Donne e crocifisso, scoppia la polemica a MilanoL’Italia è sempre più il paese dei ruffiani bigotti. E purtroppo il culo più leccato è sempre quello della Chiesa Cattolica. I fatti sono semplici e conosciuti: l’associazione Telefono Donna ha deciso di lanciare una campagna pubblicitaria in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra il 25 novembre. La campagna consiste nell’esposizione, negli spazi di affissione pubblica del Comune di Milano, di 500 manifesti raffiguranti una donna, bellissima e nuda, sdraiata su di un letto nella classica posizione della croce e la scritta: “Chi paga per i peccati dell’uomo?“. I riferimenti all’iconografia religiosa cattolica sono evidenti e studiati per colpire chi osserva. Il problema è che basta toccare la Chiesa e subito la politica alza la voce; l’assessore comunale all’arredo urbano Maurizio Cadeo (per un attimo ho creduto fosse Cesare) tuona: “Non so se ho gli strumenti per negare gli spazi, ma ne respingo totalmente il contenuto che offende la nostra tradizione cristiana. Pongo il problema politico e ne informerò il sindaco: chiederò a telefono Donna di ritirare il manifesto”. Non voglio parlare di censura perché la censura non dovrebbe esistere mai. Io penso che il problema sia esclusivamente politico, per essere preciso penso che sia un problema ‘grave’ della Destra italiana. Perché questa Destra è davvero esasperante nel continuare a rimarcare i propri legami con la fede cattolica. Basta. E’ falso, non ci crede nessuno. Esiste una parola perfetta per esprimere questo concetto: BIGOTTISMO. Fingere di essere credenti (e magari praticanti) per ottenere vantaggi e, in conclusione, voti. In questo paese allo sbando purtroppo la Chiesa Cattolica di Roma è padrona e regina. Telefono Donna ha comunque raggiunto il suo scopo, forse anche qualcosina di più; vedremo se riusciranno a bloccare i manifesti.

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