Ieri ho letto un paio di post (Sara e Stefano) che criticano aspramente i famosi termovalorizzatori (Grillo fa scuola). Entrambi citano, scandalizzati, un articolo del Venerdì di Repubblica secondo il quale ben 435 ricerche (non bastava farne dieci?) provano che nei dintorni dei termovalorizzatori ci sia un aumento di tumori e nascite malformi. In realtà le ricerche non provano niente, semplicemente fanno statistica. La parola ‘provano’(cioè hanno delle prove) non è sbagliata, sia chiaro, ma crea fraintendimenti non certo casuali (sono maligno, lo so). Nessuno ha provato che la causa di questi aumenti di tumori siano i famosi inceneritori. Io rimango veramente interdetto, anzi, mi girano. Non è possibile che la causa di queste morti siano i milioni di telefonini in commercio, le antenne che spuntano come funghi (una della vodafone a dieci metri dal mio ufficio), i cavi di alta tensione e in generale tutte le onde elettromagnetiche? No, è colpa dei termovalorizzatori. Lo dicono ben 435 ricerche. E adesso dobbiamo parlare di quello. Che poi in Italia muoiono tutti gli anni 80.000 persone per danni derivanti dal fumo (e non vi dico i costi); e noi vendiamo le sigarette ai bambini di dodici anni. E nessuno propone di eliminare i distributori automatici, che sono armi di distruzione di massa e uccidono in silenzio con l’autorizzazione dello Stato. No, adesso si parla dei termovalorizzatori. A morte i termovalorizzatori.

Campagna antifumo in Brasile

* Non basta stampare sui pacchetti di sigarette messaggi che mettono in guardia sui rischi legati al fumo. Ne è convinto il ministero della Salute brasiliano, che ha deciso di lanciare una campagna shock contro le “bionde”. Le immagini pubblicitarie mostrano gli effetti del tabagismo sulla salute, sfruttando un linguaggio visivo dal forte impatto emotivo. (Fonte Repubblica).

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