E’ una domanda difficile. Molto difficile. La stragrande maggioranza delle persone non si ritiene fotogenica. E’ un problema. Molte volte ho dovuto superare la diffidenze del mio soggetto, la risposta è sempre la stessa: “Non sono fotogenica, in foto rimango male”. Un’altra leggenda metropolitana sostiene che i ritratti a sorpresa rimangano meglio delle foto in posa: i fattori sono tanti, ma difficilmente una foto preparata può risultare peggiore di una foto al volo. Perché? Bisogna prima capire di cosa stiamo parlando: cos’è la fotogenia? Quando una persona è fotogenica? Non è un concetto semplice e in realtà non esiste una vera e propria spiegazione; certamente bello non è uguale a fotogenico. Ed è valido anche il discorso contrario. Fotogenico è quel volto che, congelato in un espressione statica, ferma, conserverà qualità estetiche e presenza molto simili a quelle dal vivo. Risulteranno fotogenici quindi quei volti privi di una particolare qualità espressiva, privi di una mimica facciale particolare. Al contrario un viso instabile, espressivo, bello perché particolare nelle espressioni, se congelato in un solo momento perderà parte della sua bellezza e, probabilmente, verrà catturato in immagini goffe, strane e quindi risulterà poco fotogenico. Come risolverà il problema? La risposta è molto semplice: scattando tantissime foto, dedicando molto tempo alla ricerca dell’immagine migliore. Senza arrendersi e senza avere fretta. Il segreto è soprattutto nella pazienza e nel tempo che vogliamo/dobbiamo dedicare alla ricerca, la ricerca di un’immagine statica che possa rappresentare al meglio il viso della persona che abbiamo di fronte. Un altro fattore molto importante è quello psicologico: una persona poco fotogenica (oppure che si ritiene tale perché nessuno le ha mai dedicato tempo) è tendenzialmente in difficoltà di fronte all’obbiettivo. Questo è uno dei motivi che alimenta la leggenda metropolitana di cui parlavo prima: davanti alla macchinafoto diventano impacciate e la loro espressività facciale aumenta, se colte di sorpresa (con un colpo di fortuna) non hanno pensieri strani per la testa e le possibilità di ‘venire bene‘ aumentano. Come venire a capo della situazione? Ci sono tanti piccoli suggerimenti da seguire, la stragrande maggioranza di tipo psicologico. Tante foto e tanto tempo, come dicevo prima, è sicuramente il consiglio migliore; anche la scelta dell’abbigliamento è fondamentale (generalizzo ma il riferimento a modelle di sesso femminile è chiaro, gli uomini hanno molte più ritrosie a farsi fotografare; chissà poi perché), anche se fotografiamo solo il volto anche intimo e scarpe hanno la loro importanza: sentirsi a proprio agio e magari più eleganti/interessanti aiuta non poco. Poi il bravo fotografo deve capire quali sono i difetti del viso, trovare l’angolazione migliore (naso grande si fotografa dal basso, viso largo si fotografa dall’alto) e coinvolgere il modello/a, instaurare un rapporto di fiducia che al termine del lavoro deve essersi trasformato in amicizia. A me piace molto scattare tantissime foto, a raffica (con il digitale si può), nei primi minuti, prendere una pausa, scambiare qualche parola quindi aprire il vano delle memory card ed inserire la scheda: “adesso iniziamo seriamente”. Spiegare che le prime foto sono sempre orrende e tanto valeva non scattare niente. Questa tattica, anche divertente, elimina una buona parte delle barriere ‘psicologiche’ che si creano fra soggetto e fotografo. E adesso non resta che trovare un soggetto e scattare almeno sei foto interessanti. Almeno sei, sembra facile vero?
* Si parla sempre di modelle/i non professionisti; con i professionisti il discorso è sempre valido ma sicuramente i problemi (di fotogenia soprattutto) sono infinitamente minori.
* La modella nella foto è Marla Molton, la prima immagine interessante con la ricerca fotogenia in Google Immagini.
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11 COMMENTI »
Mauri83
8 ottobre 2008 - 9:20
1Secondo me dipende tutto dalla macchinetta fotografica;
Mi spiego meglio, con l’analogica di un amico vengo orrendo con il collo lungo eccetera, mentre con la mia digitale vengo perfetto. Un altro amico ne ha una digitale che “ingrassa” allarga, ma non ho mai provato a vedere come vengo.
EstroVersa
8 ottobre 2008 - 13:32
2Ecco perchè mi passi poche foto… non metti la card!
eh no, non si fa così!!! :-)
Gwendalyne
8 ottobre 2008 - 14:07
3Quindi, se vengo male in foto, la causa è la mia espressività? È una bella consolazione… :-)
Ottimo wikiHow: l’ho subito aggiunto ai miei segnalibri.
Pax
8 ottobre 2008 - 15:06
4Non ho mai commentato i tuoi post ed è da molto tempo che li leggo. Una piccola nota: il link su wikipedia penso sia sbagliato, al posto della fotogenia (http://it.wikipedia.org/wiki/Fotogenia) c’è il link al film Sono Fotogenico.
Non so se sia voluto o meno.
Ciao
Pax
Samuele
8 ottobre 2008 - 17:36
5->Pax: è voluto. Quel film è un cult e ho voluto inserirlo a tutti i costi… ;-)
robie06
8 ottobre 2008 - 22:30
6intanto grazie per l’utilissimo link.
Hai ragione molto dipende dal fotografo e dal tipo di rapporto instaura con il modello/a, però molto dipende anche dalle piccole indicazioni che il fotografo riesce a dare per migliorare la “base.. esempio su tutti sono gli occhi chiusi.
Valentina
9 ottobre 2008 - 12:52
7Post interessantissimo. Specie per quanto riguarda la teoria della fotogenia correlata all’espressività. Bravo, sei stato davvero chiaro!
V
paola
13 ottobre 2008 - 14:39
8molto interessante… bravo samu!
paolague
14 ottobre 2008 - 22:12
9Io ho una teoria astrologica sulla fotogenia! :-)))
Analizzando da un po’ di anni i temi di nascita degli amici appassionati di fotografia e di fotografi professionisti, ritrovo delle corrispondenze sia per il tipo di foto che vengono fatte, sia per la footgenia delle persone.
Tanto per aggiungere una nota colorata all’esposizione professionale di Samuele!
Un saluto!
Samuele
14 ottobre 2008 - 22:42
10@ paolague: dimmi qualcosa di più. Potrebbe essere interessante per un post futuro…
Il mito della fotogenia | RSS Giornale
29 novembre 2008 - 9:19
11[...] Foto | Digital Sophia Via | SamueleSilva [...]