Il festival del Televoto

Ho deciso di dedicare la serata di Venerdì al Festival di Sanremo. Rimango basito, quasi allibito. Due cose ricorderò di questa sessantesima edizione. E qualche canzone, forse il vincitore. La prima memoria che mi rimarrà incisa nel cervello è sicuramente la squallida esibizione di Pupo e del suo gruppo ammaestrato con tanto di pagliaccio con i capelli bianchi. Ridicoli, squallidi, penosi. E poi ricorderò questa edizione come la tragicommedia del televoto. Antonella Clerici non ripete altro che la solita solfa: e questo è il codice del televoto e questo è il numero per gli SMS (che poi non si chiamano SMS), e questo è il numero per votare, e votate, non dimenticatevi di votare, telefonate, e questo è il codice. Senza dimenticare che sullo schermo appaiono in continuazione i numeri per votare. Triste, soprattutto a 75 centesimi di euro per ogni singolo voto. Veramente triste. Concludo dicendo che il mio preferito è sicuramente Marco Mengoni: canzone bellissima, interpretazione fantastica. Buon Festival a tutti.

Televoto al Festival