Palmasco ha iniziato una discussione molto interessante sulla fruizione delle foto nell’epoca del web 2.0, nell’epoca del web per tutti (o quasi). I suoi dubbi sono legittimi, senza ombra di dubbio. Io osservo, giudico e postproduco le mie foto alla luce del 24″ firmato Apple: risoluzione 1920×1200. Ma gli altri? Chi guarda le mie foto riesce a cogliere i particolari, le sfumature di colore? Probabilmente no. Ma è importante? Io penso sia poco importante. Palmasco scrive: “A me pare che vedere male le mie foto sia come non vederle; è possibile che quelli che le vedono abbiano tutti una buona scheda grafica e un buono schermo?”. No, non sono d’accordo. Ho inserito quattro foto in calce a questo post: sono quattro fottuti capolavori del grande Henri Cartier-Bresson (avrei potuto scegliere altri, ma lui è da sempre la mia icona). E sono quattro fottuti capolavori su qualsiasi monitor. Con qualsiasi risoluzione. Io preferisco vedere male queste foto ma preferisco vederle. Si dice sempre che non è la macchina fotografica a fare grande il fotografo, ma viceversa. E allora? Adesso ci limitiamo a parlare di sfumature, di colori? No, la fotografia è colpo d’occhio, intuizione, capacità compositiva. E tante altre cose, tanti significati spesso non comprensibili. Anche sfumature e colori, certo, ma solo in minima parte. Quando guardo una fotografia non guardo mai le sfumature di colore: soprattutto quelle di cui parla Palmasco. Prima c’è l’impatto emotivo, poi osservo la tecnica, quindi cerco di capire il momento ed il luogo dello scatto. Cerco di capire cosa possa aver visto il fotografo, perché ha premuto il pulsante di scatto? E non è importante la qualità della visione per capire se una foto mi piace. Una piccola sfida: chi prova ad indovinare i titoli delle foto qui sotto? Sono quattro fottuti capolavori. Anche senza sfumature. :)

Henri Cartier-BressonHenri Cartier-BressonHenri Cartier-BressonHenri Cartier-Bresson

* Io comunque al fotocamp voglio partecipare… :)