Quando mi trovo a fotografare eventi/manifestazioni mi rendo sempre più conto della presenza enorme di fotografi, professionisti e non. Sono ovunque e fotografano qualsiasi cosa, hanno la compattina oppure la reflex digitale. E’ un fenomeno in costante ascesa, può essere visto come qualcosa di molto positivo oppure come un deterioramento della società. I punti di vista sono davvero molteplici e tutti ugualmente validi. Mentre ragionavo su questi temi mi sono imbattuto in queste due foto, tratte dal sito Big Picture, scattate durante la protesta (non troppo pacifica) di inizio Aprile, in concomitanza con il G20, a Londra. In queste due foto ci sono più fotografi (sicuramente professionisti) che manifestanti. Forse la voglia di raccontare il mondo (specialmente quello sensazionalistico, passatemi il termine) ha davvero superato il limite di guarda.
Ci sono forse troppi fotografi? :)
Published: 14/04/2009Posted in: Fotografia



“può essere visto come qualcosa di molto positivo oppure come un deterioramento della società” … ovvero?
Molto positivo perché aumenta l’informazione e porta all’incremento delle fonti e delle voci. Perché la qualità della fotografia subisce di conseguenza un incremento notevole. Negativo perché in nome della cronaca e dell’informazione si calpestano tutti i più elementari diritti, perché la privacy diventa qualcosa di secondario e perché, pur di avere un servizio interessante, i fotografi non esitano ad entrare nell’anima della gente. Talvolta sarebbe meglio fare un passo indietro e non sbattere in prima pagina i drammi della gente comune…
Intanto non confonderei qualità e quantità. maggiore quantità non vuol dire necessariamente più qualità, al limite più opportunità.
Sbattere in prima pagina drammi della gente comune, diritti, ecc… non è una cosa che riguarda nello specifico il fatto che c’è più gente che fotografa, ma un processo ben più generale e complesso.
Non ho nessuna intenzione di confondere quantità e qualità. Ma certamente un aumento della quantità produce anche un aumento della qualità: la gente si informa, aumenta la concorrenza, si leggono libri e riviste, ci si confronta: tutto ciò porta anche ad un aumento della qualità. Sul secondo punto hai ragione, ma un aumento della quantità porta anche ad una sensazione maggiore di violazione della propria intimità.