Chiunque conosca un minimo la fotografia, il minimo indispensabile, conosce anche le caratteristiche di un teleobiettivo. Wikipedia dice:

I teleobiettivi hanno la funzione fondamentale di ingrandire il soggetto dell’inquadratura. L’effetto però non è identico a quello che si otterrebbe avvicinandosi al soggetto, a causa dei diversi effetti della distorsione prospettica dovuta alla distanza fra soggetto e fotocamera.
In sostanza, i diversi piani che entrano nell’inquadratura appaiono più vicini l’uno all’altro di quanto non apparirebbero avvicinandosi e mantenendo una lunghezza focale più corta (fenomeno definito “appiattimento dei piani”). Inoltre, il teleobiettivo riduce la profondità di campo rispetto agli obiettivi con lunghezze focali minori
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Come affermato dal sottoscritto in tempi non sospetti, la foto di Torregaveta che ritrae i due turisti seduti ed insensibili a pochi metri dai cadaveri delle due zingarelle annegate è stata scattata con un teleobiettivo: con ogni probabilità la distanza che divide i turisti dai corpi è di almeno un centinaio di metri. Questa misura non è verificabile ma la si può intuire/evincere dalla distorsione dei piani (lo spazio fra il soggetto in primo piano e lo sfondo è di difficile comprensione, molto distorto) e dalla sfocatura dei corpi delle due piccole rom (Cristina e Violetta i loro nomi). Questa distanza è stata confermata qualche giorno fa dal protagonista della foto: Quagliarulo Amilcare. “Siamo tornati al nostro posto, a qualche centinaio di metri da lì”. Amilcare è diventato suo malgrado l’interprete principale di una storia ai confini della realtà, additato ingiustamente come rappresentante di quest’Italia insensibile, fascista e razzista. Con ogni probabilità l’Italia è davvero un paese insensibile, fascista e razzista ma Amilcare Quagliarulo (spero per lui che questo sia un nome di fantasia) non ha davvero nessuna colpa.

Torregaveta: una giornata al mare