Filtro FeedL’accesso alle informazioni è diventato un problema per tutti. Parlare di accesso in realtà non è proprio corretto, l’accesso è diventato davvero semplice; il vero problema è l’esubero di informazioni. Riuscire a trovare il tempo per leggere, valutare e comprendere è davvero un’impresa; la mancanza di tempo in realtà è, non di rado, una scusa. In certi casi è proprio la voglia che manca: lavorare e concentrarsi tutto il giorno e trovare la voglia di riflettere e ragionare anche nelle pause e nel tempo libero non è così facile. Molte volte si sente la necessità di lasciare libero il cervello, di vagabondare con la mente dove più ci piace senza troppo impegno. E il numero di feed ancora da leggere aumenta. Aumenta. E aumenta ancora. E quel numero spaventa e alla fine si leggono sempre i soliti noti. Io sento la necessità di un filtro, un filtro che mi permetta di scegliere le notizie più interessanti e di tralasciare le notizie inutile e doppie. Nella stragrande maggioranza dei casi le informazioni che ricevo sono inutili, una piccola parte è addirittura ridondante: rimane una percentuale davvero minima di notizie valide. Francesca parla di tre tipologie di filtro: editoriale, sociale e tecnologico. Escludo subito il filtro editoriale: non voglio che siano altri a scegliere per me le notizie da leggere. Aggiungere al proprio elenco anche il feed di risorse come MemeSphere (per citare un esempio molto in voga) può essere utile (e intanto abbiamo un ulteriore fonte di notizie, magari doppie!); niente di più. La soluzione migliore potrebbe essere il filtro tecnologico. Un’applicazione che scelga le notizie a suo giudizio più valide e che mi crei un flusso RSS unico con tutto quanto interessante. I servizi di questo tipo esistono: FeedHub e PostRank mi sembrano ottimi (ho provato entrambi negli ultimi due mesi). Il vero problema è proprio la tecnologia. Come vengono scelti i post da inserire nel flusso? PostRank dà un voto da 1 a 10 in base ad alcuni parametri molto discutibili (Twitter, Google e Commenti) ed in base al valore del singolo post (e alle scelte dell’utente) valuta se inserirlo. FeedHub è ancora più semplice: sceglie le fonti più votate e chiede di esprimere un giudizio sulla notizia. Quindi infila tutto nel suo cervellone ed in base alle nostre preferenze (pollice su, pollice giù) elabora il Feed RSS da proporci; possiamo definire FeedHub un filtro ad intelligenza artificiale. Dopo quasi dieci giorni di utilizzo però non ho ancora cavato un ragno dal buco: sono riuscito a leggere tutto (il numero malefico cala di molto, ma sempre in base alle nostre scelte) ma ho perso molte cose interessanti e altre meno importanti che avrei voluto leggere. Questo è un ulteriore problema: i gusti sono particolari e talvolta bizzarri. I filtri tecnologici non sanno che potrei leggere volentieri cosa scrive un blogger, magari non troppo considerato dalla rete, che io considero importante per motivi (esempio) di real life. In questo caso bisogna escluderlo dal filtro (che comunque non l’avrebbe considerato) ed inserirlo prima. Rimane il Filtro Sociale: creare una piattaforma di amici/esperti che scelga per me cosa leggere. E’ molto web 2.0, molto condivisione. Sembra facile ma i problemi sono molti: non tutti condividono i propri feed ’selezionati‘ e, soprattutto, ci vuole molto tempo per creare una base solida ed omogenea di fonti ’sociali’. Penso che il filtro sociale sia un ulteriore aggiunta ai propri feed, ulteriori informazioni da leggere; anche in questo caso con alta probabilità di doppioni. Conclusioni. Non esiste il filtro perfetto. Questo è lapalissiano. Io ho deciso di utilizzare un filtro tecnologico per alcune categorie di blog: ho inserito in PostRank tutti i feed (esempio) che parlano di Apple ed iPhone e, per questa categoria, mi limito a leggere la ‘crema’; in effetti 100 post (di cui la metà sono ripetizioni) dedicati ad un singolo argomento sono troppi. Per le notizie di cronaca la scelta è caduta sul filtro editoriale di MemeSphere. Non mi ritrovo 900 notizie da leggere e anche in questo caso ho una scelta ‘intelligente’. Per tutto il resto (no, non c’è Mastercard purtroppo!!) continuo a preferire il vecchio metodo del feed singolo; magari utilizzando un sistema organizzativo efficiente. Possiamo definirlo un compromesso in attesa di tempi (e tecnologie) migliori.