A Brescia, territorio neutrale…
Scrivo ora, mentre l’emozione è ancora intensa e sferzante. Scrivo di Bandito, il cui savoire-faire è emblematico. La cui ospitalità è genuinamente fragrante. Il cui ricordo è solare e vivace. Scrivo di Jimmy, che non si è tirato indietro di fronte ad un tour de force pressochè massacrante, reinventando un’ironia da personaggio fantastico, divertente come un cartone animato, acuto e brillante come il migliore dei vecchi amici… Scrivo di Luca, una persona splendida, più ancora di come appare attraverso i suoi saporiti commenti, la cui compagnia è un incredibile piacere sinaptico, e il cui unico diffetto -visibile ;)-, quell’essere sottilmente permaloso, è diventato il giocoso tormentone di Lorenza. Che dire di Lorenza; assenteista volontaria per difendere la precisione dei suoi confini, il dettaglio, l’onestà intellettuale che non si risparmia mai… seria e buffone di corte. Rigida ed elastica, giovane e saggia. Una sorpresa. Una grande. E vorrei scrivere di più. Raccontarvi una nottata persa in un contesto spazio-temporale completamente, totalmente sconosciuto, a condividere intimità varie (soprattutto la sottoscritta che, vittima del proprio egocentrismo, a tenuto banco straparlando dell’argomento più interessante della serata: Tabata!) con una confidenza ed una fiducia insolitamente riposte in mani ed occhi mai incontrati prima… Non è semplice descrivere quello che ho provato. Ma mi ha riempito l’anima, fino a farla traboccare, e ancora. Felice di aver rischiato. Felice di aver giocato. Felice di aver guidato, bevuto, cazzeggiato, ascoltato, visto, abbracciato, salutato, saltato, sognato. Un’esperienza degna della mia sete di pathos. Qualche foto ubriaca e sfocata, un filmato per ricordarci per quale assurdo motivo ci siamo trovati, ed un grazie alla musa di quest’avventura, la bella e irreale Andrea che, per altro, si becca anche una botta di vaffanbagno, per non aver partecipato!!! Vi lascio alle riflessioni conseguenti con un, ormai inflazionatissimo
sempre baci, sempre Tabata.