Devo ammetterlo, come tutti ci credevo e ci speravo. Una vittoria a Reggio Calabria, una vittoria meritata, giocando meglio ed imponendo il nostro gioco. Ci credevo veramente, mi sono immaginato in testa alla classifica (magari in solitaria) dopo due giornate. Avevo anche pronosticato il risultato, fantasticato a dire il vero, perchè i miei pronostici sul Toro sono, da sempre, poco attinenti alla realtà: due a zero, all’inglese, un gol per tempo. Amoruso subito e, nella ripresa, Diana a coronare una fantastica ripartenza di Rosina. E quando Nick ha realizzato il gol del vantaggio ho pensato davvero che l’impresa fosse possibile, che il sogno si sarebbe potuto trasformare in realtà. Il sogno, invece, è durato solo 30 minuti. Breve ma intenso, poi il gol reggino ha pensato bene di portarmi/ci sulla terra. E la delusione, grande, ha preso il sopravvento. Non solo sul sottoscritto ma sulla globalità dei tifosi del Toro. E la delusione per un pareggio, che in altre circostanze avrebbe fatto fare salti di gioia, è diventata vera e palpabile. Si guarda alle imprese di Napoli e Genoa e il rammarico per l’occasione mancata cresce. Ma dopo 24 ore si torna a ragionare, a mente fredda, ad analizzare, a capire. E questo pareggio prende un’altra sembianza, diventa un risultato davvero positivo; il Granillo è un campo difficile, alla seconda di campionato e sotto la pioggia diventa un campo molto difficile. E questo Toro ha saputo fare di necessità virtù, ha difeso con ordine, ha corso pochissimi pericoli, ha messo in mostra diverse individualità e, senza incantare, ha incamerato un punto utile, utilissimo. Un punto che ha tre meriti importanti: muove la classifica, ci permette di rimanere imbattuti e riporta giocatori e tifosi (soprattutto) sulla terra; perchè ammettiamolo, dopo la vittoria contro il Lecce abbiamo sognato di vincere tutte le partite solo grazie alla classe di un paio di interpreti. Siamo tornati sulla terra, prepotentemente sulla terra, ma abbiamo un punto ed una sicurezza in più: questo Nicola Amoruso ha classe e qualità da vendere. Domenica prossima, allo stadio Olimpico di Torino, arriva l’Inter di Quaresma, e bisognerà fare qualcosa di più per vincere: perché buttare Mourinho giù dal piedistallo sarebbe una soddisfazione enorme e, come dicevo sopra, io ci credo. Sempre.
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5 COMMENTI »
sonounprecario
16 settembre 2008 - 10:30
1…ma che piedistallo, oh! :P
Di’ la verità, non vedi l’ora di prenderti una bella trivellata da Quaresma! :D
Comunque mi manca il Chino.
Speriamo venga fuori una bella partita senza polemiche e che vinca…l’Inter, ovvio!
^_^
lorcarg
16 settembre 2008 - 12:22
2Noi tifiamo per voi! Sai che botto se cade dal piedistallo! paragonabile solo alla faccia di zio fester domenica a Genova…
phoenix
16 settembre 2008 - 17:38
3http://images.alice.it/sg/sportuni/upload/gen/0000/genoa_milan_18.jpg
…quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi che abbiamo visto il Milan a Genova…
:-)
lorcarg
16 settembre 2008 - 18:40
4->phoenix:
:D
phoenix
16 settembre 2008 - 20:26
5->lorcarg:
Che ce voi fa’, so’ autoironico… :-)
(m’è venuta in romanesco perché sto già a pensa’ agli aquilotti…)
http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_Calcio_Milan_2008-2009