla telecamera che racconta i loro pensieri ed il loro punto di vista. E’ un film angosciante, che non ti lascia respirare, faticoso. Molto faticoso. Al momento dei titoli di coda mi sono ritrovato stanco, perplesso, in piedi ed elettrizzato. Assolutamente da vedere. Anche due volte, per capire meglio.
Si chiama Alison Carroll, 23 anni, viene da un piccolo paese vicino a Londra. E’ stata scelta per impersonare Lara Croft in vista dell’uscita della nuova versione (21 Novembre 2008) delle avventure dell’eroina di Tomb Raider: UnderWorld. Alison ha sbaragliato le centinaia di pretendenti grazie alle sue origini di ginnasta (ha fatto parte della selezione Britannica): le sue doti atletiche non sono passate inosservate. Nonostante il tempo che passa il personaggio di Lara Croft mantiene inalterato il suo fascino; è strano però, stivale basso, maglietta e pantaloncino corto non sono certo l’abbigliamento più sexy per una donna. Io penso che il successo di Lara sia dovuto esclusivamente alla scollatura, ampia scollatura, e, in secondo luogo, a quel senso di forza e di carisma: l’uomo dei nostri tempi ha bisogno di una donna forte. E l’eroina di Tomb Raider è materna (come dicevo pocanzi) e molto determinata.
Ne ho sentito parlare davvero tanto di questo “Io sono Leggenda” e finalmente, preso dalla “necessità fisica” di vederlo, ho noleggiato il DVD e mi sono tuffato in queste due ore di fantascienza frutto della mente di Richard Matheson: anno 1954. Non ho letto il libro. In tutto il film (o quasi) c’è un solo attore: Will Smith. E’ lui che raccoglie tutti gli sguardi, è lui l’unico protagonista assoluto. Il tutto diventa quindi molto introspettivo, la vita del dottor Robert Neville è sotto la lente d’ingradimento, non c’è altro: lui e la sua solitudine, lui e la sua lotta. E il film mi è piaciuto, davvero tanto. Francis Lawrence (il regista) ha costruito una scenografia convincente, ha scelto un grandissimo attore e ha prodotto un fantahorror di alto profilo. L’hanno visto tutti questo film, ma se così non fosse, vi consiglio di vederlo.
Espiazione è un film di Joe Wright tratto dal omonimo (Atonement) romanzo di Ian McEwan. E’ un film bello, davvero. che mi ha colpito per il modo in cui il regista ha interpretato la storia (continui flashback e flashforward) e per il finale a sorpresa, triste, che spiazza lo spettatore. Protagonista indiscussa della scena è Cecilia Tallis interpretata da una magrissima e bellissima Keira Knightley. La storia è la classica vicenda d’amore difficile e contrastato, un classico appunto, resa ancora più complessa dall’arrivo della seconda guerra mondiale: un discreto ‘polpettone’ reso elegante dalla narrazione ‘avanti indietro’ e da alcuni spunti creativi degni di nota. Un film da guardare con interesse non solo per la presenza della bellissima e affascinante Keira.
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