Un po’ di scazzo

Domanda?E’ un periodo di scazzo. I miei lettori abituali avranno notato la tendenza; potrei dare la colpa al microblogging, al social network, ai lazzi e soprattutto al computer nuovo (ma questo è altro argomento). Ma non lo farò. La colpa di questo scazzo è dovuta al periodo. Un periodo di attesa: sono in continua attesa che arrivi il momento successivo. E’ tendenzialmente snervante, ed ogni tappa prevede un altro momento da aspettare. Pensare che sono tutti momenti belli ed attesi mi rende ancora più scazzato: non c’è limite al meglio. Mi lamento sempre, lo so. Domani (oggi per chi legge) è il mio ultimo giorno di lavoro ad Imperia: malinconia, curiosità. Mi sembra di guardare la mia vita come dentro un film. Sono io il protagonista di tutte queste scelte importanti? Da non credere. La settimana prossima, dopo un primo fugace contatto, inizierò a Cuneo. Ho previsto una settimana di festeggiamenti, si comincia domani (sempre oggi per chi legge) con una sorta di buffet per clienti e colleghi, prima della chiusura salatini e spumanti, in serata cena di addio con i colleghi. Non si finisce mai di festeggiare ma nascondo molto bene la felicità. Perché nonostante qualche screzio volante, in questo luogo di mille facezie mi trovo molto bene e sono riuscito a costruire un rapporto bello (non mi vengono in mente aggettivi mirabolanti e significati per descrivere meglio la situazione) con quasi tutti i colleghi e splendido con una percentuale significativa di loro. Il sentire l’apprezzamento dei clienti accresce questo senso di tremendo qualcosa, non trovo il termine adatto: aspetto suggerimenti efficaci da chi ha già vissuto situazioni del genere. Malinconia è una parola che potrebbe adattarsi ma in realtà non si tratta di malinconia: la malinconia è un po’ triste e io non sono triste. Mi sento decisamente più ansioso che triste. Parlavo si settimana di festeggiamenti ed incontri. Si perché voglio cogliere l’occasione di questi pochi giorni da disoccupato per salutare persone che con difficoltà riuscirò a vedere in futuro. E aggiungerò emozioni a sentimenti sino a rischiare di scoppiare di sentimenti e lacrime e fragole. Sabato dopocena con gli amici, domenica aperitivo con gli amici, lunedì colazione con amica, martedì pranzo. E poi ancora lacrime e baci e abbracci che alla fine di questa settimana di pausa avrò speso una fortuna. Alla faccia della crisi. Ho ricevuto anche un regalo: piccolo (solo come dimensione), importante ed inatteso, che mi ha fatto tanto felice. Grazie. E poi guardo indietro, sorrido e sono felice. E poi guardo avanti, sorrido e sono ancora più felice. Questo è importante. E speriamo che arrivi presto ferragosto… che sono solo all’inizio e sento già la spossatezza ed il peso della responsabilità. Responsabilità che io sono stato sempre molto bravo ad evitare; è un arte, non cercate di imitarmi. Per scrivere questo post ho dovuto piangere un po’: ma non tanto. Tranquilli.